giovedì 15 dicembre 2011

I Contaminati. Uno speciale da dimenticare

Quando manca la voglia si vede. Caso emblematico questo "speciale" di Nathan Never. Lo dico subito: era da molto che non leggevo una storia così mal realizzata. Perlomeno dalla dimenticabilissima "Nelle profondità dell'oceano" (NN 220) che, guarda caso, rappresentava la prima parte della storia narrata in questo speciale. E qui sta già il primo problema, ossia l'idea incomprensibile di dare un seguito ad una storia che i fan dell'agente Alfa avevano cercato in tutti i modi di rimuovere.

Le ragioni dell'insuccesso sono molte e l'elenco (sommario) è presto fatto:
1- La storia non ha un minimo di pathos. Si narra della diffusione di una tossina che contamina 5 milioni di persone rischiando di provocare una ecatombe spaventosa (maggiore anche di quella provocata dalla guerra Terra-Stazioni e dalla successiva caduta di Urania). Eppure mai una volta ci viene trasmesso il senso di angoscia, di terrore e di panico che inevitabilmente dovrebbe essere al centro di tutto. La minaccia rappresentata dalla tossina è rappresentata in maniera grossolana e alla fine passa quasi inosservata...
2- alcune pagine sono del tutto superflue, utili sono ad allungare il brodo e a raggiungere la canonica quota 160. Un esempio sono le pagine da 22 a 25. Potete saltarle e non cambierà assolutamente nulla.
3- alcune mancanze di fiducia nella memoria dei lettori sono abbastanza fastidiose. Il lettore di Nathan Never conosce benissimo la dottoressa Weston fin dai tempi de "La Morte Bianca" (NN 141). Eppure ogni volta che appare deve spiegare da capo la natura dei suoi poteri come se fosse una novità assoluta. Passi che lo faccia davanti ad estranei, ma che sia Nathan a chiederlo ogni volta suona abbastanza ridicolo.
4- L'Agente Alfa non ha avuto molte storie d'amore (giustamente visto la natura tormentata del personaggio). Di certo quelle poche che ha avuto sono nate in dopo grandi difficoltà e con non poche fatiche. In ogni caso sono nate al termine di albi splendidi. Ricorderete "Hadija" (NN 66) e "Dopo l'Apocalisse" (NN 162-164). La dinamica con cui nasce il rapporto tra Nathan e Diane è invece decisamente stucchevole e banale.... 
5- Le citazioni a vecchi albi fanno piacere se hanno un senso, non se sono inseriti tanto per fare. Le citazioni a NN-Gigante 12 e a NN 183-184 sono particolarmente pretestuose e danno anche qui l'impressione di essere utili ad allungare il brodo e a dare spazio a qualche dialogo in più senza che la storia ci guadagni nulla....
6- Anche il soggetto ha delle pecche. L'idea di rubare un'alga gigante è abbastanza demenziale. Vedere inoltre con quale facilità un marinaio riesca ad entrare nei sorvegliatissimi laboratori del Consiglio di Sicurezza (che, vale la pena ricordarlo, coordina le forze militari del pianeta in caso di crisi e minacce alla pace) è desolante. Che poi il marinaio sia provvidenzialmente parente di una ricercatrice dello stesso centro è vagamente poco credibile.
7 - Nathan e soci capiscono tutta la dinamica della vicenda per ispirazione divina. Non indagano mai, eppure sarebbero agenti speciali di una agenzia investigativa.... 
E ci fermiamo qui, ma solo per bontà d'animo.

Nota assolutamente negativa ai disegni. Giez non solo non convince ma causa anche un certo fastidio nel lettore che si trova di fronte ad una prova pesantemente al di sotto della media di decenza (e questo in un momento in cui sulla serie regolare si alternano le opere dei grandi Olivares e De Angelis). Giez assomoglia terribilmente al primo Di Clemente (che poi, va detto, è migliorato enormemente ed oggi è una firma molto gradita). Apprezzo che la Bonelli tenti di testare nuovi disegnatori, ma per rispetto di chi decide di spendere il proprio denaro per acquistare un albo, dovrebbe garantire uno standard minimo. Una prestazione del genere (personaggi inespressivi, chiaroscuri fastidiosi e grandi scenari che non trasmettono nulla) non è accettabile.

Voto. Storia (soggetto e sceneggiatura) 4; disegni: 2.

Postilla alla copertina di De Angelis (come sempre il suo è un ottimo lavoro). La scena rappresentata di fatto non si verifica nella storia se non per un paio di pagine. Comprensibile che di fronte ad una storia tanto scialba si sia dovuto inventare qualcosa pure lui :-)

sabato 10 dicembre 2011

Fear Itself

Mi pare doveroso ricordare (con grave ritardo) l'avvento nelle nostre edicole e fumetterie del nuovo Crossover Marvel Fear Itself. Penso che ci siano tutti gli elementi necessari per assistere ad un nuovo capolavoro come non si vede dai tempi dell'indimenticabile Civil War, o quanto meno questa è l'impressione che ne ho avuto dopo aver letto il primo numero della miniserie (copertina qui sotto) e gli eventi collaterali presenti sui numeri di novembre di Thor e Iron Man.


La trama è presto detta. 
Sin, figlia del Teschio Rosso, prende possesso di un antico martello riportato dal padre sulla terra. L'effetto di tale ritrovamento va ben oltre le sue attese, dal momento che al contatto con lo stesso viene trasmutata in Skadi (leggendaria gigantessa della mitologia norrena). 
Nel mentre Tony Stark, affiancato da tutti i Vendicatori, annuncia l'imminente inizio dei lavori per la ricostruzione di Asgard (caduta sulla Terra e distrutta durante gli avvenimenti della miniserie "Assedio"), vista come grande occasione di rilancio dell'economia e quindi grande possibilità di benessere. 
Le cose però non vanno come sperato. Sin/Skadi scende nella fossa delle Marianne, dove risveglia il Serpente, fratello incatenato di Odino, che egli considera un usurpatore e al quale intende muovere guerra. 
Odino viene a conoscenza del fatto e dopo un furioso scontro con Thor riporta Asgard nel suo luogo di origine, lasciando i Vendicatori da soli di fronte all'imminente minaccia che nel frattempo si materializza dal cielo sotto il misterioso nome di "Valorosi"....  


Per il resto chi vivrà vedrà. Bye! 

sabato 3 dicembre 2011

Legion 75


Di regola le mie letture fumettistiche sono limitate agli albi della Bonelli e a qualche collana edita dalla Panini. Non che ci sia un vero motivo, più che altro è un abitudine. L’unica volta in cui sono venuto meno alla consuetudine mi è pure andata bene. Infatti quella volta mi imbattei nello splendido Nemrod. Di tempo ne è passato un po’ e ho pensato bene di bissare. E la fortuna ha voluto che mi andasse di nuovo bene.

Parliamo di Legion 75, nuova miniserie bimestrale (per un totale di 6 albi) edita da Star Comics.
Il primo numero merita tutti i miei più vivi complimenti, tanto per la trama quanto per lo stile narrativo. Un po’ meno (ma è questione di gusti) per i disegni. Mi spiego meglio.

Trama.
La serie si dipana su due linee temporali in cui assistiamo alle vicende dei due protagonisti della serie. Nella prima linea narrativa, ambientata a Londra nel 1975, seguiamo le avventure di Byron Truman, ex poliziotto, ora agente operativo dell’MI6. La seconda linea temporale ci proietta nella Londra post-apocalittica del 1985, nella quale si muove l’Uomo Senza Nome (anche perché a causa di una grave amnesia non se lo ricorda).
Ovviamente nel 1975 si svilupperanno (e hanno già iniziato a svilupparsi) gli eventi che condurranno alla catastrofe, mentre nel 1985 se ne vedono le conseguenze.
Una scelta complicata, che può generare qualche difficoltà al lettore che intenda seguirne la trama. Problema che però viene agevolmente risolto da un’ottimo ritmo narrativo, da uno stile letterario mai artificioso o prolisso (cosa che capita invece in molte altre testate italiane), che rende il tutto molto godibile.

In particolare di primo acchito direi che ciò che è riuscito meglio sono i protagonisti. Cosa non da poco. In particolare ho apprezzato enormemente Byron. Uomo travolto da un passato terribile, che peraltro ci viene spiegato senza troppa retorica o utilizzi di scenette trite e ritrite (altro punto a favore). Spietato, incontrollabile, privo di morale, carico d’odio e incapace di mezze misure. Un personaggio essenziale e dal di assoluto carisma.
Meno riuscito invece l’Uomo Senza Nome. Ma non darei di questo la colpa a nessuno. Trattandosi di un personaggio che si trova a muoversi senza comprimari in un ambiente da incubo è abbastanza naturale che il suo personaggio risalti di meno. Non che sia un fallimento anzi. Infatti bastano poche scene molto movimentante perché tale piccolo difetto passi in secondo piano. Diamogli tempo, credo che alla fine mi rimangerò anche queste critiche.

Il ritmo della storia invece è perfetto. Molta azione, ma mai eccessiva o esagerata per quanto concerne il 1975, mentre è perfettamente super-eroica nella seconda parte (ossia il 1985). L’autore (diamogli un nome: Walter Riccio) distilla molto bene i colpi di scena, crea un atmosfera perfettamente noir (1975) e trasmette il senso della desolazione e della morte (nel 1985), creando senza troppe ricercatezze fini a se stesse una godibilissima sensazione di attesa per gli eventi futuri, il tutto condito dalle inevitabili domande sulla natura del progetto Sovereign.

Discreti i disegni di Renato Riccio (che si occupa del 1975) e del duo Statella/Fara (per il 1985), anche se in generale non mi fanno impazzire di gioia. Ma anche questi sono gusti.


Volendo dare un voto all’albo: 8 alla storia (comprensivo di soggetto e sceneggiatura); 6.5 ai disegni

Un buon inizio per una serie che promette davvero molto bene. 

giovedì 1 dicembre 2011

La guerra dei mondi

Attendere la fine della saga Neveriana in corso per farne una recensione ( o qualcosa che ci somigli) è decisamente frustrante (non fosse altro che per la durata incredibile della stessa, ben 15 albi....). Tenuto conto che la saga si articola in 3 parti separabili (ma che ovviamente costituiscono un unico continuum narrativo) tanto vale procedere alla valutazione della prima di queste parti (albi numeri 239-243).

Al solo fine di essere chiari ricordiamo che la prima parte costituisce il preambolo e la base della serie e potremmo chiamarla "Introduzione", la seconda parte riguarda le sole vicende belliche della guerra tra l'alleanza Terra/Stazioni e l'Impero di Marte dominato dai pretoriani e potremmo chiamarlo "Guerra" (albi 244-249), mentre infine la terza parte getterà le basi della nuova "era" neveriana e potremmo chiamarla "Un nuovo domani". Non si tratterà di cambiamenti di poco conto, ma di un vero azzeramento della serie (stando a quanto si dice), con un cambio anche in redazione: Vietti, croce e delizia di molti di fan (che non gli hanno perdonato l'abbandono delle atmosfere Bladerunneriane imposte dal mitico Trio dei sardi Medda-Serra-Vigna, ma che si sono appassionati alle complicatissime trame politiche e miliatari da lui introdotte) sarà meno presente (non che ci volesse molto visto che ad oggi scrive un numero impressionante di storie su tutte le testate di Nathan Never*) e il suo posto sarà occupato dai promettenti Perniola e Rigamonti. Pessima notizia. Forse dal numero 250 De Angelis non sarà il copertinista (ruolo che ricopre dal numero 60).

Recensiamo.... 
Ma passiamo alla valutazione della prima parte della saga che risponde al nome, poco fantasioso a dire il vero, di "Guerra dei Mondi".

Come inizia la guerra tra due mondi, destinata ad azzerare una testata con vent'anni alle spalle? In modo banale, quasi noioso.

Il buon vecchio Nathan infatti si troverà ad indagare su qualcosa di molto poco eccitante, ossia irregolarità contabili e documentali compiute dalla Imperium per ottenere il monopolio delle opere di ricostruzione della Città Est, ancora sfregiata dalla Guerra contro le Stazioni Orbitanti e dalla caduta di Urania.
Non così noioso a dire la verità. Il primo atto della saga infatti è l'omicidio del potentissimo Kopper,  atto che impedisce la fusione tra due grosse società terrestri, lasciando campo libero proprio alla Imperium che farà man bassa degli appalti. Seguiranno a stretto giro di posta altri reati e morti provvidenziali, a cominciare da quello del procuratore Reylla, osteggiato dal suo superiore, la corrottissima Eleanore Klint, per aver messo in mezzo proprio l'Agenzia Alfa. Ma si tratta pure di un scontro politico tra la stessa Agenzia e i poteri forti, in primis Kassavidis, nuovo presidente.
Questa la prima parte, scritta da Vigna e disegnata dall'intramontabile Bonazzi (e per la nota si tratta degli albi 239, 242 e 243). Poi, nel mezzo c'è una seconda trama, funzionale alla prima, che si dipana sugli albi 241-242 scritta da Vietti e disegnata da Jacomelli (240) e dal duo Denna/Corbetta (241).

La scelta di far scrivere l'introduzione a due autori non è esattamente fortunata, e le scelte narrative di Vigna lasciano qualche perplessità. Mi spiego.

Vigna da vita ad una trama lenta e a tratti noiosa. Non che un'indagine sul losco mondo degli affari e della politica dominato dalle tangenti e dagli omicidi sia di scarso interesse, ma 3 albi sono decisamente troppi. Si percepisce la volontà di tirarla per le lunghe, con il risultato paradossale che l'evento gli eventi più allettanti e clamorosi (SPOILER : Sigmund e Darver vengono scoperti a fare uso di dossier bomba con cui ricattano i poteri forti, Nathan per reazione si dimette....FINE SPOILER) alla fine sono trattati in fretta e furia, quasi che in 3 albi non ci fosse lo spazio sufficiente (mentre invece c'è un sacco di spazio per inutili e noiosi dialoghi con i quali ci viene riassunta in continuazione tutta la storia, come se il lettore fosse un cretino che non ricorda quanto ha appena letto....).

Sia chiaro che di parti interessanti ce ne sono molte. Un esempio è il racconto dell'origine dei pretoriani, ma non solo. La sensazione finale è comunque quella di aver letto qualcosa di interessante e ben costruito, ma comunque capace di lasciare un certo senso di insoddisfazione.

Meglio invece i due albi di Vietti. Sarà che le tematiche trattate (lo scontro tra le Telepati e la clonazione su larga scala, per dirne due) sono molto più interessanti. Sarà anche che i personaggi che compaiono sono apprezzate vecchie conoscenze (Resya, Abraham, Diane Weston e soprattutto Aran Darko) che fa piacere ritrovare coinvolte. E, ancora, sarà che il ritmo è molto più incalzante e l'azione più avvincente. Ma sta di fatto che i due albi sono decisamente più godibili e convincenti.

Quanto ai disegni (sui quali esprimo opinioni del tutto personali). Bonazzi se la cava come sempre abbastanza bene. E qui sta la nota negativa (se così di può dire). Ci abituato molto bene e quindi restiamo delusi anche quando i disegni sono "solo" buoni. Di fronte ad una prova più che sufficiente ma meno curata del solito viene da pensare che il problema sia dovuto ad una certa fretta nel realizzare l'immensa mole di lavoro che gli è toccata in sorte (3 albi sono davvero tanti). Idem per quanto concerne la prova di Jacomelli. Anche qui una prova sufficiente, ma molto lontana dall'eccellenza di alcuni lavori passati (e anche qui viene da pensare che la colpa sia del tempo avuto a disposizione). Meglio il lavoro della coppia Denna/Corbetta che mi pare davvero ben riuscito (ed è con piacere che apprendo che saranno loro anche i disegni di un altro numero della saga).


Riassumendo.
Un inizio discreto senza dubbio. Meno emozionante di quanto si poteva immaginare, ma che senza dubbio lascia ben sperare per il proseguo della saga. Ovviamente il ritmo è destinato ad aumentare, così come le sorprese. Attendiamo fiduciosi.

Voto (Vigna, poi Vietti)
Soggetto : 6 e 6.5
Sceneggiatura: 6.5 e 6.5
Disegni: 7 e 6.5


(clicca sulle copertine per ingradire) 

Age of X



Che cosa sarebbe successo se il professor Xavier non avesse potuto assemblare il suo primo gruppo  aricercando la via della pace e della coesistenza tra mutanti e umani/sapiens? Ecco, in questa serie, divisa in 7 albi lo sapremo con chiarezza. Dalle fucine Marvel alle nostre edicole esce Age of X, serie sideways (il classicissimo "cosa sarebbe successo se..." ). Stiamo a vedere. 

venerdì 28 ottobre 2011

Falling Skies. Ma anche no.

Chi scrive adora la fantascienza. Per la nota che scrivo sono sempre e solo io, il concetto di indefinito però mi piace un sacco. Ecco perchè lo uso.
Torniamo a noi. Amo la fantascienza, ma tuttavia la prima serie di Falling Skies non mi è piaciuta più di tanto.
Spiego, molto brevemente perchè.



L'idea di base è semplice e attraente: un'invasione aliena rapida e fulminea che ha annientato nello stesso momento ogni paese della terra e distrutto tutti gli eserciti (uccidendo il 90% della popolazione mondiale). Le città sono occupate da mega strutture aliene che fungono un po' da arsenali e basi logistiche e un po' da cittadelle in cui dimorano le truppe.
Gli umani sono allo sbando, salvo per alcuni gruppi che si sono organizzati per dar vita a una logorante guerriglia contro l'invasore.
In più gli alieni hanno rapito tutti i giovani che hanno potuto per usarli, di fatto, come schiavi.

Molto bene. Ottimo. Manca il resto però.
Prima di tutto: se gli alieni hanno distrutto mezzo mondo perchè le città e i villaggi appaiono sempre perfettamente integri (o quasi)? Perchè se hanno sconfitto ogni esercito  non si trova uno straccio di carro armato o un solo rottame di aereo distrutto? Vaporizzati??
In sostanza: che fine hanno fatto gli scenari apocalittici che di solito fanno da contorno a trame del genere? A mio personale parere questa è già una pecca. Manca tutto il contesto scenografico, qualcosa che trasmetta quell'idea di morte e distruzione che ha travolto all'improvviso il mondo.

I figli di molti sono stati rapiti. Un po' di momenti dedicati di più a questo fatto sarebbero stati utili. Le scene dedicate alla triste sorte dei ragazzi ci sono eccome, ma alla fine sono sempre artefatte e non trasmettono la drammaticità del momento. Percepiamo il dispiacere della perdita. Ma non, cosa invece molto più realistica, la disperazione e, perchè no, la rassegnazione (utile di solito a elevare la figura dell'eroe che invece riesce a combattere ancora e infondere coraggio a chi gli sta intorno).

Gli sciacalli appaiono poco, troppo poco. Solo una volta abbiamo a che fare con un gruppo di delinquenti che non lottano per niente altro che per la loro sopravvivenza. Anime perse senza bandiera. Tagliagole senza freni che semiano il panico. Elementi di solito presenti. Ma se manca lo scenario base mancano anche gli elementi di contorno e quindi manca quella, necessaria, sensazione di tragicità su cui la storia si regge.

Tutta qui la fantascienza? Alieni a 6 zampe dal nome ridicolo (Skitter), robottoni bipedi potentissimi dal nome banale (Mac), la già citata megastruttura e qualche caccia. Un po' di fantasia in più non fa mai schifo in questi casi (esempio: qualche mezzo corazzato, qualche altra nave da guerra che solca i cieli, robot di vario tipo, eccettera).

I personaggi non sono tutti riusciti benissimo. 
Tom Mason, il protagonista, è abbastanza riuscito. Soffre un po' di un eccesso di semplificazione (noioso professore universitario di storia, padre di famiglia e poi di colpo eroe di guerra), ma alla fine non c'è molto da dire. A parte il fatto che la capacità di dimostrare dolore per il rapimento del figlio Ben (in mano agli alieni) è pari a quello di un sasso di provare commozione...
Il capitano Weaver, capo della colonna armata a cui appartiene anche il protagonista è quello meno riuscito. Ha lo stesso carisma di una zucchina al vapore, la stessa abilità militare di Lucio Emilio Paolo (così imparate un po' di storia: è il generale romano che perse 50.000 uomini in un bel pomeriggio a Canne) e il raziocinio di un vitello infilato in uno spiedo. Inoltre all'inizio è stronzo e cafone, poi dopo due puntate e buono e comprensivo, ma non si capisce perchè. Ha subito un dramma, ma non suscita nessun interesse nello spettatore.
I figli di Tom sono venuti bene, questo si. Hal, il figlio più grande è decisamente appropriato per il ruolo che svolge: la controparte emotiva del padre.
Pope appariva perfetto. Poi lo hanno rovinato alla velocità della luce e da personaggio cinico e scanzonato è diventato la brutta copia del nonno di Heidi (burbero fuori e buono dentro).

Gli atri personaggi vengono presentati un po' alla volta, ma se alla fine ve ne ricordate i nomi siete bravi.

Tuttavia non mi sentirei di bocciare la serie.Si tratta solo della prima stagione. E di solito fa da prologo. Aspettiamo con calma il seguito.







mercoledì 26 ottobre 2011

Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve



Per la serie: cose difficili da dimenticare.

Prendete un centenario molto furbo e molto poco disposto a farsi trattare da vecchio. Un criminale in pensione, il gestore di un chiosco che è un quasi-medico, ma anche un quasi avvocato e un quasi dentist (e tanti altri quasi), una donna piuttosto brava a bestemmiare, un delinquente vero, un paio di scagnozzi idioti, un commissario di polizia depresso e un giudice vanitoso.
Prendete poi la vita di Forrest Gump e al suo posto metteteci quel vecchio (ovviamente quando era giovane dal momento che si tratta di flashback).
E alla fine avete questo libro. Che vuole essere leggero, divertente quando non anche demenziale. Ci riesce alla perfezione e riesce anche a tenere il lettore con gli occhi incollati alle pagine, in attesa di conoscere storie passate e presenti del vecchietto in questione (che di nome fa Allan).

Per carità: ben lungi dall’essere un capolavoro (e visto il genere comico a cui appartiene è anche difficile che possa esserlo). Ma alla funge perfettamente al suo scopo: far passare al lettore un po’ di tempo nel divertimento.

Non un acquisto obbligato, ma se volete leggere qualcosa di più leggero, solo per puro divertimento mi viene difficile non dire che fate un buon acquisto.

lunedì 24 ottobre 2011

Come doveva essere

Alla fine, dopo 24 anni di astinenza e tante delusioni, gli All Blacks si riprendono la Coppa del Mondo. Lo fanno nel modo più bello che esiste, davanti al proprio pubblico, nel sacro tempio dell'Eden Park, al termine di una finale tiratissima, sofferta come nessuno si sarebbe aspettato e grazie a una grande prova di sofferenza collettiva.

La Francia ce l'ha messa tutta, ha retto alle bordate del primo tempo e grazie anche a un po' di fortuna (leggasi tre calci sbagliati da Weepu, che avrebbero permesso alla Nuova Zelanda di chiudere il primo tempo con un rassicurante 13-0) sono rimasti in partita. Nel secondo tempo la fortuna è diventata una grande prova di squadra e infatti i Transalpini hanno dominato la seconda frazione di gioco senza concedere quasi nulla. Appunto quasi, perchè l'unica possibilità avuta dagli All Blacks è stata una punizione segnata da Donald. E chi è Donald? La riseva dell'infortunato Cruden, a sua volta riserva dell'infortunato Slade che era riserva dell'infortunato Carter. Eppure il giocatore "troppo lento per gli All Blacks" ha fatto le cose giuste al momento giusto, prendendo anche in mano la squadra.
Alla fine la vittoria è arrivata per un solo punto (8-7 il risultato finale). Ma basta e avanza per tornare a sollevare la coppa che tutto il paese aspettava.

Per la serie : miglior giocatore del mondiale. Lo prendiamo per semplicità dai campioni del mondo (anche se Priestland e Halfpenny hanno disputato un mondiale strepitoso, come tutto il Galles, arrivato quarto). Facile dire McCaw, ma non sarebbe del tutto vero. Personalmente direi Kaino, che come al solito quando è in campo passa quasi inosservato, ma quando manca ci si rende conto di quanto sia abile... (e una menzione anche a Cory Jane).

Ricordo il cammino degli All Blacks verso il trionfo:
Pool A
Nuova Zelanda - Tonga 41-10
Nuova Zelanda - Giappone 83-7
Nuova Zelanda - Francia 37-17
Nuova Zelanda - Canada 79-15

Quarti: Nuova Zelanda - Argentina 33-10
Semifinali: Nuova Zelanda - Australia 20-6
Finale: Nuova Zelanda - Francia 8-7





venerdì 21 ottobre 2011

Norwegian Wood

A breve distanza dalla breve recensione (se così possiamo chiamare un semplicissimo commento personale) di Dance Dance Dance, mi trovo a parlare nuovamente di un libro di Murakami Haruki. Il secondo che ho letto. Iniziato due giorno dopo aver finito il primo. Già questo la dice lunga su quanto mi sia piaciuto il suo stile.



Nel caso specifico parliamo di Norwegian Wood - Tokyo Blues (anche se la seconda parte del titolo esiste solo per la versione italiana...), libro scritto durante un viaggio di Murakami tra Grecia e Italia e pubblicato nel 1987 (quindi un anno prima di Dance Dance Dance). 

Ma di che parla il libro? La trama è di una semplicità disarmante. Toru, il protagonista, durante un viaggio in aereo sente casualmente le note di Norwegian Wood, canzone dei Beatles. Immediatamente affiora in lui la memoria del passato (e di parte ogni riferimento al suo presente termina qui) e nello specifico del  biennio 1969-1970, quando frequentava l'università. Scopriamo in tal modo la dimensione giapponese delle violente manifestazioni studentesche (in qualche modo una versione quasi grottesca di quanto avvenuto in Europa), le insoddisfazioni e le ambizioni di un'intera generazione (in questo molto simile alla nostra). Ma tutto questo fa solo da sfondo, dal momento che il protagonista non ne è coinvolto se non come narratore distaccato e del tutto disinteressato. 

La storia personale di Toru è ben altra cosa. Si tratta della vita molto comune di un ragazzo che ha la sfortuna (si fa per dire) di innamorarsi di una ragazza, Naoko, che alla fine si rivelerà essere molto fragile e incapace di sopportare le sofferenze di una vita frutto di infinite avversità. Personaggio che trasuda poesia nella sua delicatezza, Naoko sconvolge la vita del protagonista al quale è legata sin dall'infanzia a causa di un terribile lutto comune. Quando Naoko si sposterà e lascerà un vuoto sulla scena, ossia nella vita di Toru, comparirà un personaggio straordinario e indimenticabile, ossia Midori Kobayashi, ragazza che di fatto rappresenta il perfetto opposto di Naoko. Se Naoko rappresenta la femminilità allo stato puro, Midori rappresenta la nuova generazione alla perfezione. Vulcanica, quasi volgare (ma ogni battutaccia ha un senso profondo), determinata a  non farsi fermare, senza per questo essere ne arrivista ne egoista. 
Entrambe travolte dagli eventi, entrambe sofferenti per lutti dolorosi e una sorte spesso avversa differiscono anche nel modo di affrontare i problemi che la vita pone loro davanti. 
E nel mezzo c'è Toru con la sua vita semplice e anche un po' noiosa, portato a braccio dalla corrente del tempo e della vita. 

Ovviamente Toru finirà nell'eterno dilemma di scegliere tra le due donne, nel dubbio angosciante di poter sbagliare e di poter ferire una delle ragazze. Può sembrare banale. Forse lo è. Di certo i colpi di scena disseminati qua e la ( e dei quali certo non posso parlare per non rovinare l'eventuale lettura) sono traumatizzanti e talvolta dolorosi.

Sicuro è che alla fine non affezionarsi a Toru, non provare un senso di fascino per Naoko e una forte simpatia/ammirazione per Midori e un odio istintivo per Nagasawa (chi è? Non ve lo dico!) è impossibile... 

Dovessi consigliarvi come spendere 12€ non avrei dubbi a dirvi di acquistare questo libro. E se non vi piace? Magnema! 

domenica 16 ottobre 2011

Semifinali di fuoco.

Due semifinali spettacolari. Poco altro da dire su Francia - Galles e Nuova Zelanda - Australia.

Partiamo dalla prima partita in ordine di tempo. La Francia era arrivata carica dopo la vittoria (a sorpresa) contro l'Inghilterra. Tuttavia avevo pronosticato la vittoria del Galles, non fosse altro che per la splendida impressione che i  Dragoni mi avevano fatto durante tutto il mondiale (a partire dalla mancata vittoria per errore arbitrale contro il Sud Africa e la meravigliosa prestazione ai quarti contro l'Irlanda).
Per 20 minuti pensavo di aver fatto centro. Galles dominante sui punti d'incontro, buona tenuta in mischia e in touche (e intanto erano pure avanti 3-0 grazie a un calcio di Hook). Poi è arrivata la mazzata. Prima l'uscita per infortunio di Alun Wyn Jones che ha minato la tenuta della mischia che da quel momento ha cominciato a soffrire terribilmente e poi l'espulsione per placcaggio pericoloso del capitano Warburton (al minuto 22) hanno ridotto le speranze del Galles a poco più di una pia speranza.
Nonostante questo la Francia ha rischiato, commettendo l'errore di pensare che la partita fosse già vinta. Ottimo gioco al piede, ma poco altro per i transalpini che non hanno mai davvero chiuso la partita neanche quando il punto di rottura era a un passo (nel secondo tempo subito dopo il 9-3). E così è arrivata la meta di Phillips a riaprire tutto. Resta il rammarico per i calci sbagliati da  Hook e Jones. Errori senza i quali forse staremo raccontando tutta un altra storia.

La Nuova Zelanda è stata praticamente perfetta. 80 minuti impeccabili da parte di una squadra che si sente in missione per conto di una nazione. Pochi errori, pressione costante, accelerazioni continue, supremazia nelle fasi statiche. Tutto come dovrebbe essere, al punto che sono passati inosservati ben 5 calci sbagliati. Ottime notizie da parte di Weepu e Cruden che hanno fatto dimenticare l'assenza di Carter.
Serata no per Cooper. Tanti errori, anche abbastanza grossolani. E il dubbio che non sia poi così forte come si pensava. Ha giocato 6 partite, ne ha sbagliate 3 e non da poco. Infatti ha giocato male contro l'Irlanda (partita persa), il Sudafrica (vinta fortunosamente) e appunto contro la Nuova Zelanda. Insomma, male nelle partite che contavano davvero....

I risultati alla fine sono Francia - Galles 9-8 e Nuova Zelanda - Australia 20-6.

Finale 3° posto. Galles - Australia. Favorita l'Australia. Ma questo Galles, se mantiene un po' di disciplina può fare grandi cose...

Finale 1° posto: Nuova Zelanda - Francia. La Francia ha convinto solo contro l'Inghilterra. La Nuova Zelanda è in missione. Sembra facile, ma non lo sarà. I precedenti al mondiale dicono 2 vittorie per parte, ma la Francia ha l'abitudine di rovinare la festa agli All Blacks.


domenica 9 ottobre 2011

3 su 4. E ora semifinali

Alla fine non è neppure andata male, ho azzeccato 3 dei 4 risultati dei quarti della coppa del mondo (ovviamente si parla di Rugby).
Tolta Nuova Zelanda - Argentina le altre partite erano notevolmente incerte. Peccato che alla fine l'unica previsione che ho sbagliato sia stata quella di Inghilterra - Francia, con i maledetti cugini d'oltralpe che hanno triturato gli inglesi (la partita era segnata già alla fine del primo tempo, chiuso dai bleus avanti 16-0...).

Di certo 4 splendide partite che ci regalano la sorpresa Galles, sempre più impressionante per forma fisica e gioco spettacolo, ci restituiscono la Francia e ci consegnano due versioni molto ridimensionate di Australia e Nuova Zelanda. I Wallabies hanno infatti scoperto che Quade Cooper è uno splendido giocatore da test match, ma non ha la capacità di guidare la squadra nelle partite che davvero contano. Quando agli All Black si notano due cose: che l'assenza di Carter pesa come un  macigno e la sensazione di dover vincere a tutti i costi il mondiale dopo 24 anni pesa ancora di più.

Riassunto rapido dei risultati:
Galles - Irlanda 22-10
Inghilterra - Francia 12-19
Australia - Sud Africa 11-9
Nuova Zelanda - Argentina 33-10

Mi preme sottolineare che al di là del risultato l'Argentina esce davvero a testa alta dopo aver costretto gli All Blacks a giocare una partita di trincea per 60 minuti ed essere addirittura stata in vantaggio (con la meta Cabelio). I Pumas hanno confermato la qualità mostrata nel 2007 e dimostrato di meritare l'ammissione al Tri Nation (che diventerà Four Nations dal 2012).

Quanto alle semifinali poco da dire, andiamo ancora ai pronostici.

Galles - Francia: tutto fa pensare Francia, sia per le qualità individuali dei transalpini, sia per la grande prova offerta contro l'Inghilterra. Però la Francia tende a concentrarsi poco e a deludere molto e la vittoria contro l'Inghilterra potrebbe aver appagato la squadra. Quindi contro ogni pronostico dico Galles. Se non altro per fare il tifo per qualcuno.

Nuova Zelanda - Australia: attesa come la finale è stata anticipata causa la debacle dei Wallabies nella poole (ossia la sconfitta patita contro l'Irlanda). Ai quarti hanno vinto, ma non hanno dato quell'immagine di superpotenza che ci si immaginava. In ogni caso dico Nuova Zelanda, non fosse altro che gioca in casa. Ma da qui ad esserne convinto ne passa....

venerdì 7 ottobre 2011

Dance Dance Dance


Capita a volte di leggere qualcosa di nettamente superiore alla media. Capita di leggere un libro a suo modo perfetto. Raro a essere sinceri. E questo è uno di quei casi. 
"Dance Dance Dance" è una delle prime opere di Murakami Haruki, (il giustamente) osannatissimo autore giapponese classe '49. Scritto nel 1988 il libro è il seguito dell'opera prima di Murakami ossia di "Nel segno della capra". Vale la pena comunque di far notare che per leggere il libro in oggetto non è necessario aver letto il precedente dal momento che la storia si dipana in modo del tutto indipendente.

Ma che di parla il libro? A dire il vero di tante cose, ma la trama di fondo è la ricerca. Ricerca a tutto tondo per essere onesti. Il protagonista (di cui non saprete mai il nome) è un giornalista che a seguito di una serie di sogni decide di mettersi alla ricerca di una donna (per l'esattezza una prostituta/modella/attrice). Nel farlo si sposterà attraverso una Sapporo ovattata da una nevicata che sembra dover durare per sempre, una Tokyo caotica e ipercinetica, le care vecchie Hawaii e i paesaggi arcadici di Hakone, mentre sullo sfondo omicidi veri e immaginari si accavallano senza che sia ben chiaro il confine tra vero e falso. Il tutto incontrando una ragazza dotata di capacità medianiche, un attore dal fascino irresistibile, un poeta con un braccio solo. E 6 scheletri che guardano la tv nella più assoluta normalità. 

Eccezionale il personaggio di Yuki, la ragazzina di 13 anni dotata di poteri medianici, che risplende di luce propria. Murakami non la usa come ci si potrebbe immaginare e questo è un altro aspetto degno di nota. Essa non sarà la chiave di volta della vicenda, ma bensì una ragazzina sola e in crisi d'identità alla ricerca di una soluzione per uscire da una vita oramai priva di stimoli. E i poteri paranormali diventeranno una cosa di scarso interesse per un lettore attento, ben più interessato allo sviluppo della piccola storia personale di Yuki.
E poi c' Gotanda, l'attore dal fascino irresistibile, distrutto da un matrimonio finito male, indeciso tra passato e futuro scosso dai fallimenti e condannato al successo. Un personaggio che da solo vale il vostro tempo.

Murakami ha la capacità di mescolare gli eventi reali alla dimensione onirica conducendo il lettore passo passo verso la soluzione conclusiva, che alla fine lascia uno strano misto di soddisfazione e incredulità. Forse di tutto è questo quello che lascia maggiormente a bocca aperta: la capacità di stupire con la banalità di una vita quotidiana e di non utilizzare la dimensione onirica per tentare bruschi colpi di scena. 

Naturalmente la lettura è più che mai consigliata. Con un po' di pazienza vedrete che ne sarà valsa la pena. 



martedì 4 ottobre 2011

Quarti di finale

Una deprimente Italietta è stata eliminata dal mondiale di Rugby. 
Come nel 2007 l'Italia è arrivata con buone prospettive e buone possibilità di passare il turno. E come nel 2007 ha giocato malissimo ed è stata eliminata. A ben vedere solo il primo tempo della partita inaugurale contro l'Australia merita di essere ricordata. Poi il diluvio. Facciamo due conti. 

Italia - Australia 6-32
Primo tempo 6-6, pacchetto di mischia sugli scudi, mediana per una volta tanto concreta. Australia in difficoltà fino al 60°. Poi alla fine per forza di cose la maggior qualità dei Wallabies ha avuto la meglio e gli azzurri hanno subito un crollo verticale. Partita positiva in ogni caso. 

Italia - Russia 53-17
Risultato roboante senza dubbio. Il punto però non sono le 9 mete fatte, ma le 3 subite. Si è vista qui la maggior parte dei problemi di questa squadra: una difesa mai abrasiva e mai avanzante. 

Italia - Usa 27-10
Gli Usa sono migliorati molto e hanno giocato un ottimo mondiale, negando il punto di bonus (quello delle 4 mete) all'Irlanda. Però si tratta di una squadra che non ha la capacità di reggere per 80 minuti ad alto livello. E l'Italia ha davvero fatto fatica a imporre la sua maggior qualità.Alla fine ci ha salvato il solito straordinario pacchetto di mischia.

Italia- Irlanda 6-36
l'Italia ha retto fino a che Parisse ha avuto l'energia necessaria e Castrogiovanni non si è infortunato. Il secondo tempo però ricorda decisamente di più i tempi di Kirwan che non quelli più recenti. Zero voglia, zero grinta e zero concentrazione.

Se ne va Mallett. A voler essere fiscali la sua gestione è stata terribile. 9 vittorie e 32 sconfitte (Berbizier ottenne 12 vittorie a fronte di 15 sconfitte e 1 pareggio). 
Però il gruppo è davvero migliorato e qualcosa nello spirito della squadra ha lasciato. Non è tutto da buttare.

Per la nota ai quarti sono arrivati Irlanda, Galles, Inghilterra, Argentina, Francia, Australia, Sud Africa e Nuova Zelanda.
Pronostico.
Irlanda  - Galles, io punto sul Galles. Non è favorito ma mi ha fatto una notevole impressione....
Inghilterra - Francia. La Francia ha perso due partite su 4 nella pool iniziale. Passi quella con la Nuova Zelanda (con un pesante 17-37, ma quella con Tonga è incomprensibile). L'Inghilterra ha primeggiato in un girone di ferro vincendo due sfide di altissimo livello con l'Argentina e la Scozia (in entrambi i casi in rimonta e nonostante una pessima prova al piede di Wilkinson). Parebbe scontato dire Inghilterra e infatti dico Inghilterra (anche per la qualità dei tre quarti e della mischia....). Ma la Francia sa essere sorprendente... 
Australia - Sud Africa. Il Sud Africa ha spazzato via tutti i dubbi che nutrivo all'inizio del mondiale. Quando serve è sempre una superpotenza. L'Australia ha perso con l'Irlanda e non ha convinto. In ogni caso dico ugualmente Australia
Nuova Zelanda - Argentina.La perdita di Carter potrebbe costare il mondiale agli All Blacks. L'Argentina ha fatto un capolavoro ottenendo la qualificazione (dimostrando che l'exploit del 2007 non era un caso). Tuttavia la differenza tra le due squadre è ancora notevole. Quindi facile per la Nuova Zelanda. 


lunedì 26 settembre 2011

Un saluto


Addio!

Si è spento Sergio Bonelli. Molti di voi non sanno chi sia e me ne dispiaccio. Sergio Bonelli è stato nelle ultime decadi il "re del fumetto italiano", creatore dell'ormai ultra-cinquantennale Zagor e del da poco conluso Mister No, nonchè sceneggiatore (sempre sotto lo pseudonimo di Guido Nolitta) di numerose storie di Tex. La sua casa editrice, la mitica "fabbrica dei sogni" ha dato luce a capolavori del fumetto quali Dylan Dog e Nathan Never, nonchè moltissime altre.



Grazie per la tua fantasia e la tua passione, grazie per le infinite emozioni che mi hai regalato. E grazie per aver tenuto vivi i miei sogni a occhi aperti.Il mondo delle nuvole oggi ha perso un gigante. 

martedì 20 settembre 2011

Primi

Credo che il mio amore per i Red Devils sia cosa ben nota. E ovviamente dopo il 3-1 inflitto al Chelsea nel big match di domenica era prevedibile che tornassi a gongolare. Tra l'altro è stata pure una splendida partita che conferma come il calcio inglese in questo momento sia nettamente superiore a quello di casa nostra (alla faccia di chi pensa il contrario per campanilismo...). 


P.S; per la nota hanno ragione i tifosi del Manchester riguardo a Torres...uno spreco di denaro, specie se sbaglia i gola porta vuota..... 

P.P.S: è presto, solo la quinta giornata. Però lo United ha fatto meglio del City in questo inizio. Spero continui così. 


martedì 13 settembre 2011

Super 8

In una fin troppo calda sera di settembre (dite quello che volete, ma io non vedo l'ora che torni il caro e amatissimo freddo) mi sono cuccato il film più atteso della stagione, ossia Super 8.

Che palle. O meglio molto bello piacevole. Strano o meno che sia. Ma dati i commenti entusiastici di chi lo ha visto in anteprima e la pubblicità martellante che lo definiva un capolavoro indimenticabile era lecito aspettarsi di più. Molto di più se si pensa che il  regista è niente di meno che J.J.Abrams e il produttore è Spielberg.

Volendo essere critici ma giusti bisogna dividere il film in due pezzi con due storie tra loro autonome. Un pezzo narra la storia di un gruppo di ragazzini che decidono di girare un film amatoriale sugli zombie. L'altro è quello che narra la storia di un misterioso incidente ferroviario (doloso) e una serie di strani fenomeni e sparizioni, con tanto di intervento dell'esercito, che sconvolgono una tranquilla cittadina dell'Ohio.

Paradossalmente (ma non troppo) la parte che merita di essere vista e che giustifica a pieno il prezzo del biglietto è quella dei ragazzini che girano il film amatoriale.
Interpretazione splendida dei baby attori e un'acutissima sensibilità da parte del regista che descrive in modo quasi commovente e senza dubbio con meravigliosa delicatezza trame non sempre semplicissime senza mai scadere nel ridicolo e nello scontato. Descrivere le emozioni di un primo amore preadolescenziale senza ironie ne facile buonismo non è semplice. Raccontare la vita di un ragazzino colpito da un dramma terribile senza mai essere noiosi e ripetitivi neppure. Idem per il rapporto di odio tra due padri legati tra loro da un dramma che colpisce i rispettivi figli in una riedizione semplice e reale della storia di Romeo e Giulietta.
Questa sottotrama meritava un film a parte. Bellissima e degna di un maestro del cinema.

La parte fantascientifica è trita e ritrita. Un po' di E.T., un po' di scenari apocalittici, dominati da un alieno quasi onnipotente, cattivo, ma buono. Un po' vittima e un po' carnefice, alle prese con i soliti militari ottusi e criminali, pronti a tutto per i loro oscuri scopi. Potrebbe funzionare, se non fosse che a tratti questa parte del film sembra posticcia e un po' raffazzonata con pezzi presi qua e la da altri film. Questa parte non vale il prezzo del biglietto, neppure per gli eccellenti effetti speciali.

Vale la pena di andare al cinema e spendere 7€? La risposta è assolutamente si per quanto riguarda la prima parte, no per la seconda. Dipende da cosa vi aspettate e se preferite l'azione o (volendo essere scontati) il sentimento. Però, e lo devo dire, la storia dei ragazzini è davvero bella, gli stessi ragazzini sono personaggi splendidi e in fin dei conti un piccolo sacrificio economico ci può stare.


giovedì 8 settembre 2011

Diavoli a Shanghai

Mi pare scontato che tra le mie frivole passioni ci sia anche quella per i fumetti made in Italy. Vulgata profondamente ignorante vuole che questi si limitino al vetusto Tex (anche se quando è scenggiato da Boselli ha ancora un innegabile forza narrativa, che molti altri fumetti in giro per il mondo si sognano) o da Dylan Dog (che i suoi anni migliori sembra averli vissuti, se non a livello di vendite certamente a livello qualitativo, naturalmente dal mio punto di vista personale). Peccato. Perchè i fumetti italiani di alto livello ci sono eccome. In particolare Nathan Never (tra alti e bassi), Dampyr (quasi solo alti) e Julia, senza dimenticare il da poco defunto Magico Vento (che per 4-5 anni è stato senza dubbio alcuno la migliore opera fumettistica del vecchio continente). L'autore di Magico Vento è Gianfranco Manfredi, tornato a scrivere una sua opera con Volto Nascosto, una miniserie in 14 numeri ambientata tra Roma e l'Etiopia negli anni del primo tentativo di colonizzazione italiana (poi  infrantosi per la scialbezza della leadership militare e la pochezza poltica italiana sfociata nelle sconfitte dell'Amba Alagi, Macallè e Adua). Inutile riassumere una storia tanto complessa come quella che si dipanava sulle pagine di quella serie. In ogni caso le critiche furono tutte molto positive (cosa prevedibile visto l'altissimo livello delle storie mediamente scritte dall'autore in questione).
Una nuova serie è ora in arrivo. Anche in questo caso si tratta di una miniserie, che però durerà 18 mesi (stando a quanto ho capito...). La formula è simile a quella di Volto Nascosto. Ad una storia di fantasia, con tratti fortemente eroistici farà da sfondo la storia vera e spesso dimenticata. Si tratta della storia della Cina successivamente alle guerre dell'Oppio, durante la dominazione inglese dei porti di Hong Kong e Macao e il pesante giogo imposto dalle potenze coloniali europee che portarono al declino del Celeste Impero e alla sua caduta (1911). La storia sarà collocata nel 1898, all'alba della "Ribellione dei Boxer", che scosse la Cina dal 1899 al 1901 (e vide l'intervento militare della stessa Italia). Sullo sfondo il traffico di oppio, le lotte commerciali tra potenze coloniali e la potenza delle Triadi. 
Se posso permettermi quindi consiglio la lettura di una serie che potrebbe essere molto interessante, se non altro per la cornice storica.

P.S: per ora le miniserie di casa Bonelli sono ben riuscite. Personalmente ho apprezzato Brad Barron (lungi dall'essere un capolavoro comunque, ma molto godibile ugualmente), Caravan, Greystorm e Volto Nascosto. Meno Demian e Jan Dix. Cassidy lo leggerò appena sarà uscito anche l'ultimo numero. 

mercoledì 7 settembre 2011

Spartacus

Guardate Spartacus stolti! Sangue, azione, morti violente, figa a manetta. Sembra il programma elettorale di Silvio Berlusconi (politica in questo blog??? non lo faccio più promesso!). Invece no, è una serie tv. Anzi, ancora no, sono due serie: "Sangue e Sabbia", che si occupa della vita di Spartacus da quando questi diventa gladiatore e fino alla leggendaria rivolta e "Gli dei dell'Arena", prequel alla serie, dedicata alle gesta dei gladiatori di Capua. Il tutto in attesa della seconda serie (terza contando il prequel) che sarà dedicata alla rivolta dei gladiatori che fece tremare Roma. Ovviamente a dominare non è il realismo storico, ma l'azione e lo spettacolo, quindi non menatemela con la storia che è troppo fantasioso. Per quanto riguarda le riprese lo stile adottato è quello di 300. Se quel film vi era piaciuto buon per voi. Se non vi era piaciuto sappiate che so dove abitate e posso colpirvi in ogni istante, anche mentre state leggendo questo inutile spot.
Ora datevi alla visione. Ave!

lunedì 29 agosto 2011

Coppa del mondo al via


Il 9 settembre inizia la Coppa del Mondo di Rugby, giunta alla sua settima edizione.Paese ospitante: Nuova Zelanda (che palle...le partite alle 3 di notte....vabbè andrò giù di differita...).
La prima fase è articolata in 4 gironi da 5 squadre, al termine della quale le prime due di ciascun girone accederanno alla fase finale ad eliminazione diretta. I gironi sono i seguenti:

Pool A: Nuova Zelanda, Francia, Tonga, Canada, Giappone
Pool B: Argentina, Inghilterra, Scozia, Georgia, Romania
Pool C: Australia, Irlanda, Italia, Russia, Usa
Pool D: Sud Africa, Galles, Fiji, Samoa, Namibia.

Una breve analisi. Il primo girone è quello più affascinante visto che sia gli All Blacks (forse nella versione più forte degli ultimi 15 anni) che i Bleus sono tra i favoriti per la vittoria finale e a tal proposito lo scontro diretto potrebbe già dire molto (si ricorda tra l'altro che nel 2007 la Francia eliminò la Nuova Zelanda ai quarti dopo una partita arbitrata davvero molto male...a senso unico per gli allora padroni di casa che segnarono la meta decisiva grazie ad un colossale passaggio in avanti...).
Le altre sono comparse.


Il secondo girone dovrebbe essere meno equilibrato di quanto non appare sulla carta. L'Argentina gioca bene, ma la squadra che 4 anni fa arrivò terza battendo la Francia per ben due volte (nel girone iniziale e poi nella finale per il bronzo) non c'è più ed anzi i Pumas stanno attraversando la classica fase di ricambio generazionale. Certo, la presenza di talenti puri come Contepomi ed Hernandez lascia aperte le speranze di fare una bella figura, ma alla fine i quarti di finale sembrano l'obiettivo massimo raggiungibile. La Scozia le contenderà la qualificazione anche se la discontinuità dimostrata negli ultimi 4 anni non fa ben sperare. Anche se dare per spacciata una squadra che dal 2009 ad oggi si è presa lo scalpo di Sud Africa ed Australia non è la migliore delle idee.... Nettamente favorita nel giorone è la giovanissima Inghilterra (23 anni la media), fresca vincitrice del 6 nazioni che sembra aver trovato una serie di campioni come non accadeva dal 2003 (anno della cavalcata trionfale al mondiale australiano). Si consiglia di fare molta attenzione a Ben Youngs (22 anni), Tuilagi (20 anni) e Ashton (24 anni), tanto per fare qualche nome. Ma anche alla tipica mentalità inglese che nel 2007 è bastata a portare una squadra ben più debole di questa ad una inattesa finale.

L'Italia delle eterne delusioni è nel terzo girone. Inarrivabile l'Australia (fresca vincitrice del Tri Nations dopo una battaglia epica con la Nuova Zelanda conclusasi con un colpo di genio di Genia quando stava per mettersi davvero male), che molti vedono come la vera e (un po' eccessivamente) unica rivale degli All Blacks. Le possibilità di qualificazione degli azzurri dipendono dalla prestazione dell'Irlanda che viene da 4 sconfitte consecutive nei test match e sembra decisamente in fase di declino, causa un difficoltoso ricambio generazionale. Sexton gioca molto bene, ma non è ancora O'Gara, mentre ancora non esiste un ricambio vero all'acciaccato O'Driscoll. Sarebbero ottime notizie se non fosse che nell'ultimo  6 nazioni l'Italia affrontò un'Irlanda priva di ben 11 titolari e ne uscì ugualmente sconfitta (nella partita più irritante degli azzurri durante il torneo).

Il Girone D promette qualche sorpresa. Il Sud Africa viene da due anni molto difficili in cui è stato surclassato sia dalla Nuova Zelanda (con cui ha perso 4 delle ultime 5 sfide) che dall'Australia (3 sconfitte consecutive la serie in corso). Ovviamente arriverà ai quarti, ma poi dovrà lottare per andare oltre, specialmente se l'avversario dovesse essere l'Irlanda. Quindi poche possibilità di vincere per la terza volta la coppa.
Il Galles di solito ai mondiali delude (nel 1991, 1995 e 2007 non ha superato la prima fase) e tende ad avere enormi difficoltà contro squadre come Samoa (da cui fu eliminato nel 1991) e Fiji (stessa sorte nel 2007). La squadra a dire il vero non sembra così forte, anzi quella del 2007 forse era meglio. E Fiji a luglio ha vinto a Sidney contro l'Australia. Nulla impedisce che ancora una volta le cose vadano malino....

I favoriti in sostanza sono 4: Nuova Zelanda (che gioca pure a casa sua), Australia, Inghilterra e Francia.
A mio parere quelli da tenere più d'occhio sono i transalpini, capacissimi di perdere miserabilmente contro squadre mediocri come di battere gli All Blacks dando loro una lezione memorabile..dipende da come si svegliano...

Ricordo i vincitori delle passate edizioni:
1987 - Nuova Zelanda
1991 - Australia
1995 - Sud Africa
1999 - Australia
2003 - Inghilterra
2007 - Sud Africa

E questo è tutto. Divertitevi!

domenica 28 agosto 2011

Nettamente Manchester

In attesa che i lord del calcio italiano smettano di fare i capricci (che fanno ridere più di un'intera annata di Zelig) lascio il mio commento sullo sciopero dei calciatori: PRRRRRR (ossia pernacchia), accompagnato da un dito medio alzato. Andate a cagare, c'è gente che sta male davvero al mondo e  che ha problemi diversi dal trovare i soldi per pagare l'assicurazione alla Ferrari.

Per il resto il campionato inglese è iniziato. E se uno se ne guarda un paio di partite capisce perchè attira molti più sponsor e pubblico di quello italiano (che è il caso di dire che fa davvero pena e sembra destinato a farne ancora di più).
Tre le favorite della premier. Manchester United, Manchester City e Chelsea. A dire il vero il City ha il grave difetto di essere allenato da Mancini, per cui non solo non vincerà, ma mi auguro faccia pure qualche figura di merda.
Invece oggi lo United ha vinto 8 a 2 con l'Arsenal. Mi pareva giusto ricordarlo per i posteri.

Vabbè, anche il City ha vinto 5 a 1 in casa del Tottenham. Che vi devo dire...guardate la premier e divertitevi, non è difficile.


lunedì 8 agosto 2011

E alla fine prevale la vecchia aristocrazia.

Manchester Utd batte Manchester City per 3-2 con una strepitosa rimonta e si porta a casa l'89° community shield. 
Una grande gara che ha visto il City comandare per tutto il primo tempo, dando spesso l'impressione di avere una maggior voglia di vincere (anche se in realtà parte del merito dei 2 gol è da ascriversi alle colpe di De Gea che nei primi 45 minuti non ha fatto una gran figura, salvo poi riabilitarsi nella seconda frazione).
Poi  è arrivato il solito Utd. Una rimonta meritata, così come la vittoria. Grandi Red Devils! 


Captain America


Eh va ben, alla fine pure Capitan America. Sono andato a vederlo? Ovvio!

Carino devo dire.
Certo di tutti gli eroi della Marvel è quello che mi piace di meno, cosa abbastanza ovvia visto che in fin dei conti si tratta di un rude beota di buoni sentimenti, vestito come un manichino al carnevale di Muggia (tra l'altro la necessità che gli eroi sentono di mettersi addosso delle tutine aderenti che mettono in mostra i muscoli e nascondo il pacco deve avere qualche ragione di carattere psichiatrico...), che difende l'America del 20° e 21° secolo a colpi di pugno e scudo.

In ogni caso il film scorre molto bene e il personaggio è molto ben tratteggiato.
Ben tratteggiato perchè è esattamente come abbiamo detto sopra. Perfetto.

Notare che Chris Evans riesce ad essere perfino meno espressivo di quella specie di bestione che ha interpretato Thor. E non era facile. Ma non è un problema, i film di questo tipo filano anche se chi li interpreta non è un mattatore di Broadway.

Meglio, decisamente meglio, Teschio Rosso. Il cattivo per chi non lo sapesse. Sarà che un cattivone demoniaco, pazzo e nazista rende sempre molto, ma sta di fatto che fa la sua figura.

Andare a vederlo oppure no? Alla fine le quasi due ore passano senza intoppi. Quindi si, si può andare senza troppi patemi.

N.B: Capitan America non tromba. Iron Man trombava (e tanto), Thor no, ma in fin dei conti era un povero imbecille che alla fine era interessato più al martello che ad altro. Il capitano invece gravita per due ore attorno ad una gnocca mondiale e alla fine.....pippe....
Mi sembrava importante dirlo.



lunedì 16 maggio 2011

Annus horribilis (in decade malefica)

Forse non ci avete fatto caso, ma alla fine la Juve (oltre a fare immensamente schifo) ieri non indossava neppure il bianconero. Aveva quella orribile divisa color piombo stinto, con una banda trasversale (quella si bianco-nera) quasi a memoria di altri tempi che furono. Forse cercavano di passare inosservati. Non ci sono riusciti....

Del Neri da la colpa alla sfortuna e alla malasorte. Dopo un po' diventa patologico.

Intanto quelli della Rai hanno chiesto a Del Neri cosa sarebbe successo se fosse rimasto allenatore della Sampdoria dicono che "forse i tifosi doriani starebbero sorridendo anzichè piangere per la retrocessione". Di sicuro avrebbero sorriso i tifosi della Juve a sapere che Gigi era molto lontano dalla Mole.

Il Milan invece ha festeggiato lo scudetto. Soprattutto Cassano. Uno che lo ha vinto per puro caso.

L'Inter invece punta alla Coppa Italia. Che palle, un'altra finale...

I tifosi della Juve invece vedono la coppa Italia come quelli del Real la Champions. Un sogno lontano....

E a Torino mettono 100 milioni sul piatto per il prossimo mercato. Ne servono tanti per convincere qualcuno a prendersi Motta....

martedì 10 maggio 2011

World Invasion

Un bel film. A tratti, non sempre però, ma è già qualcosa...

Si inizia male: la classica mezz'ora dedicata a conoscere quelli che saranno i nostri eroi. A che pro una tale introduzione se la maggior parte ci lascia le penne alla primo confronto con gli alieni non mi è chiaro, ma così è. Poi una bella cosa: la guerra inzia senza troppi preamboli e il fatto che l'invasione sia di natura aliena non sembra sconvolgere troppo i nostri.
E la cosa è positiva, dal momento che vedere l'ennesima scena di un branco di imbecilli che attribuisce l'attacco di centinaia di astronavi alla Cina o armi ultrafuturistiche alla Russia tende a dare alla noia, specie se lo spettatore sa già che si tratta di alieni. E allora si entra nel vivo dell'azione.

Qui sta l'altro punto interessante: la guerra è presa dalla prospettiva dei soldati e non da quella degli ufficiali e le varie informazioni sulla natura della minaccia e sugli obiettivi degli invasori sono raccolte dai notiziari tv che i protagonisti hanno modo di vedere volta per volta (in fin dei conti si combatte casa per casa).

La prima parte è (nei limiti del possibile) molto realistica. Niente supereroi impenetrabili ai proiettili, ma normali soldati che non hanno idea di come affrontare la minaccia. E in effetti come si ammazza una creatura venuta da un'altra parte del cosmo? Quali sono i suoi punti deboli? Ecco, questo lo scoprirete nel film.
Peccato che finita la prima parte del film, ossia una volta completata la missione "cerca i superstiti e scappa", inizia la parte del film che sarebbe interessante se come protagonista ci fosse Snake Plissken (presente il cazzutussimo protagonista di 1997: fuga da New York?) o Rambo.

Infatti il realismo resta un ricordo e così 5 militari, neppure membri di una qualche squadra speciale, cominciano a fare a pezzi gli alieni (che di colpo muoiono al primo proiettile dopo essere stati ben più coriacei per tutto il film) e a salvare il Mondo. Passi per l'intuizione geniale sul come fare (che di fatto rappresenta invece una scelta ottima), ma la modalità è decisamente fuori dalla portata anche, che so, di uno come Iron Man.

Il meglio
1- L'assalto iniziale degli alieni. Decisamente notevole, apocalittico al punto giusto. Scoppia tutto, brucia tutto e muoino un sacco di sfigati. Top.

2- La battaglia sulla sopraelevata. Niente da dire, semplicemente impeccabile e drammatica al punto giusto.

3- I bombardamenti notturni. Los Angeles in fiamme, sotto i colpi dell'aviazione aliena, è uno spettacolo.

4- La ragione dell'attacco. Per una volta gli alieni ci attaccano per una ragione decente e non perchè non sapevano come passare il sabato sera.

Il peggio
1- la mezz'ora inziale. Chi se ne frega se il soldato Caio si deve sposare o se il sergente Tizio ha paura del mare! Mica a vedere un film del genere per capire le loro storie.

2- Da stronzi a eroi. Mi spiegate perchè dopo aver battuto il record mondiale dei cento metri per scappare dalla città gli stessi stronzi vanno a combattere a mani nude tanto sono forti e sicuri.

3- Il piano degli alieni. Ok: siete avanti centinaia di anni quanto a tecnologia. Avete armi fighissime. Però se
per fermare tutta la vostra aviazione basta così poco....

In conclusione.
Non un capolavoro, forse neppure un film che ci ricorderemo fra qualche tempo. Però alla fine le due ore passano. Quindi se volete andare a vederlo fate pure, qualche soddisfazione alla fine l'avrete.

martedì 3 maggio 2011

Limitless

Sto diventando abitudinario, ma il cinema mi piace. E così ho visto anche Limitless (colpa del Fo che me lo ha consigliato :-)).

Il film rulla. E qui potrei chiudere. Ma andando oltre dire che Bradley Cooper (al quel vanno sempre i miei ringraziamenti per aver interpretato Face in A-Team) ha fatto un notevole lavoro.

In breve la storia: Eddie Morra è uno sfigatissimo scrittore senza soldi. O meglio uno che vorrebbe fare lo scrittore, ma non ha assolutamente idea di cosa scrivere e come scriverlo. Nel mezzo, oltre ad essere senza un centesimo, viene pure mollato dalla fidanzata (che, cosa che capita solo nei film, lo lascia senza scenate). Capita che un giorno, passeggiando per le strade di New York incontri una delle persone più inutili della storia: l'ex cognato (lo sfigatissimo Eddie è stato anche sposato in passato). Il cognato, mosso da pieta gli regala una pasticca. Particolare della pasticca? Avete presente che l'uomo riesce ad utilizzare solo il 20% del suo cervello? Ecco con la pasticca si accede anche al restante 80%. Effetto bomba: libro finito in 4 giorni, soldi a palate. Solo che nel mezzo il cognato viene assassinato. La pasticca infatti non è un farmaco ma una droga. E inizia così la storia di un uomo che passerà dal frequentare quartieri di basso livello ai salotti di alto livello, entrando infine nell'alta finanza. Il tutto sullo sfondo di una caccia all'uomo, di una lotta tra squali della finanza e di affari loschi con un piccolo strozzino di quartiere...

Il film merita davvero. Originale lo è senz'altro, il ritmo c'è e l'azione (nei limiti del possibile) non manca.

Unico dubbio: perchè sprecare così sua santità De Niro? Che faccia sempre piacere vederlo non è in dubbio, ma davvero qui fa una parte del tutto dimenticabile...

lunedì 2 maggio 2011

Thor

Ebbene si, alla fine sono andato a vedere anche Thor. Perdonate, ma che razza di becero crapulone altrimenti? In fin dei conti i film in cui scoppia tutto mi sono sempre piaciuti parecchio... e ricordate il mio 25% da nerd che mi impone di seguire le vicende di qualunque eroe dotato di superpoteri, superarmi, alabarde spaziali (vabbè quello era Goldrake), ecc...

E allora com'era il fim? Vediamo un po'...

Perchè Si

1 - Asgard. La città degli Dei è stata resa davvero molto bene, imponente al punto giusto, spettacolare oltre ogni misura. Notevole, davvero uno spettacolo appagante.

2 - Natalie Portman. Vabbè è sempre un bel vedere....

3 - I combattimenti. Decisamente sono riusciti molto bene. In particolare quello finale iniziale tra Thor e Co. e gli Jotun (tra l'altro nel suo piccolo anche Jotunheim è stata realizzata bene, ma per fare qualche oscura landa ghiacciata non serve un master all'MIT...).

4 - Chris Hemsworth. Oggettivamente è Thor...

5 - I Vendicatori. Qualche riferimento esplicito che fa pure piacere. Un po' semplicistico, ma amen.

Perchè No

1 - Chris Hemsworth. Si di nuovo. Totalmente inespressivo e come attore assomiglia a un bimbo che fa l'albero nella recita dell'asilo.

2 - La storia tra lui e lei (Thor e Jane Foster). Ok, l'amore non è il tema di fondo del film. Però magari poteva evolvere un po' meglio. Per carità lei è una gran gnocca, lui è Thor. Ma cazzo, nel film parlano 5 minuti prima di darci dentro.... trasporto zero....

3 - Loki. Ovvero il piano più stupido della storia dell'universo. Uno che per conquistare il potere decide di non ammazzare il padre (Odino), ma di farlo fare al nemico giurato del suo regno, facendo invadere casa sua per poi salvare tutti salvo poi tentare di ammazzare tutti e distruggere il regno nemico è decsiamente uno che ha le idee poco chiare e merita di perdere....

4 - il 3D. Odio il 3D, specialmente nei film che non ne hanno bisogno come questo...

Vederlo o meno?
Fate voi, alla fine è un film carino, ma andateci se siete appassionati del genere, altrimenti potete attendere che arrivi in tv.

martedì 26 aprile 2011

Sono tra noi

Essendo passati molti anni da quando eravamo bambini possiamo affrontare temi che un tempo ci avrebbero arrecato non poco dolore (ma te guarda come cazzo scrivo.... sono bravo vero? Dai dite di si, vi prego...). O meglio:che fine hanno fatto quelli che erano i nostri eroi? Ve lo dico io:

1 - Heidi è stata arrestata e condannata a 18 anni di reclusione. La procura di Zurigo ha infatti dimostrato che il gruppo lattiero-caseario " Le caprette ti fanno ciao" aggiungeva etanolo, stricnina e sedativi per topi nel latte. Inoltre è di nuovo sotto processo a causa della vendita di misteriose mozzarelle blu....

2- Qui, Quo e Qua sono deceduti. Si è scoperto che la ragione della mancata crescita era una rara malattia genetica che impediva il corretto sviluppo di ossa e muscoli. Festeggia Paperino, che non deve più occuparsi del mantenimento di 3 adolescenti.

3- Holly e Benji hanno scoperto che le squadre per le quali giocavano erano in realtà società fittizie. Il primo oggi gestisce un sushi bar a Milano, il secondo è tornato in patria, dove è stato assunto come operaio dalla Toyota.

4- Mario ha infine sposato Peach. Poi lei lo ha tradito con Yoshi (la classica nerchia di sauro) e lui per ripicca ha inziato a frequentare i trans. Ora le cose vanno meglio, sono tornati assieme, ma hanno deciso di adottare le regole di una coppia aperta.

5- i gemelli nel segno del destino sono ancora in giro per il mondo. Infatti neppure loro si ricordano più cosa cazzo devono fare.

6 - Ranma è in manicomio, causa disturbo delle personalità di tipo bipolare. Mica pensavate davvero che cambiasse sesso con l'acqua vero???

7 - Doraemon è latitante in Sud America. Alla fine ha ucciso Nobita a colpi di stracchino. Ci vuole molto tempo per farlo e questo vi spiega quanto si potesse odiare quel bambino di merda...

8 - Ryo Saeba (quello di City Hunter, dai....) ha deciso di seguire le sue vere inclinazioni. Ha dato vita a una nota casa che pornografica. Kaori è la stella della maggior parte dei film...

Per altre news contatte il sottoscritto che vi aggiornerà su tutto quello che c'è da sapere...

martedì 19 aprile 2011

The next three days

Capita che la tv non vada. Capita che i tuoi coinquilini siano usciti tutti. Capita pefino che il lunedì non ci sia mai un cazzo da fare. Insomma: capita che nella disperazione fai la prima cosa che ti viene in mente. Di solito, quando proprio non mi passa un cazzo, vado al cinema.
Ieri ad esempio sono andato a vedere The next three days. Il trailer non mi aveva fatto venire nessuna voglia di andare a vederlo. Anzi: non me ne fregava  nulla della sua esistenza. Però era l'unica cosa che mi pareva interessante tra quelle proposte.
Sarà che sono baciato dalla fortuna, ma era pure un bel film. Non  fosse per il fatto che non è banale come sembra e che alla fine mette pure addosso una sana dose di tensione.
In sostanza, se anche voi cercate un modo di passare due orette, andate a vedervelo, che merita.

La trama è questa: John Brennan (Russell Crowe)  sembra  vivere una vita perfetta fino a quando sua moglie, Lara (Elizabeth Banks), viene arrestata e condannata per un omicidio che sostiene di non aver commesso. A tre anni dalla condanna, John continua a battersi per tenere unita la famiglia, a crescere il loro unico figlio, Luke (Ty Simpkins) e a svolgere il suo lavoro di insegnante in un college pubblico, tentando sempre di dimostrare l'innocenza della moglie con ogni mezzo a disposizione. Quando la Corte Suprema respinge il loro ultimo appello, Lara tenta il suicidio e John decide che è rimasta solamente una soluzione possibile: organizzare l'evasione della moglie dalla prigione.
Ecco. ora sapete quello serve. Divertitevi.

lunedì 18 aprile 2011

Newsssssss

Dopo anni di smarrimento non resta che dire che vedere l'Inter che perde tutto in due settimane di follia fa un certo piacere. Non che ce l'abbia con l'Inter (ma anche si), solo che ora le cose tornano alla normalità e l'apocalisse del 2012 sembra meno probabile. Al tempo si stesso si vocifera di un possibile ritorno di Mourinho. Si, anche a me piace ruttare tutto il giorno e grattarmi le balle. Ma i giornalisti sportivi non avevano davvero altro da fare nella vita? Che ne so, trovare un lavoro vero o scrivere per Popotus (perdonate, ma alle medie studiavo in colleggio....triste? Pensate ai cazzi vostri).

OK basta, parliamo di cose che interessino per davvero e non del calcio.... (ti piace il ca., ti piace il ca. il calcio? Questa canzone è uno strazio... si Fabri Fibra, neppure io sono perfetto).

La notizia di oggi è che Nek sarà a Trieste con il suo rock duro. AHAHHAHAH!!! ROCK DURO???? Ma chi??? quello che fa finta di essere un cantante??? AHAHAHAHA!!
Facciamoci un favore......


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Saluti dall'alto dei cieli.

venerdì 15 aprile 2011

Che culo!

Che colpo di Schalke!!!
Ma vaffanculo va....e poi uno pensa che gli unici giornalisti che fanno schifo siano quelli che scrivono di politica.

Certo va fatto notare che l'Inter ha fatto più strada del Milan. E anche li...non è che il Tottenham fosse sta roba debordante e inarrestabile...
Ma per essere giusto faccio anche notare che pure il Milan ha fatto molta più strada della Juve. Dai che se vince le prossime 6 partite magari arriva addirittura 6°!

Prototype

Se avete perso il primo capitolo di Prototype vi compatisco.... era una figata. Come è ovvio visto che si passava tutto il tempo a massacrare zombie e soldati, fare a pezzi alveari di mostri e basi militari. Il tutto usando superpoteri genetici, carri armati ed elicotteri da guerra. Mancava giusto una missione a bordo di un f-22, ma in effetti sarebbe stato eccessivo....anche se il duello sul ponte della portaerei Regan..... Pregevole anche il fatto che il vostro personaggio non è il classico sfigato di turno che le prende di santa ragione vincendo poi di culo, ma un cazzutissimo esperimento genetico, armato fino ai denti (o meglio il suo stesso corpo capace di mutare forma è un'arma di distruzione di massa) che fa a pezzi tutto quello che si trova di fronte.

Bene: sta per uscire il secondo capitolo. Mi pareva giusto avvisare....
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Poi fate voi...

giovedì 14 aprile 2011

Consiglio per la lettura. Metro 2033

Toh, finalmente ho trovato qualcosa da scrivere in questo blog. Consigliamo qualche libro. Uno alla volta se no poi  non resta nulla da scrivere. Per la nota non si tratta di grandi classici della letteratura ma di romanzi di vario genere dei giorni nostri e delle tematiche più disparate. Il sottoscritto infatti non vive solo di Dostoevskij e di Goncarov, ma anche di letture più abbordabili.


Oggi consiglio Metro 2033. Un bel romanzo post-apocalittico, in salsa horror/azione, con qualche tratto di originalità. Anzi, molti tratti di originalità.
Il romanzo è stato scritto dal russo Dmitry Glukhovsky (molto giovane e alla sua prima opera) e la trama superficialmente è trita e ritrita.

In breve: guerra nucleare, mondo distrutto, inverno nucleare, mostri e mutanti. Poi c'è il resto.
Intanto l'ambientazione: l'immensa metropolitana di Mosca (la più grande del pianeta), dove 40-50 mila moscoviti hanno trovato rifugio e hanno creato una nuova nazione. Poi la struttura della stessa. Ogni stazione costituisce un piccolo stato a se stante, con tanto di governo, milizia, economia e mercati propri.

Per la nota: il protagonista vive nella stazione dell'Expo (orribile traduzione della stazione di VDNKh), una stazione di "confine"con il mondo esterno, sottoposta ai continui attacchi dei mutanti e di una nuova forma di vita che tenta di prendere il soppravento, a scapito degli umani che a loro volta cercano di riconquistare la superficie.

A seguito di un attacco particolarmente violento il protagonista, il giovane Artyom, partirà alla volta della Polis, la stazione centrale, la più grande e la più bella della metropolitana, dove ha sede l'organizzazione della Stavka (malamente tradotti in Ranger) una specie di esercito, composto da ex membri delle forze di sicurezza russe (esercito, FSB, GRU, ecc..) con il compito di difendere la metropolitana e di creare insediamenti in superficie.

Il viaggio è forse l'aspetto più interessante. Nel suo corso Artyom conoscerà le dinamiche del disastro che hanno quasi estinto l'umanità, incontrerà mostri e  bande di criminali (più violenti anche dei mostri stessi), verrà coinvolto in una guerra tra le fazioni dei Rossi e degli Imperialisti (una riedizione molto evocativa della guerra tra Comunisti e Nazisti) e godrà dell'aiuto di compagni di viaggio molto particolari e molto diversi tra loro.

P.S. se può interessarvi dal romanzo è stato ricavato anche un videogame con lo stesso titolo. Carino, anche se un pelo troppo corto forse.

Il tutto fino a giungere ad un finale per nulla scontato, ambientato in uno dei luoghi più famosi di Mosca (e non è quello scontatissimo che tutti pensate...). Nel mezzo non manca ne l'azione ne il misticismo (ad esempio gli incontri costanti con le ombre dei morti...d'altronde la guerra ha distrutto forse anche il paradiso e l'inferno), ne tantomeno qualche segreto da spy story (ad esempio la metropolitana parallela costruita dall'esercito a partire dagli anni '50).

Non un capolavoro, ma un libro abbastanza godibile e avvincente. Sempre che vi piaccia il genere :-)

martedì 12 aprile 2011

La Storia sono loro

Mi pare assai evidente che questo blog non sta funzionando a dovere...d'altronde uno dovrebbe anche scriverci qualcosa. Ma la voglia è quello che è. Potrei anche finire qui e lasciarvi con l'amaro in bocca di un post che non aveva senso e che serviva solo a riempire uno spazio vuoto di cui nessuno sentiva la necessità di un riempitivo.

Allora parliamo di qualcosa a caso. Parliamo di Tg. Il migliore dei Tg. Uno talmente bello che non si chiama neppure Tg. Ho detto troppo spesso Tg. Chiedo venia. Ma pubblico.


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Non per altro, ma credo che si tratti di un emblema dei nostri giorni e che vada preservato. Un giorno i posteri useranno questi filmati per studiarci...

P.S; non si tratta di un post ironico, ma di mera testimonianza storica. Meditate. Non so su cosa, ma fatelo.