martedì 28 maggio 2013

Il Grande Gatsby. Ora che lo hai visto


E allora parliamo di questo film. E cerchiamo di dire qualcosa che non sia il solito commento relativo ai costumi e alle scenografie fantastiche, neanche fosse possibile immaginare, nella Hollywood iper-costosa del 2013, qualcosa di diverso e di approssimativo. 

Critiche divise. E critiche bizzarre 
Ad esempio hai letto e sentito qualcuno dire che questo film in fin dei conti si basa su una morale oramai nota e risaputa e che per questo non è originale quanto ci si poteva aspettare .Va a spiegare a questi cinefili esperti e navigati, registi di capolavori e sceneggiatori di successo (ma solo nelle loro fantasie), che il romanzo  di Fitzgerlad è del 1925 ed è stato scritto per il pubblico del tempo. O vagli a spiegare che da un romanzo del 1925 è uscito, con pochi ritocchi e con fedeltà ammirabile per quanto riguarda i dialoghi più rilevanti, un film moderno e a suo modo attuale. La cronologia per molti è superflua. Per molti altri, grazie a dio, invece no.


Fascino e fascinazione
Magari, con un po' di calma, si sarebbe potuto osservare che il fascino del film non è nella morale (pur sempre valida), ma nell'iperbole e nell'esagerazione che sfuma mano a mano, grattata via fino a lasciare a nudo la verità sui personaggi e sulla società marcia e malata che affolla le ville nei fine settimana alla ricerca di uno svago selvaggio e, per certi versi, inquietante per la sua insensatezza. 
E magari qualcuno avrebbe apprezzato anche quel contrasto, prima accennato e poi dilagante fra due mondi. Non due visioni della società. Ma due visioni della vita. La speranza e la capacità di sognare da una parte e la noia e l'insipienza dall'altra. Due volti sfavillanti dello stesso mondo, di cui solo uno reale. 

In soldoni, tra amore e guerra
Perchè quello che ti piace di Gatsby è quel continuo contrasto che pervade la storia in ogni suo aspetto. Il conflitto insito in una grande storia d'amore vissuta solo a metà e il conflitto tra un sogno e il nulla. E un finale in cui paga solo la parte migliore del mondo.

Quindi
Quindi  è un grande film che riporta nel modo migliore (o almeno credo) un grande romanzo che precorreva i tempi. Un film che per essere apprezzato richiede solo di essere visto senza aspettarsi nulla di diverso da quello che accade. 
E si, Di Caprio nella parte di Gatsby ci stava a meraviglia!