venerdì 30 marzo 2012

Spider Island 3 e Ultimate Comics: Spider-Men #14

Doppia (breve) recensione di Spider-man. Giusto per non perdere l'abitudine alla scrittura. Due storie diverse per due universi diversi. E due risultati totalmente opposti.

Intanto partiamo dal 3° episodio di Spider Island. Della saga in questione ho già avuto modo di parlare (limitatamente ai primi due capitoli) qui.
Il terzo episodio non si discosta molto, per qualità dell'intreccio e stile narrativo, a quanto detto in precedenza. Che si tratti di una storia ideata per un pubblico di sedicenni alle prime armi è abbastanza lampante. E si spera sia così, altrimenti è difficile trovare altre giustificazioni al risultato che abbiamo sotto gli occhi.
Preso atto di ciò si può cominciare a godersi (a patto di non avere troppe pretese) il tutto. Un mix di scazzottate, umorismo e qualche luogo comune sulla pazzia di New York e dei suoi abitanti. O per dirla in altro modo: tanto baccano e poca sostanza, ma alla fine il risultato è abbastanza divertente e, volendo essere di mancia larga, coinvolgente.
Una simpatica e allegra sarabanda insomma. Anche se è difficile non provare un certo fastidio di fronte al  fatto che finora non ci sia stato un solo newyorchese che abbia provato un qualche tipo di choc di fronte alla scoperta di poteri ragneschi (che vale come esempio per indicare la piattezza della dimensione psicologica che sta dietro alla storia). Comincia a essere pesante anche il fatto che il piano dello Sciacallo (che è ben lungi dalla delirante grandezza raggiunta in passato) non si ancora nulla più di un abbozzo. E a metà della storia sarebbe bello capire il senso di quello che finora è un'accozzaglia di simpatiche situazioni di ordinaria follia.
Quanto ai disegni di Ramos poco da aggiungere anche qui. Dico che semplicemente non mi piacciono. Sarà per colpa di una storia che si prende poco sul serio e rende superfluo un lavoro dettagliato. Sarà. Sta di fatto che la definizione dei particolari è quasi del tutto assente. Non un granchè insomma. 
N.B: nell'albo in questione (Spider-men #578) si trova una storia del tutto trascurabile dedicata a Hobgoblin. O meglio a quella parodia vivente dell' Hobgoblin attuale e alla sua ossessione per Norah Winters. Nulla di che. Meglio "The deadly hands of kung fu", dedicata a Shang Chi.



Di ben altra pasta l'esordio del nuovo Spider-men dell'universo Ultimate. Dopo la morte di Peter Parker (in una storia francamente mediocre) attendevo con curiosità l'arrivo del nuovo arrampicamuri. Che in America ha fatto notizia per il fatto di essere nero. Qui andiamo oltre, che è meglio.
La storia mi è piaciuta e anche molto, sebbene ovviamente si tratti solo di un prologo. Difficile non ammirare la scelta coraggiosa operata da Bendis che in un colpo solo rivoluziona completamente il personaggio. Miles Morales infatti è di diversa estrazione sociale, diverso contesto familiare, differente età e vita personale incomparabile a quella del suo predecessore. Inoltre l'autore con un colpo solo elimina lo storico cast di supporto (ad esempio sono sparite zia May e Gwen Stacy, ma non solo), aprendo a nuovi personaggi (lo zio che fa il ladro, l'amico nerd e sovrappeso e via scorrendo)
Un personaggio quindi radicalmente diverso e che permette quindi di sviluppare delle story-line finora impossibili.
Al tutto va aggiunta l'eccellente performance ai pennelli di Sara Pichelli. Ogni personaggio è perfettamente convincente, così come ogni situazione è curata nel dettaglio. Brava davvero.
E ora attendiamo il seguito.