giovedì 4 ottobre 2012

La miglior battaglia mai letta in un fantasy. Pistola alla tempia (ma anche no)

Arriva quel momento della vita dove devi tirare le somme e capire che sei un fallito. Questa era per Zeman. Veniamo a noi.
Sei un grande lettore di fantasy e se non le sei allora non mi sei più tanto simpatico. Ma leggi lo stesso, che tanto non hai niente da fare. 
Come ogni lettore di fantasy hai goduto nel leggere di circa 1000mila tra battaglie, assedi e, uh, grandi scontri. Con o senza la magia. Con un sacco di morti. Con tanta carica epica. Hai la tua lista delle preferenze e quella non la si tocca. Ma quale sarà la più epica di sempre? Emmò te lo dico...con calma.
Nota: se non avete voglia di perdere tempo la soluzione sta alla fine. 

Inizialmente dicevi che la migliore di sempre era la battaglia del Fosso di Helm
A pensarci però era tanto epica nel film/kolossal/epicafigata quanto inconsistente e a tratti incomprensibile nel  libro. L'hai riletta una miriade di volte. E non ci hai mica visto sta grossa esplosione con la polvere da sparo o quella carica da pura degli elfi dopo la breccia degli Uruk-hai. Ma nel film? Ecco...li sarebbe epica se non fosse per i mille miliardi di intervalli dove i due hobbit sfigati (non Frodo e Sam, gli altri...) ti ammorbano i testicoli parlando con un albero... 
NON CI SIAMO
Sempre nello stesso periodo (10 anni fa, circa...) si commetteva tutti lo stesso errore: leggere Terry Brooks. 
Però di lui rammenti tre grandi battaglie: quella alla fine de "La spada di Shannara", l'altra che decide tutto ne "Le pietre magiche di Shannara" e quella morta di sonno del prequel "Il primo re di Shannara".
La più bella era quella tra gli Elfi e i demoni (Le pietre magiche di Shannara) 
con la sua copertina dimmerda della Mondadori...Vaffanculo Berlusconi! 
Però li alla fin fine la battaglia segue la classica logica: grandi scontri, i difensori eroici che cedono e alla fine il protagonista che salva tutti nel momento più cupo. Per altro speravi che alla fine Wil desse una pompatina a Amberle...ma niente... preferisce la zingara....


Robert Jordan di epicità ne sapeva. I duelli meravigliosi fra Rand al'Thor e i Ravin e Sammael ne sono una prova. Di battaglie nel vero senso della parola però non ce ne sono. Non nel dettaglio almeno. In compenso Aviendha, Elayne e Min sono delle zoccole... 


Nel mezzo ti vengono in mente un sacco di autori. Ne cito uno solo uno: Glen Cook 
Non l'avete mai sentito? Naturale. Grazie alla grande editoria italiana la saga della Compagnia Nera, scritta fra il 1984 e il 2000, non è mai stata tradotta. 
Qui si combatte. Tanto. Di più. Ancora di più. D'altronde si parla di una compagnia mercenaria. 
Però...grandi battaglie, molto avvincenti, ma mai davvero dramamtiche. 

Ok. Basta siamo stufi tutti quanti. Chi è il vincitore? LUI 
...ossia: L'ASSEDIO DI CAPUSTAN. A mani basse. Senza rivale alcuno. Che la battaglia delle Acque Nere di Martin a confronto è una minchiatella.
Epico perchè è la cosa più drammatica che si possa scrivere. Perché le Spade Grigie ti affascinavano subito e perchè la loro caduta è tanto ricca di onore quanto spaventosamente feroce. Ma non era solo per quello. Si tratta di una battaglia assolutamente realistica, senza eccessivi eroismi, con una dinamica che sorprende ad ogni pagina. Nel mezzo alle manovre militari dettagliatissime e assolutamente mozzafiato poi c'è lo spazio per i singoli. Nel poco spazio che trova (nel complesso della saga) Itkovian resta un personaggio fuori dalla media. Un serie di episodi poi ti colpiscono al cuore. La lotta fra la legione di Treach e la massa di contadini ridotti al cannibalismo sotto lo stendardo del bambino (è lunga), lo stupro di Stonny, il sacrificio di Karnadas e la marcia della morte di Brukhalian tra le macerie della città e le migliaia di cadaveri. 
Il tutto condito da speranze, paura e angoscia. Epico e drammatico. 
Certo...nello stesso libro c'è la battaglia di Coral... mica cazzi...