sabato 3 agosto 2013

Maxi Dampyr #5 - Il collezionista. Toh, che bella storia!

La principale ragione per cui ha acquistato l'albo in verità non è tanto la storia quanto piuttosto l'aver letto il nome di Roi alla casella "disegni". Tu ami follemente Corrado Roi al punto che è uno dei pochi artisti che ti porta ad acquistare immediatamente un albo (gli altri sono De Angelis, Freghieri, Brindisi e Ticci). 
Poi però hai anche trovato una storia che, diciamolo, ti ha davvero sorpreso. E che è pure una delle migliori degli ultimi due o tre anni di Dampyr.

Primo atto
"Il collezionista" è una storia ambiziosa, pensata e studiata nei minimi dettagli e che scava a piene mani nell'universo di Harlan senza bisogno di continui riassunti o di spiegoni ammazza-ritmo. 
Perchè a ben  vedere c'è dentro davvero tutto: il multiverso utilizzato in maniera impeccabile, un vecchio nemico, un nuovo affascinante e inquietante personaggio, volti molto cari al lettore (Nikolaus e Ann) e perfino Draka. E la cosa davvero notevole è che nulla è messo li per caso, ma svolge una funzione coerente con il suo ruolo. 
Possiamo dirla così: Di Gregorio impiega molte pagine (circa l'equivalente di un albo della serie regolare) a predisporre le sue pedine, dopo di che le muove inesorabilmente senza mai dare facili punti di riferimento e divertendosi a disorientare il lettore tra colpi di scena, ottime trovate da amante dell'horror e un ritmo che si accende all'improvviso.  

Se proprio... 
...dovessimo cercare qualche pecca allora dovremmo dire che la storia arriva alla fine un po' con il fiato corto e con qualche soluzione un po'....facile. E mi spiego. 
Fino al momento del confronto nell'arena con il mostro (chi ha letto capisce) la storia è quasi inattaccabile. Da quel momento in poi invece la cura per i dettagli viene un po' meno e l'autore sembra sentire la necessità di portare a termine il racconto e pare rendersi conto che rimangono poche pagine. Così il piano di Nik, pur convincente, appare troppo abbozzato e l'intera sequenza finale è decisamente troppo rapida. In sostanza il finale paga pegno a un problema paradossale: la storia è leggermente troppo breve. 
In aggiunta diremo anche che alcuni comprimari (Shahana e Astolfo) appaiono meno incisivi di quanto avrebbero potuto essere. 


Ma insomma
Giusto per essere puntigliosi però. Perchè volendo essere del tutto onesti osserveremo che in fin dei conti la storia regge senza problemi dall'inizio alla fine e che i comprimari di cui sopra svolgono ugualmente una funzione. E poi c'è quel Collezionista che ha uno spessore davvero notevole.

Quindi 
Non c'è solo il solito grande lavoro di Corrado Roi insomma, ma anche una bella storia, solida, divertente e ben scritta. Un albone che rappresenta un ottimo antidoto per la calura di questi giorni. 

Valutazione 
Soggetto: 7
Sceneggiatura: 7.5
Disegni: 8