venerdì 19 aprile 2013

Nathan Never #263. Lo spettro del futuro (no ma...davvero?)

Antefatto: poi oggi pomeriggio se trovo il coraggio vado avanti con la terza serie di Spartacus.....dovrei farcela...
fa caldo...una bella copertina con una scorza di limone dentro grazie...
Spaventato a morte da un copertina di rara e innegabile bruttezza colorata a quel modo per far scappare a gambe levate tutti i lettori occasionali...e dicevo? Ha si che ho letto da circa 10 minuti questo ultimo numero di Nathan Never. Si badi bene....ero ancora molto soddisfatto dall'ottima storia del mese scorso e quindi ero tendente alla generosità. Ero. Poi le cose cambiano...

1) Partiamo da "Lo spetto del futuro", la prima e più breve delle due storie contenute nell'albo. 
Ecco, esattamente di cosa dovremmo parlare? Cosa dovrebbe dire ad un lettore questa mezza storia che non è una storia ma una chiacchierata da bar tra un uomo e un robot di vecchia conoscenza che ha deciso di UBRIACARSI? 
Perchè se è vero che una riflessione sui futuri possibili dell'umanità, tra quello che la fantascienza ha sognato e quello che è stato realmente (realmente= mondo pur sempre fantascienzo dei Nathan ma con chiari riferimenti a quello vero) può essere interessante è anche vero che non lo è in questa sede. Non lo è perchè alla fine è una discussione fine a se stessa che non serve a nulla se non ad allungare un po' il brodo (anche se quella battuta sui primi tre episodi di Star Wars mi ha fatto tirare un LOL non indifferente) 

Restano i disegni di Giardo che comunque sono ottimi e su cui non si discute.

Peraltro Trantor me lo immagino più così.... 
ecco...me lo vedo più così... 
2) "Il ritorno di Omega" invece è una storia che poteva essere anche bella. Poteva.
Perché all'inizio funziona tutto bene. Niente perdite di tempo, niente retorica e azione a ritmo serrato. Che ogni tanto fa anche piacere, specie dopo 36 pagine di chiacchiere da bar. Anzi...per un po' Omega sembra perfino un personaggio interessante, a patto di dimenticarsi che è un robot psicopatico. A tratti. Poi arrivano, nell'ordine:
1) la tiritera francamente fastidiosa con cui Serra risponde alle critiche mosse dai fans relativamente a un personaggio per nulla credibile come Omega...risposta che consiste in un enorme "chissene", salvo poi cambiare completamente aspetto e caratterizzazione al personaggio...
2) il finale, con quella sequenza fatta di passaggi burocratici e di scambi di battute da telefilm tedesco del sabato pomeriggio dove ti casca il palco. Perchè passi che per l'ennesima volta gli agenti Alfa (tutti) fanno la figura dei peracottari e che Betty viene tirata fuori dal cilindro solo quando proprio serve, ma anche Darver che diventa un cretino impedito proprio no.....e il discorso di fine anno da presidente della repubblica...beh, dio, si poteva fare meglio.... 

Anche qui i disegni sono molto buoni. A tal proposito faccio i miei più vivi complimenti a Stefano Martino che tra un albo e l'altro da sempre l'impressione di essere in via di costante miglioramento. 

Insomma. Dell'albo ci restano solo i disegni.... 

Valutazione
Soggetto: boh? (la prima), 5 (la seconda)
Sceneggiatura: boh? (la prima), (la seconda)
Disegni: 7.5 (Giardo) e 7.5 (Martino)