mercoledì 2 ottobre 2013

Saguaro #17 - Anime perdute. Recensione.

Un'ottimo episodio che, senza tralasciare la gradevolissima trama investigativa, traghetta il nostro protagonista fuori dal precedente arco narrativo e ne arricchisce il background contribuendo quindi a rafforzare la struttura della serie. Ok, credo che sia meglio entrare nel merito prima di sembrare che si stia parlando di carpenteria. 

Non più in fuga, non più a caccia
Per una volta, la prima dopo parecchi mesi, al centro della scena c'è solo Thorn. Niente comprimari, niente nemici di vecchia data, niente complotti. E allora spazio all'approfondimento di un protagonista che rimane ancora in buona parte da approfondire e da conoscere  Per farlo Enna mette in scena una vicenda che regala il secondo accenno al passato dell'eroe e alla sua partecipazione alla guerra nel Vietnam (per chi non lo ricorda l'unico precedente è rappresentato dalle prime pagine de "Il morso del Cobra") arricchito da uno dei temi più spinosi della storia recente degli Stati Uniti, ossia il disprezzo sociale nei confronti degli incolpevoli reduci di quella vergognosa guerra.

Non temete però: Enna, come sempre attentissimo e bravissimo a bilanciare ogni sequenza, si guarda bene dal farne un albo carico di retorica trita e ritrita e usa il tutto solo come elemento di partenza preferendo dedicare ampio spazio al tema dell'ipocrisia sociale e del vuoto perbenismo all'interno dei quali cala un efferato omicidio. 
Il talento dell'autore consiste nella capacità di mescolare coerentemente tra loro tutti questi elementi imbastendo una trama articolata, sorprendente e profondamente triste in cui ogni frase, ogni sequenza, ogni dialogo influenza gli eventi ed è perfettamente funzionale alla narrazione del dramma. Da notare, in ultimo, che l'autore fugge anche alla tentazione di mettere in scena una sfilza di personaggi stereotipati ed anzi dedicando ampio spazio agli stessi al solo apprezzatissimo scopo di conferire loro profondità.  

Disegni 
Stavolta la prova della coppia Busticchi e Paesani ti è piaciuta. Lungi dall'essere nelle tue preferenze (si torna sempre al discorso che le mie sono opinioni del tutto personali), però stavolta riconosci più che volentieri che i personaggi sono raffigurati sempre coerentemente e che anche la loro espressività è credibile e non più eccessiva. C'è poi il discorso che Saguaro come serie non offre ai disegnatori grandi possibilità di virtuosismo (nessuno scenario particolarmente profondo date le ambientazioni sempre molto ristrette e ovviamente un taglio fortemente realista) e di questo bisogna sempre tenere conto.

Insomma 
Ottimo albo "di mezzo" in attesa del prossimo arco narrativo. E intanto il mese prossimo farà il suo esordio su questa serie Luigi Mignacco con una storia ambientata a New York.....e io sono uno dei 5-6 lettori a cui era piaciuto il ciclo di Mister No ambientato nella Grande Mela....  


Voto
Soggetto: 7.5
Sceneggiatore: 7.5
Disegni: 6.5