martedì 7 agosto 2012

Ultimate X-Men #1 e #2. Deludente.

Del rilancio dell'Universo Ultimate si era parlato qui, qui , qui e qui. Il tutto sempre con entusiasmo e soddisfazione. Perché il nuovo Spider-man (Miles Morales) è stato molto convincente e il suo esordio ha portato una piacevole ventata di novità e perché la nuova saga degli Ultimates riesce ad essere al tempo stesso epica, drammatica e, a tratti, disturbante (con riferimento alla società rappresentata dai Figli del Domani).  

Ecco. Fa eccezione la nuova saga degli X-Men. Che, tra le cose, è quella che aspettavo maggiormente.
Evito di tirarla per le lunghe, cosa che mi riuscirebbe benissimo.

Nick Spencer fa un lavoro tanto lineare quanto superficiale. Cosa mettereste in una saga degli X-Men per andare sul sicuro senza assumervi rischi? Beh, facile. L'odio razziale, le sentinelle, in fanatici, Stryker, le divisioni interne allo stesso mondo dei mutanti e, per finire, le oscure trame del governo e delle organizzazioni che si muovono nella sua ombra.
Ecco. Questo è esattamente tutto quello che troviamo qui. Abbastanza per creare una storia che regge e si lascia leggere. Troppo poco per dar vita a qualcosa di effettivamente memorabile. In realtà, se non fosse per le altre due testate targate Ultimate non farebbe neppure brutta figura....
Altro difetto deriva dal fatto che nessuna delle tematiche affrontate venga mai approfondita, ma resta tutto abbozzato e approssimativo. Impressione che non cambia molto neanche con la seconda uscita (comprensiva dei numeri #3 e #4 della collana).
Certo, c'è quel colpo di scena finale che fa sperare in qualcosa. Ma oramai è difficile invertire il trend....


Paco Medina invece mi è piaciuto. Uno stile molto dinamico e senza eccessivi fronzoli che regala alla storia una dinamicità che la sceneggiatura fatica a rendere. Qui ci siamo insomma. 


Nel complesso direi una storia sufficiente ma nulla più. Che sarebbe stata maggiormente apprezzabile se non rappresentasse l'inizio della nuova saga mutante...