mercoledì 11 aprile 2012

Welcome to the NHK

E oggi parliamo di una serie che a dire il vero seguo da poco, originariamente in versione manga e da qualche giorno anche come anime (dove? Su Man-ga, ovvio....).
Parliamo, ma lo avete già capito dal titolo del post dato che siete persone molto avvedute, di Welcome to the NHk. E in breve che ci abbiamo tutti da fare un sacco di cose. Cose tipo, che so, cose.... 

Di che si tratta?
Appunto veniamo al dunque. Per la nota siamo nella dimensione dei seinen (1) tanto per chiarire l'età media del pubblico di riferimento. 
Quindi abbiamo un ragazzo di nome Tatsuhiro Sato che da quattro anni vive volontariamente (se così si può dire) recluso nel suo piccolo (minuscolo) appartamento di Tokyo. Che ci fa in quell'appartamento? Niente. Ma niente davvero visto che il "nostro" è un NEET (2) ed un Hikikomori (3).
Un giorno, uno fra i tanti nei quali cerca di convincersi che la sua condizione sia dovuta ad un complotto della NHK (rete televisiva, come sanno anche i fan di Murakami...) volto a costringere la gente a rimanere a casa davanti alla tv (e non il ragionamento più idiota che fa.....), una signora bussa alla sua porta. La signora, di cui non ci frega nulla, è accompagnata da una giovane ragazza (18 anni). Misaki, così si chiama, si interessa a lui. Al punto da offrirgli un contratto con il quale si propone di aiutarlo ad uscire dalla sua condizione di Hikikomori. Non che Sato all'inizia voglia firmare, anzi. E non che, una volta firmato, le cose siano subito facili.... 
(Sato in un momento in cui crede che la sua condizione sia dovuta alle oscure trame degli alieni....)

A complicare le cose ci saranno infatti gli incontri con alcune vecchie conoscenze, tra l'altro cariche di problemi da far apparire quelli di Sato cosa di poco conto. Tipo Yamazaki, un otaku (4), che convince Sato a creare ( o provarci...) un videogame erotico. Che dovrebbe servire a renderli ricchi e a far colpo su Misaki, con risultati abbastanza prevedibili.....
(la bellissima casetta di Sato...)

Perchè merita? 
Misaki

Un po' per tutto. Ossia per i personaggi, specie Misaki che non parlerà mai di se stessa (o almeno non lo ha ancora fatto....) ma alla fine apparirà del tutto simile a Sato. Per Sato stesso che vive una vita orribile e ci accompagna nel suo mondo tramite i suoi pensieri sempre abbastanza interessanti quando non anche vagamente deliranti.
Ma soprattutto perchè affronta una realtà oramai diffusa capillarmente in tutte le società avanzate. Ossia la realtà di intere generazioni senza un bussola e senza una metà. Noi nati a metà anni '80 eravamo la generazione X. Quelli nati dopo non hanno neanche il beneficio di una sigla di riconoscimento.
E di tutto questo si parla. Con una nota positiva: la retorica non è parte integrante. 



Note saccenti.
(1) ok, lo sai già visto che hai letto tutti i manga pubblicati dal 1986 ad oggi. Ma c'è anche quello che non ne ha letto neanche uno (maledetto!) e lo spiego a lui. Il termine "seinen" indica gli anime e manga rivolti ad un pubblico che va dalla maggiore età in su. Ciò spiega perchè le tematiche di tali opere sono spesse molto complesse e si presta grande attenzione all'aspetto psicologico dei personaggi. 
Della categoria fanno parte tra i millemila miliardi:  Devilman, Daydream, Gantz, Ergo Proxy, Eden (inchino da parte vostra!) , Ghost in the Shell, Neon Genesis Evangelion (doppio e triplo inchino) e via dicendo. 
(2) NEET = Not in Education, Employment or Training. Per farla breve: una persona che non fa nulla e non ha neppure la prospettiva di fare qualcosa nel futuro. Per la nota in Italia i NEET tra i 15 ed i 29 anni sono il 21,2% del totale e salgono al 28,8 tra i 25 ed i 30 anni. Ossia: non è un problema a cui siamo estranei. 
(3) Hikikomori (ossia "stare in disparte"). La più triste figura prodotta dalla società giapponese. Si tratta di persone che si sono isolate dal mondo e di fatto non hanno alcun contatto con estranei e non escono mai di casa.  Oltre alla serie di cui stiamo parlando si tratta di una figura che è comparsa in altri splendidi manga, tipo Rozen Maiden (ve ne parlerò...) e Death Note (presente L e Near?). 
(4) Otaku: persona ossessionata da qualcosa in particolare, di regola Manga e videogame.