lunedì 24 settembre 2012

Nathan Never #255-256. Il morbo della città perduta

 

Può capitare di leggere una storia che contenga tutti gli elementi classici che contraddistinguono una serie. E può capitare che, nonostante questo, la storia ti lasci molto perplesso.

La storia
La prima domanda di solito è :" ti è piaciuta la storia?". La risposta è "non troppo". La seconda invece è: "ti ha convinto?". E qui la risposta è "per niente". 

Venendo al dunque.

In questi due albi c'è tutto quello che un lettore di Nathan Never è abituato a leggere: mutazioni, rapimenti, ricordanti, luoghi dimenticati da dio e molta azione. C'è anche altro: un recupero del Nathan delle origini che risulta evidente dall'uso delle didascalie, dai toni cupi della storia e dal personaggio di Anwen. Il problema è che risulta tutto già visto se non abbastanza artificioso e fuori tempo massimo. E poi ci sono davvero troppe incongruenze che minano la storia e finiscono con lo storpiare i personaggi in maniera davvero difficile da mandar giù (se ne parla alla fine della recensione). Un albo come questo sarebbe stato perfetto se fosse uscito 15 anni fa, ma oggi molte delle soluzioni narrative appaiono anacronistiche e superate dalla fantascienza moderna (per essere chiari: i ricordanti erano una gran cosa nel 1991, mentre nel 2012 sono decisamente superati come aveva capito Vietti che infatti li aveva rimossi).

Prendete Lidande: tutti abbiamo capito che  il remake (in sedicesimo) di Hell's Island. Stesse atmosfere, stessi abomini e riflessioni simili. Perfino Anwen, quando parla dell'importanza di insegnare ai bambini richiama figure già viste (la maestra mutata che si vedeva nel 10° numero di Agenzia Alfa). Il confronto però non regge. Se quelle riflessioni e quei personaggi funzionavano con Hell's Island in ragione della sua vicinanza alla Città, lo stesso non si può dire  di una realtà dispersa nel deserto e ignota a tutti. Manca, per farla breve, la naturalezza e di conseguenza tutto appare scontato e artificioso.

Poi c'è una trama che a tratti fa sospirare. La malattia colpisce a fasi alterne e tutto sembra sempre troppo facile per Nathan. Salvato in modo miracoloso, aiutato da alleati provvidenziali e soccorso dalla sorte quando le cose si mettono male. Per non parlare di alcune forzature (anche queste sono indicate alla fine) da telefilm tedesco del sabato pomeriggio. Una fortuna sfacciata e non credibile che aiuta un personaggio che a tratti appare un babbeo (specie per come si è cacciato in questa situazione). 

A risollevare un po' la situazione ci pensa il finale che è comunque di ottima fattura. Minato dai difetti già citati e da quelli elencati in calce, ma pur sempre buono. Poco però per parlare bene di una storia a metà tra un elenco della spesa (degli elementi di fondo) e un ritorno al passato di dubbia necessità.

I disegni. 
Ho sempre apprezzato moltissimo il lavoro di Andrea Cascioli. Ma stavolta non mi convince fino in fondo. Il tratto è più sporco e ruvido del solito e la cosa ha un senso date le atmosfere cupe di questa storia. Meno apprezzabili invece gli sfondi sempre molto monotoni e poco dettagliati. Per il resto un discreto lavoro per quanto riguarda le scene dinamiche, sebbene in passato abbia fatto di meglio.
Un lavoro discreto insomma, ma niente di più. Per stavolta almeno. 

Valutazione
Soggetto (Perniola): 5
Sceneggiatura (Perniola): 5-  (salvata in parte dalla conclusione)
Disegni (Cascioli): 6




Incongruenze, dubbi e cose che non si sono capite
1- Lidande è introvabile a causa dalle radiazioni residue dovute all'uso di armi chimiche e nucleari. Ora....in quante zone del mondo di Nathan sono state usate armi nucleari per far si che non si riesca a distinguerne una dall'altra?
2- Hook è un criminale vagamente stupido dal momento che tiene nella sua testa le notizie di reati commessi 25 anni prima anziché eliminare o almeno cercare di nascondere le prove..
3- In ogni caso... i memobox non avevano una memoria limitata che costringeva i ricordanti a scaricare frequentemente i dati? E da quando l'Agenzia Alfa si fa scrupoli nell'estrarre le notizie dai ricordanti?
4- Nathan va DA SOLO, in compagnia di un criminale, in una zona del territorio dove non c'è alcuna possibilità di comunicare con la sua agenzia e di essere rintracciato in caso di incidente? In Agenzia hanno deciso di lavorare al risparmio??
5- Non mi è chiaro di cosa vivano i mutanti di Lidande visto che sono dentro a una grotta....cosa mangiano?
6- Come ha fatto Bihes a operare Nathan in quell'ambiente? E come fa Nathan a non sentire alcun dolore dopo aver preso due proiettili in pieno petto? E perché non ha una fasciatura che sia una?
7- Pag 47-49 del primo albo: è davvero impensabile e inverosimile che Nathan sopravviva a quella sparatoria.
8- Pag 85. Questo non è un vero errore, lo ammetto. Ma...da quando nel mondo di Nathan c'è la "questura"? Di solito c'era la procura e poi è arrivato l'ufficio proconsolare. Ma è secondario comunque.
9- Pag 30 del secondo albo: forse Sigmund e Legs scoprono un po' troppo facilmente dove sia Hook.
10- Pag 40-44....va bene che Legs deve fermare Hook, ma fa di tutto per ammazzarlo....
11- Pag 46. Come diavolo si fa a perdere una portaerei a propulsione nucleare???? 
12- Pensandoci meglio....come fa ad esserci una porterei nel Territorio visto che è un deserto????
13- In ogni caso è un pelo pretestuosa la presenza di una portaerei armata di tutto punto....