mercoledì 8 maggio 2013

Dampyr #158 - Serata al Grand Guignol (cioè, alla faccia!)

Tanto per non lasciare adito a dubbi dirai subito che questa storia è una delle più belle che hai letto in questa primi 4-5 mesi del 2013. Una storia fantastica, perfetta in tutte le sue parti e senza la benchè minima sbavatura....per non parlare dei disegni.

P.S: causa fretta la rece potrebbe non essere scritta in un italiano perfetto...magari verso sera ci rimetto mano

Teatro, metateatro e horror
Tra le cose che ti sono piaciute e che ti hanno colpito particolarmente c'è senza dubbio l'uso del teatro e di ciò esso comporta. 
Ben lungi dall'essere un mero espediente narrativo e anzi utilizzato in tutta la sua potenza espressiva (sempre, ovviamente, nei limiti di tempo e spazio concessi dalla trama) non si può non notare l'abilità con cui Boselli abbia sfumato e a tratti cancellato la distanza tra la realtà e la finzione scenica e come questo sia, a conti fatti, il vero motore che muove la trama. 
Una distanza che va man mano svanendo fino a fondersi alla vita reale dei personaggi senza che gli stessi sembrino rendersene conto. Primi tra tutti a farne le spese sono, oltre agli attori del Gran Guignol, gli stessi spettatori, a loro volta attori inconsapevoli. Il colpo da maestro infatti è il ribaltamento finale delle parti con la rottura della finzione scenica, dove l'orrore reale che si scatena sul palco finisce per colpire il pubblico. 
In tutto questo c'è una cosa che hai trovato geniale per la sua naturalezza: il fatto che non si esca mai dalla recitazione teatrale. Inconsapevole, certo, e a beneficio di due livelli di pubblico: quello mostruoso della storia, e il lettore. Lettore che però non se ne rende conto immediatamente, ma alla fine è parte in causa nel complesso gioco della parti

Un' altra piccola cosa: l'autore si è divertito a prendere in giro i luoghi comuni del film e della narrazioni horror e anche, probabilmente, le classiche critiche che vengono spesso mosse dai lettori di fumetti. Anzi: di questo specifico fumetto. Vedi il dialogo telefonico tra Harlan e Kurjak a pagina 50-51, dove si ironizza al tempo stesso sulla tipica complessità dei piani dei "cattivi" (si lo so, una pallottola sarebbe stata più pulita ...ma lui è un mago malvagio, non un killer!) e il successivo scambio di battute tra lo stesso Harlan e Angèlique in tema di eroine da film horror. In un altro caso sarebbero state delle forzature. Qui invece sono l'equivalente del metateatro e quindi funzionano perfettamente. 

Disegni
Ma che artista è Alessio Fortunato??? Una prestazione stratosferica, che solo in parte si spiega con il suo coinvolgimento emotivo (ve lo spiega lui nella presentazione dell'albo). Infatti la cosa più riuscita non sono le ambientazioni e gli interni del teatro, quanto i suoi personaggi che vivono di vita propria e la resa, impeccabile, della atmosfere. 
Un lavoro di livello superiore.....e si Angèlique è venuta su molto bene... 

Valutazione
Soggetto: 9
Sceneggiatura: 9
Disegni: 9 (e anche qualcosina di più...)