giovedì 4 aprile 2013

Crysis 3. E alla fine venne l'abbiocco...

Sarà che il protagonista è un hipster del cacchio armato di arco e frecce in un mondo in cui perfino le pistole sparano missili atomici. Sarà che quella New York giunglizzata e piena di liane e muschio assomiglia a New York quanto Polcenigo e ti emoziona quanto Trieste la domenica sera (per chi non lo sapesse in quella città la domenica sera è più facile incontrare un leprecauno che non un po' di vita). E sarà anche che la trama tanto figa nel primo capitolo e discreta nel secondo ti è diventata una pagliacciata nel terzo episodio...
Sarà ma se all'avvio del gioco eri così
ossia convinto che il mondo sarebbe stato tuo, che i Saggi sono davvero Saggi, che Elvis è ancora vivo, alla seconda ora ci sei arrivato così:
Ma andiamo velocemente con ordine

1- Arco e frecce, lo chiamavano Robin Hood, ma era un alternativo del cazzo 
Ambiento nel 2042 nella New York coperta dalla giungla e infestata da alieni insettoidi e poliformi e quant'altro il gioco gira attorno ad una trama all'insegna del riciclaggio e del manuale della banalità e dell'ovvio. Il fatto è che il colpo di classe dovrebbe essere l'ambientazione, un mix di edifici e grattacieli alternati a liane, boscaglia fittissima e paludi...dovrebbe:
....perchè in realtà voi la città la vedete sempre da mille miglia di distanza e quindi non c'è alcuna interazione con gli ambienti metropolitani post-apocalittici.
Prendi poi il protagonista e i comprimari. Sostanzialmente un recupero dei protagonisti del primo capitolo con tanto di ritorno di Psycho (Crysis Warhead per chi non ricordasse). Un ritorno magari gradevole ma che non aggiunge nulla, specie in un saga in cui i personaggi a dire il vero ti erano abbastanza indifferenti.

2- Sfavillante fuori e vecchio dentro 
Che alla fine sia il solito canovaccio si è capito. Ora potresti tranquillamente esaltare tutte le opzioni di gioco che ti derivano dalla nano-tuta, la vasta scelta di armi personalizzabili, ma non lo farai. Non lo farai perchè alla fine è la stessa roba dei primi tre capitoli (includendo anche lo spin-off) e la grande innovazione rappresentata dall'arco può appassionare solo qualche amante della scena underground.
Per carità: non mancano le grandi soluzioni visive e il gioco è sempre scorrevole. Però è la solita storia del sequel, per cui capitolo dopo capitolo il tutto si fa sempre meno interessante e da l'impressione di una grande idea stiracchiata all'inverosimile per aumentare gli incassi (un po' quello che succede con Assassin's Creed arrivato al 118° capitolo).
potrei uccidere tutti, ma vado in giro con l'arco, sono vegano e amo l'ambiente
In sostanza
Se siete amanti della serie è una spesa che si può fare. La storia scorre via senza particolari intoppi (anche se senza mai esaltare), le dinamiche di combattimento sono sempre le stesse, per cui se vi piacevano continueranno a farlo e le soluzioni grafiche sono mediamente buone (a parte le carenze già indicate).
Se siete alla ricerca di qualcosa di nuovo e appassionante lasciate perdere. Era un capolavoro una volta. Poi è diventato vecchio.