martedì 24 aprile 2012

Diaz, don't clean up this blood. Un solo film per una storia fatta di vergogna


Diaz alla fine è tante cose.
Prima di tutto è un film semplice che si limita a dire la verità su una delle storie più oscure dell'ultimo ventennio di vergogne nazionali. 
In secondo luogo è un film che parla della violenza, della follia e dell'abiezione umana con il solo linguaggio che si può usare. Ossia con quello della violenza. Sconcertante ma solo perchè orrendamente vera. 
Infine è un film che vuole imprimere l'oscena normalità di una vicenda trascurata nella mente di chi guarda la pellicola. 
E alla fine esci dalla sala travolto dalla rabbia, dal disgusto e dal senso di impotenza. 
Il problema, quello vero, è che nulla di quello che si vede è frutto della fantasia. 

Per una notte è scomparsa la differenza tra l'Italia e un qualsiasi oscuro regime sudamericano. Una notte senza democrazia che ha aperto la strada a tante delle cose successe negli ultimi 11 anni. Perchè il giorno dopo gli italiani accettarono il fatto compiuto senza scomporsi. Perchè la classe politica che governava ieri come oggi se ne rallegrò versando qualche lacrima di coccodrillo. Lo fece Fini, che era in questura a Genova in quei giorni, e che oggi scrive ai giovani. Lo fece la sinistra che propose una commissione d'inchiesta e poi arrivata al governo (nel 2006) cambiò idea. 


E ti senti impotente. Sapendo che nessuno tra i poliziotti condannati è stato ancora cacciato dalla polizia. Sapendo che ancora oggi c'è chi ti dice che la truppa esegue solo gli ordini e deve farlo anche per portare a casa 4 spiccioli di stipendio. Invece sappiamo benissimo che alla follia si  può sempre dire di no. Sappiamo che quei 200 poliziotti avrebbero potuto eseguire solo gli arresti. E che invece si divertirono a massacrare degli inermi. E che nessun concetto di rispetto delle gerarchie, in nessun momento della storia, giustifica quanto avvenne nella caserma di Bolzaneto. Umiliazioni e pestaggi. O semplicemente tortura. Parola che però non potete dire, salvo voler essere considerati degli "ignoranti faziosi". 



E finisce tutto con la rabbia. La rabbia che hai nel sapere che nessuno dei veri mandanti (quelli che davano) gli ordini, ha mai pagato. Anzi, c'è chi (come De Gennaro) ha pure fatto carriera per ovvi meriti. 

Forse non sarà un grande film. Ma alla fine basta a riportare sotto i riflettori lo squallore di cui siamo capaci a casa nostra. E riesce a darvi un pugno nello stomaco. Di quelli che fanno bene però.