giovedì 5 settembre 2013

Elysium. La recensione


Al netto di tutto quello che hai visto (e di cui vai a parlare tra un istante) devi dire che va fatto un ringraziamento a Neil Blomkamp. Questo perchè anche in un film che non è un capolavoro (per levarci subito il dubbio) e che sta, forse, un gradino sotto al precedente District 9 (che non seguiva un plot classico e che per questo era una continua sorpresa) ti sei trovato ad ammirare una concezione oramai estinta di "Fantascienza". Senza compromessi, piena di metafore e caricaturale e soprattutto senza soluzioni patinate, sbrilluccicose e dove gli effetti speciali (pochi ma buoni) sono al servizio di una cosa oramai rarissima, ossia una storia che sta in piedi da sola, cammina e va a scuola senza accompagnatore. 
Ci siete sceneggiatori paraculi di Hollywood? Si Damon Lindelof, parlo proprio con te...va a prendere appunti, va! 

Tra oggi e domani
per la nota è un fucile ad impulsi elettrici. Giocattolo che farebbe felice un macellaio... 

Li, tra le stelle, vivono i ricchi, ossia il solito 1% . Belli, potenti, spensierati e paciosi. Sotto, tra le lamiere delle Favelas in una terra morente e dove tutto è andato a puttane vivono gli altri , il 99%, che lavora, muore, si ammala e sopravvive lottando giorno per giorno. 
Ci vedete qualcosa di familiare? 
Max è un delinquente che si ammala durante un turno di lavoro in fabbrica e viene scartato e gettato via come fosse un attrezzo rotto che rallenta la produzione. E per salvarsi dalla malattia che sta per ucciderlo deve andare in paradiso. Ma prima deve aprire i cancelli del cielo e questo è un discreto problema... 

Uno stronzo fra gli stronzi 
Wagner Moura, che tra le favelas ci sguazza (presente Tropa de Elite?)
E appunto è la fantascienza che piace a te, ossia quella impegnata e che cerca la via più difficile. Non c'è l'eroe e non c'è la (classica) storia d'amore. Solo uno stronzo qualsiasi che cerca di sopravvivere in un mondo popolato da altri stronzi. Non ci sono ideali superiori, nessun rivoluzionario anti-sistema, nessun principe azzurro pronto ad immolarsi per la bella di turno e via dicendo. 
Ci sono però dei ladri che si scannano, un mercenario psicopatico e sadico che vuole diventare sovrano e un trafficante di carne umana senza scrupolo. Il lieto fine, a pensarci bene, è quasi fuori posto. E questo tutto sommato è un limite.

E gli attori
notare la chicca dei fiori di ciliegio nella scena con la Katana

Chi più e chi meno. Blomkamp mette in piedi un cast notevole soprattutto per quanto riguarda i comprimari e i personaggi secondari . E ovviamente piazza Sharlto Copley, che non ha la faccia da bastardo, ma in compenso il ruolo gli viene alla grande. E Wagner Moura che in mezzo alle favelas fa sempre la sua figura. 
Per il resto Matt Damon fa Matt Damon e Jodie Foster, al netto della agiografie, alla fine non ti è sembrata del tutto a suo agio per quel tipo di ruolo in questo tipo di film.

E la regia. Per concludere 
Il ritmo è convincente e la noia resta a milioni di anni luce di distanza dal cinema, le poche scene d'azione sono notevoli, specie la prima, quella che inizia con l'inseguimento in auto (quando Max spara il primo colpo con l'AK modificato mi è venuto l'orgasmo....) e va anche fatto notare che il regista piazza .alcune riprese dinamiche travolgenti (nello scontro finale con Kruger) e di diverte a passare alla presa diretta per dare maggior realismo. Vabbè, lo hai già detto che è bravo.

Chiudiamo

Non è un capolavoro e non sarà neppure un film destinato all'immortalità. Però è un film di fantascienza come non se ne fanno più e che non concede nulla a chi vorrebbe intraprendere la via facile fatta di puro spettacolo a basso contenuto narrativo. Da vedere. 


P.S: E tranquilli che prima o poi Blomkamp lo mette in piedi il capolavoro immortale.