venerdì 21 ottobre 2011

Norwegian Wood

A breve distanza dalla breve recensione (se così possiamo chiamare un semplicissimo commento personale) di Dance Dance Dance, mi trovo a parlare nuovamente di un libro di Murakami Haruki. Il secondo che ho letto. Iniziato due giorno dopo aver finito il primo. Già questo la dice lunga su quanto mi sia piaciuto il suo stile.



Nel caso specifico parliamo di Norwegian Wood - Tokyo Blues (anche se la seconda parte del titolo esiste solo per la versione italiana...), libro scritto durante un viaggio di Murakami tra Grecia e Italia e pubblicato nel 1987 (quindi un anno prima di Dance Dance Dance). 

Ma di che parla il libro? La trama è di una semplicità disarmante. Toru, il protagonista, durante un viaggio in aereo sente casualmente le note di Norwegian Wood, canzone dei Beatles. Immediatamente affiora in lui la memoria del passato (e di parte ogni riferimento al suo presente termina qui) e nello specifico del  biennio 1969-1970, quando frequentava l'università. Scopriamo in tal modo la dimensione giapponese delle violente manifestazioni studentesche (in qualche modo una versione quasi grottesca di quanto avvenuto in Europa), le insoddisfazioni e le ambizioni di un'intera generazione (in questo molto simile alla nostra). Ma tutto questo fa solo da sfondo, dal momento che il protagonista non ne è coinvolto se non come narratore distaccato e del tutto disinteressato. 

La storia personale di Toru è ben altra cosa. Si tratta della vita molto comune di un ragazzo che ha la sfortuna (si fa per dire) di innamorarsi di una ragazza, Naoko, che alla fine si rivelerà essere molto fragile e incapace di sopportare le sofferenze di una vita frutto di infinite avversità. Personaggio che trasuda poesia nella sua delicatezza, Naoko sconvolge la vita del protagonista al quale è legata sin dall'infanzia a causa di un terribile lutto comune. Quando Naoko si sposterà e lascerà un vuoto sulla scena, ossia nella vita di Toru, comparirà un personaggio straordinario e indimenticabile, ossia Midori Kobayashi, ragazza che di fatto rappresenta il perfetto opposto di Naoko. Se Naoko rappresenta la femminilità allo stato puro, Midori rappresenta la nuova generazione alla perfezione. Vulcanica, quasi volgare (ma ogni battutaccia ha un senso profondo), determinata a  non farsi fermare, senza per questo essere ne arrivista ne egoista. 
Entrambe travolte dagli eventi, entrambe sofferenti per lutti dolorosi e una sorte spesso avversa differiscono anche nel modo di affrontare i problemi che la vita pone loro davanti. 
E nel mezzo c'è Toru con la sua vita semplice e anche un po' noiosa, portato a braccio dalla corrente del tempo e della vita. 

Ovviamente Toru finirà nell'eterno dilemma di scegliere tra le due donne, nel dubbio angosciante di poter sbagliare e di poter ferire una delle ragazze. Può sembrare banale. Forse lo è. Di certo i colpi di scena disseminati qua e la ( e dei quali certo non posso parlare per non rovinare l'eventuale lettura) sono traumatizzanti e talvolta dolorosi.

Sicuro è che alla fine non affezionarsi a Toru, non provare un senso di fascino per Naoko e una forte simpatia/ammirazione per Midori e un odio istintivo per Nagasawa (chi è? Non ve lo dico!) è impossibile... 

Dovessi consigliarvi come spendere 12€ non avrei dubbi a dirvi di acquistare questo libro. E se non vi piace? Magnema!