lunedì 18 giugno 2012

American Dreamers e pure Capitan America&Bucky


Di “American Dreamers” se n’era parlato piuttosto bene qua e la su internet. Non che la cosa avesse troppo valore visto che si era parlato bene anche di Spider-Island...quell’immensa minchiata che cerco ancora di dimenticare dandomi all'alcolismo...ma andiamo oltre, che è meglio. 
Per una volta, va detto, le voci si sono dimostrate fondate. Un po’ perché Brubaker è uno che sa scrivere (e non ha le idee idiote di Dan Slott o di Matt Fraction…) e un po’ perché McNiven è tipo un disegnatore di quelli che clonerei volentieri per non rischiare di rimanere mai senza le sue tavole.

...un po' perchè danno spazio a quella gran gnocca di Sharon Carter... 
E infine perchè le sue tavole uniscono lo stile dei bei vecchi tempi ad un tratto assolutamente moderno.

La storia alla fine si legge in assoluta scioltezza e, cosa non disprezzabile, è pure bellissima. Tra i motivi ce n’è uno che conta più degli altri: Steve Rogers è esattamente se stesso. Il fatto che l’identità del protagonista venga rispettata (e qui messa alla prova dai nemici di turno) è una cosa che gli alti autori di casa Marvel dovrebbero tenere da conto. Ogni riferimento al Thor versione schizoide che Fraction ha messo in scena nel recente “Il seme di Galactus” è puramente voluto.
Qui siamo di fronte ad una storia perfetta tanto per far conoscere il personaggio ad eventuali nuovi lettori, quanto per far provare un certo piacere ai lettori di vecchia data. E può bastare.
Ah, c'è anche la nuova regina dell' Hydra

che è piuttosto interessante.... 


Qualche dubbio ce l’avevo, invece,  per la nuova serie di “Capitan America & Bucky”. Un po’, va anche detto, perché la mia simpatia per Bucky rasenta lo zero. Voglio dire….sei la sua ombra dal 1942 e stai ancora li ad osannarlo…cioè dai, datti una mossa, fai qualcosa di tuo… niente, al massimo finisce a fare il sicario per l’Urss (però, mica pirla, bombandosi la Vedova Nera….).
E però alla fine mi sbagliavo alla grande. Gran bella storia (scritta da Brubaker e Andreyko), accompagnata dagli eccellenti disegni di Samnee. Tutto con quel gusto retrò che a me piace tanto e riuscendo a rendere interessante la miliardesima storia dedicata alle origini del personaggio e alle sue avventure durante la seconda guerra mondiale. Peccato che alla fine sia stato dato poco spazio alle vicende del Soldato d'Inverno, ma ci sarà tempo in futuro.

Quindi? Quindi 2 storie notevoli che ti fanno pensare che hai speso bene i tuoi soldi e ti ricordano che questa è la miglior testata Marvel del momento. Che se la voglia di fare c'è i risultati si vedono.