mercoledì 14 agosto 2013

Le Storie #11 - Il Lungo Inverno.

Era il 13 febbraio quando recensii "Il lato oscuro della Luna", indiscusso capolavoro della collana. Era il 13 febbraio e scrissi una recensione di getto, senza stare li a pensare molto. Troppe emozioni e troppo trasporto per poter perdere tempo a razionalizzarle. Oggi è il 14 agosto. E sono qui a scrivere di nuovo una recensione di getto. Potrei farci l'abitudine!


Cupa sera/neve bianca/la bufera/i viandanti abbatte e sfianca...... 
"Il lungo inverno" è una storia paradossalmente semplice che racconta tutto senza, di fatto, raccontare quasi nulla. Potremmo definirla la storia delle illusioni. Illusione di ordine e di pace ammantate di neve all'interno di un'atmosfera ovattata. Illusione di candore e di ordine. Ma la neve, si sa, nasconde solo quello che c'è sotto e che prima o poi riemerge e non sempre è quello che pensavamo di ricordare e di sapere. 
Ovviamente i meriti di Di Gregorio sono tanti, troppi per essere indicati con un banale elenco. Soffermiamoci su una questione in particolare, ossia il tema dell'illusione e della verità celata. L'autore cammina sul filo del rasoio e basterebbe una battuta fuori posto, un'immagine improvvida o anche solo una piccola sbavatura a rovinare tutto. Ma invece il gioco funziona, l'equilibrio tra le sensazioni e l'azione vera e propria è totale e l'illusione regge fino alla fine quando, con una scena tanto drammatica quanto priva di parole tutto va in frantumi. Un finale crudele, duro e che lascia il lettore senza alcun contentino. Un finale perfetto. 

...la bufera sulla terra intera. 
La storia è tutta qui. Una metafora valida per tutto, non solo per la singola storia. Un'illusione, appunto, che dura fino a quando qualcuno non ti costringe ad affrontare la realtà. E il colpo di classe di Di Gregorio è proprio questo: i suoi personaggi non vogliono affrontare la realtà che li circonda e in questo, nel tentativo di creare sempre nuove illusioni, dimostrano una consapevolezza fin troppo acuta. 




Disegni d'autore
Diciamocelo: Francesco Ripoli non è un "disegnatore", ma un artista a tutto tondo che da vita alla storia, alle sue atmosfere e ai suoi personaggi tanto reali quanto metaforici. Non è una valutazione tecnica (non ne ho la competenza), ma di tipo emozionale che si limita a constatare come queste tavole rappresentino un valore aggiunto. 

Quindi
Una perla sia a livello di narrazione che a livello di illustrazioni che altro non è che il terzo grande acuto della collana*. E si, se non lo andate a prendere in edicola vi ci porto io a scappellotti. 

Valutazione
Soggetto: 9
Sceneggiatura: 9
Disegni: 9



P.S: forse la miglior copertina della collana fino ad oggi....

* Gli altri due acuti sono ovviamente il già citato "Il lato oscuro della Luna" e, ovviamente, "Nobody".