martedì 29 maggio 2012

Saguaro #1: Ritorno a Window Rock

Parliamo di una cosuccia nuova uscita da poco in edicola. Ovvero: parliamo del primo numero di Saguaro. Per gli interessati metto anche il link dell'intervista rilasciato da Bruno Enna a Comicus.

E ora passiamo alla storia. Com'è? Merita? Si o no?
Beh, si. Anche se è ancora prematuro dare un giudizio sulla serie nel suo complesso (per un primo commento del genere ci si sente tra un annetto...) possiamo dire che questo primo albo crea una certa attesa nel lettore.

La storia
Capiamoci: in se e per se la storia che ci viene raccontata non ha nulla di epico. Cosa naturale trattandosi solamente di un primo numero avente come obiettivo quello di introdurre personaggi, situazioni e luoghi che dovranno diventare familiari. Al momento quindi tutto risponde in buona parte ad una serie di stereotipi, ma ci sarà poi tempo per una maggiore evoluzione di tutti gli elementi indicati.
Molte però le cose che mi sono piaciute. A partire da Thorn Kitcheyan, alias Saguaro. Enna introduce il protagonista senza particolari premesse, senza perdersi in lunghe spiegazioni sulle caratteristiche del personaggio e lasciando che le stesse risultino naturalmente dallo sviluppo della trama.
Alla fine abbiamo capito che si tratta di un duro che sta a metà strada tra le tradizioni del popolo Navajo e la modernità rappresentata dai bianchi. Immaginabile (ci viene detto anche nella rubrica iniziale e ricordato nell'ultima pagina) che questo "stare a metà" di due mondi sarà uno dei temi principali (richiamando in parte alcune storie passate di Zagor, forse).
Viene introdotto anche il tema della scontro tra Thorn e l'ottuso capitano Walken. La cosa interessante è che l'odio dello sceriffo nei confronti del protagonista non è dovuto a motivazioni razziali, ma ad una questione molto più personale. Inutile dire che l'aver evitato la tematica razziale è, secondo me, cosa buona e giusta. Ci sarà occasione per storie di questo tipo, ma farne una delle colonne portanti avrebbe forse reso il tutto troppo scontato.

Infine è ancora presto per dare una valutazione su altri personaggi, anche se già ora Kai Walken e Art Parker appaiono molto interessanti. Ma già il mese prossimo dovremmo saperne di più.
Per concludere con la trama diciamo solo che la storia fila bene, rifacendosi per altro al film "Non è un paese per vecchi". Forse, per essere un primo numero, succede fin troppo, ma non è ragione per lamentarsi. Nulla di epico si diceva sopra. Ma comunque gradevole quanto basta.

Disegni. 

Discreta la prova di Fabio Valdambrini. Uno stile che, complici anche gli scenari e le ambientazioni, richiama molto Tex e, seppur meno, Magico Vento. Anche qui nulla di eccezionale (ha fatto di meglio in passato) ma comunque nessuna ragione per formulare lamentele di sorta. Insomma: bene dai.

Concludendo 
Un buon inizio senza dubbio, anche se manca ancora molto (ovviamente!) per considerare conclusa la fase "introduttiva". Però il mese prossimo acquisterò volentieri il secondo albo. Se non altro sono curioso.

Valutazione
Soggetto (di Bruno Enna): 7
Sceneggiatura (di Bruno Enna): 7
Disegni (di Fabio Valdambrini): 7