lunedì 9 settembre 2013

Dampyr #162 - Il figlio di Joan. E un discorso generico di continuity


Io: "Toh che bella storia!Mica una di quelle che capitano tutti i giorni!"
L'altro "Al solito ci metti troppo entusiasmo. Di che parliamo? Della storia in se o della sviluppo della saga? Che guarda che son due cose diverse...."
Io: "Beh, in effetti hai ragione....parlavo comunque della storia per come si incastra nella continuity....voglio dire: c'è un altro Dampyr in giro per il mondo! Hai idea di quanti sviluppi può offrire questa soluzione? Non vedo l'ora già adesso!"
L'altro: "E ok. Va bene, negli anni, in futuro, ecc....ok, la serie è viva, lotta insieme a noi e ha ancora moltissimo da dire. Per i prossimi anni sono tranquillo. Ma vogliamo parlare della singola avventura? Che ti dirò, a livello narrativo a me è sembrata discreta e nulla più..."
Io: "Ma come?A costo di ripetermi: è carica di eventi e di azione, da una spinta enorme alla continuity e introduce una novità che va a minare direttamente le fondamenta della saga e preannuncia sviluppi pazzeschi nei prossimi anni. Che altro vuoi?Non  mi dirai che è un albo che si può tacciare come banale? Che guarda che non ti rivolgo più la parola-----"
L'altro: "Si ok....ma la storia in se a me è sembrata troppo compressa, infilata a forza in un abito troppo stretto e con tutta una serie di eventi messi in fila senza un collegamento diretto tra di loro. E pure le tante scene d'azione, per quanto ben pensate, non hanno quella carica di pathos che sarebbe lecito aspettarsi... "

Io: "Beh, insomma, magari in parte è anche vero. Ma non era un albo di passaggio come quello del mese scorso e sai bene che le esigenze di continuity limitano molto lo spazio di manovra. Inoltre Boselli ha anche il merito di aver chiamato in causa, in modo coerente, tutta una serie di personaggi che danno un respiro maggiore alla storia e te ne fanno capire l'importanza. Un cast enorme, difficile da gestire, ma che alla fine.... ".
L'altro: "ma non dico che ci siano forzature. Riconoscono l'abilità e la bravura dell'autore. Dico solo che forse ha voluto esagerare finendo per bloccare alcune potenzialità della trama. Che se ci pensi, con un po' più di spazio e di tempo poteva essere un albo fantastico tipo...che so.... ricordi "American Museum" o "Notte e nebbia"?

Io: "uhm...si ma li si arrivava al culmine di trame portate avanti da tempo, qui invece si da inizio a qualcosa destinato a durare. Diciamo che a me piace per i possibili sviluppi futuri e tu invece poni alcune critiche allo sviluppo della singola storia? Credo che le due cose siano compatibili.....e dei disegni che pensi?"
L'altro: "Oh beh....tua sai che io penso che Dampyr disponga di una "batteria" di artisti con pochi pari e che Michele Cropera di regola è una garanzia. Capirai che sono in imbarazzo a dire che stavolta i disegni non mi hanno convinto molto....anzi, a tratti mi sono sembrati un po'....affrettati? Imprecisi? Grossolani?
Io: "Anche se da metà albo in poi migliorano molto, dai! Prendi quella scena a pagina 64 e prova a dirmi che non ti è piaciuta e non ti rivolgo più la parola...però è vero...non il solito lavoro...è che ci ha abituato bene, che ci vuoi fare? Concludi tu il discorso?"

L'altro: "Si certo. Diciamo allora che è una storia importante di cui apprezziamo l'ambizione e l'impatto sulla saga, ma un po' meno, nello specifico, lo sviluppo delle trama...e che stavolta i disegni non sono al solito livello di eccellenza..."
Io: ".......e che ci asteniamo da darle un voto perchè andrà valutata nel corso dei prossimi anni. Vedi i pro e i contro delle serie regolari?"


Ah si... l'altro...