lunedì 16 aprile 2012

Il faro di Alessandria. Nathan Never #251

Premessa
Dire che valutare quest’albo è difficile è a dir poco un eufemismo. Lo si può valutare dal punto di vista del lettore che segue da anni la serie (che è quello che farò) o da quello del lettore neofita. Inoltre la si può valutare per quella che è a conti fatti la storia principale (Nathan a New Alexandria) o come parte della serie in 4 albi cominciata il mese scorso con “Il segreto di Sigmund” (e io farò entrambe le cose).

La storia. Le storie. 
La storia è collocata 6 mesi dopo la Saga Alfa (NN 104-108), ossia nel 2101(sempre secondo la nuova datazione), quindi dieci anni dopo rispetto a quanto narrato nel primo albo della saga in questione. Troviamo quindi Nathan in compagnia di Hadija nel corso di una vacanza nella terra natale della compagna di Nathan.



Particolare che ci viene narrato per la prima volta, visto che di Hadija era sempre e solo stata indicata l’origine medio - orientale e nulla più, mentre ora sappiamo che sarebbe (per quello che vale nel mondo del futuro) egiziana. Conta poco ma è comunque la prima volta che sappiamo qualcosa di più su di lei e che incontriamo elementi del suo passato diversi da quelli della tragedia che le sconvolse la vita. Non molto, ma è già una piccola soddisfazione.
La storia che li coinvolge parte da un pretesto fortunoso e segue una linea talmente banale da non meritare quasi attenzione: una vecchia e affascinante amica d’infanzia di Hadija in lotta contro le autorità corrotte del suo paese per salvare un’oasi dalla speculazione edilizia.
Tutto qui? No, c’è molto altro. Ma intanto diciamo subito che questa parte funziona bene, grazie al fatto che occupa si e no 30-35 pagine e di fatto non rappresenta per davvero lo scheletro su cui si regge l’albo. Quindi: una storia che su 94 pagine sarebbe stata terribile funziona su uno spazio ridotto e questo va detto subito.
Gli elementi di vero interesse però sono altri. E sono quelli che riguardano i 3 personaggi principali della saga, ossia Nathan, Legs e Sigmund. Una sottotrama che prosegue quanto già accennato nell’albo precedente e si incentra soprattutto sui sentimenti dei tre personaggi in questione.

Incontriamo un Nathan completamente trasformato dal legame con Hadija, meno musone, più sereno e che ha cacciato gli spettri del passato.
Soprattutto, ai fini dello sviluppo della saga, incontriamo Sigmund sotto una luce completamente diversa. Per la prima volta lo vediamo ossessionato, paranoico e quasi ai limiti della follia di fronte alla perdita del costrutto senziente che fungeva da primo computer. Non una semplice perdita di una cosa, ma la perdita dell’unico vero amore. Sigmund quindi non è più un genio dei computer, ma diventa qualcosa di molto più oscuro, ossessionato da un rapporto innaturale e folle con una macchina. 
E poi arriva il momento di dirlo: FINALMENTE! Forse avete già capito a cosa mi riferisco. Parliamo di Legs e May.  Per anni il loro rapporto è stato ambiguo, ma non per scelta editoriale, bensì per scarsa cura.  Non si è mai davvero capito quale fosse il loro legame effettivo e quando si pensava di esserci riusciti arrivava un albo che rimetteva tutto in dubbio creando paradossi e controsensi. Sono bastate due pagine (48 e 49) a spazzare via circa 18 anni di inconcepibile caos. E ora sappiamo che Legs e May si sono amate, che il loro rapporto è stato incredibilmente intenso e profondo e che May ha rappresentato per Legs “ il tassello mancante”, quello che le ha cambiato davvero la vita e l’ha resa completa . Grazie, era davvero ora di levare quel velo di perbenismo e ipocrisia che per anni ha rovinato un elemento di enorme interesse e fascino.
Ma sempre Legs regala un altro momento di grande interesse e svela altri retroscena mai narrati. Che il suo rapporto con Solomon Darver sia sempre stato turbolento lo sapevamo (ed è questo che la porterà a lasciare l’agenzia alla fine della guerra con le Stazioni Orbitali), ma qui finalmente la cosa assume anche uno spessore emotivo che finora era stato assente.
A ciò si aggiunga che si comincia a capire quale sia la trama portante della saga e cosa sia successo  Sigmund alla fine della Guerra dei Mondi.

E questo basta a spiegare perché si possa parlare di un eccellente albo.


Disegni
Una confessione: ho sempre avuto un debole per i disegni di Ivan Calcaterra. Magari non come di fronte a quelli di De Angelis, ma poco meno.

E qui siamo di fronte ad una prova, a mio parere eccellente. Fatico a trovare sbavature e resto ammirato di fronte ad alcune sequenze. Una fra tutte è la missione di Legs al porto sotto la pioggia (ossia pagine 51-53 e 57-64).

Non c’è molto da dire se non, appunto, che a mio parere siamo di fronte a tavole di altissima qualità.

Valutazione.
Soggetto (Antonio Serra): 6.5 (la storia), 8 (la saga nel suo sviluppo)
Sceneggiatura (Davide Rigamonti): 7.5
Disegni (Ivan Calcaterra): 9

Starting Point, NN 3.0:
Il Segreto di Sigmund (NN 250)

P.S. : l'albo avrebbe dovuto uscire il 18 aprile...non so voi ma io l'ho trovato già il 14 in edicola... ottimo!