sabato 8 settembre 2012

Un remake dimmerda? Si, beh, eccolo...

Che (anche se non si dovrebbe mai iniziare con il che, come ti insegnava la maestra fastidiosa con gli occhiali fatti con il fondo della bottiglia del Cinzano) i remake siano di per se dimostrazione di scarso genio è ovvio. Alcuni però vengono bene (Il Grinta), altri se la cavano degnamente (Le quattro piume) altri...beh....inzomma...mica tanto....

Se, pistola alla tempia, albo dello Spider-man di Todd McFarlane alla mano e Batman di Joel Schumacher alla Tv fossi costretto a decidere il peggiore anche solo per scegliere quale supplizio evitare (Batman di Schumacher senza dubbio...) avrei pochi dubbi: Rollerball. 


Parliamone.
L'originale del 1975 in se e per se non era un capolavoro. Era un discreto film che si lasciava guardare.
l'originale.....meglio anche nella locandina... 

Ma che risultava interessante per molte delle tematiche trattate e per il taglio maturo dato alla sceneggiatura che strizzava l'occhio a un certo tipo di narrativa distopica che tanto andava tra i '70 e gli '80 (gli anni dell'immenso THX 1138, Il gregge alza la testa, i drammatici  La lunga marcia e l'Uomo in fuga di King, Mad Max, Blade Runner e via dicendo).
La trama era semplice: un mondo perfetto in cui era stato risolto il problema fondamentale dell'umanità, ossia la scarsità delle risorse naturali. Ne derivava un mondo in pace, senza guerre, fame, malattie e criminalità. Una pace controllata nell'ombra dal Consiglio che regolamentava le esigenze dell'umanità.
In realtà una distopia truccata da Utopia.  La natura violenta dell'uomo necessita di uno sfogo e per questo viene creato il Rollerball. Uno sport violento e spesso anche mortale. Uno sport dove l'umanità veda sfogata la propria rabbia repressa come viene confessato anche dai leader della Consiglio.
Nel mezzo la figura di Jonathan E. ovvero del più grande campione della storia di questo sport. Che essendo diventato una leggenda deve essere messo da parte. Troppo scomoda la sua figura per il Consiglio. E così gli viene detto di ritirarsi. E qui comincia il film.
La parte spetta ottimamente a James Caan 
Per tutto il film cercherà suo malgrado imporre il proprio arbitrio e affermare la propria libertà contro le decisioni del Consiglio che si fa sempre più ostile. Il messaggio in fondo è chiaro e semplice: neppure la pace e il benessere valgono la perdita della libertà individuale. 
Un buon film che si chiude con una scena che invece è assolutamente epica: l'ultima partita. 
Una partita senza regole, senza soccorsi per i feriti. Una pista coperta di cadaveri e sporca di sangue. E il protagonista in piedi, la folla che osanna il suo nome in coro, simbolo della vittoria dell'individuo sul sistema. Una scena da brivido in un film per il resto buono.
Qui il finale..ma senza il resto del film è sprecato... 


Il Remake. Quella grandissima stronzata del remake
Prendete quanto detto sopra e buttatelo nel cesso. Perchè il Remake del 2002 era una vergognosa stronzata. 
Niente futuro, niente significati nascosti. Uno squallido film d'azione dove al centro non c'è la tematica sociale, ma il gioco stesso. E al posto del Consiglio c'è un mafioso...
ma come cazzo ti sei ridotto???
...interessato ai soldi derivanti dallo sport. Un film senza mordente, che si trascina, e male anche, per tutta la sua durata. Una volgare parodia dell'originale in cui si cercava di dare risalto all'onnipotenza della tv e del denaro. Nel 2002. In ritardo di circa 35-40 anni sulle pellicole del genere. Una spruzzata di patata qua e la per tirare su la media. Patetico.
E poi quel finale dimmerda. Buttato li tanto per metterci qualcosa. Che tanto valeva inserirci anche uno spezzone dei Simpson e faceva bello uguale.....

Si....il peggior remake che ricordo, su due piedi, è questa porcata allucinante. Consigliato per chi vuole provare l'emozione del conato facile.