venerdì 30 agosto 2013

Saguaro #16 - Il nido dell'aquila


A volte può capitare che anche un meccanismo perfettamente oliato non funzioni come si è soliti pensare e che una formula efficace e che ha dato ottimi risultati non si misceli alla solita maniera. Imprevisti del mestiere e rischi più che normali e comprensibili per un prodotto seriale. 

Ma! 
Ma essendo Enna un narratore attento e scrupoloso non stiamo certo parlando di un episodio di bassa qualità. Semmai di un episodio in qualche misura inferiore a quella a cui ci siamo abituati fin dalla prima uscita.
Un'albo che sta a metà tra la fine di un filone e la riapertura di un altro già accennato in passato, in cui Enna sente la necessità di chiudere con gli ultimi strascichi della lotta tra Saguaro e Noah Folsom e far tornare prepotentemente in scena un amico-nemico e la tematica dei nativi americani (che rappresenta uno dei temi di maggiore interesse della serie). 
Alla fine Enna riesce a combinare le sue esigenze tirando fuori una storia anche gradevole, ma senza andare davvero oltre la sufficienza. Necessità della continuity. Comprendiamo senza problemi e senza farne all'autore.


Perchè infatti... 
Il problema infatti sta tutto nella trama principale. L'indagine degli Affari Interni, i poliziotti corrotti e pronti a tutto per salvarsi dalla galera e tutto quello che di regola rappresenta la classica trama di un racconto poliziesco. Solo che è tutto un po' abbozzato, tutto un po' troppo facile e gli antagonisti sono degli sconosciuti mai visti prima (e a tratti pure sprovveduti, come dimostra il mancato omicidio dell'agente degli affari interni e la sparatoria durante il funerale....davvero, non ne azzeccano una!) e la cosa ovviamente toglie pepe alla trama e di fatto anestetizza da ogni sorpresa, oltre a dare anche un leggero senso di deja vu con alcune soluzioni riproposte troppo presto (leggi "tentativo di screditare Saguaro come agente"). 

Disegni 

Quarta prova di Siniscalchi su queste pagine e prima che non ti abbia convinto del tutto. Ovviamente non mi è facile valutare il suo lavoro, non essendo un artista che fa del realismo assoluto la sua bandiera, ma ciò non di meno ho trovato il lavoro meno accurato/convincente (forse vale solo il termine "convincente") che nelle occasioni precedenti, specie nelle prime pagine. Magari la storia di transizione non ha ispirato troppo neppure lui. Ma il discorso sul prodotto seriale vale anche per chi disegna, non solo per chi scrive. 

Insomma 
Discreto ma non buono e la valutazione risente di certo anche dell'effetto prodotto dai notevoli albi che lo hanno preceduto. 

Valutazione 
Soggetto: 6
Sceneggiatura: 6.5
Disegni: 6-