giovedì 26 dicembre 2013

Nathan Never. Speciale #24 - Nella tela del ragno


Facciamo come quelli che non sanno e parliamo della storia. Solo della storia. Poi alla fine, tra qualche riga, parliamo anche del resto, che da dire ci sono un sacco di cose.

La storia, per iniziare  
Fingiamo che negli ultimi due anni (diciamo dopo la Guerra del Mondi), dal NINo ad oggi) l a serie regolare ci abbia regalato un sacco di ottime storie (1) e che tutto sia andato bene, come era lecito sperare dopo che gli autori hanno deciso di ribaltare la serie dalle fondamenta. Bene, in questa realtà utopica ed idilliaca "Nella tela del ragno" sarebbe da considerarsi una buona storia che sfrutta alcuni degli elementi canonici della serie, laddove per elementi canonici intendi quartieri in pieno degrado, bande di disperati, paesaggi tetri e la struttura a livelli della città. Nulla di straordinario se pensiamo che dal numero 250 in poi tutto quello che è stato scritto aveva lo scopo di riportarti alle origini della serie.

Siccome però quanto detto in apertura non è affatto vero ci troviamo a dover considerare la storia in questione come uno sprazzo di gloria nella mediocrità a cui ci siamo abituati. Travolti da missioni prive di logica, dalla versione wrestler del nostro eroe, da tecnologie obsolescenti e da personaggi e comprimari banali e profondi quanto una sagoma di compensato ci troviamo quasi costretti ad ammirare Rex Mathaus. Quasi, perchè in fin dei conti non è neppure un granchè come nemico. 

Sarà che.... 
Perchè sarà che per una volta al centro della scena ci sono degli Agenti Alfa che non sono sempre i soliti due e che finalmente tornano in scena anche May e Branko, ridotti oramai a comparse. E sarà che finalmente vediamo i nostri eroi fare il loro mestiere, magari cadendo in trappola (ma che trappola!), ma reagendo. E sarà che di May per una volta non si vedono solo le zinne, ma anche la capacità di usare il cervello a memoria del ruolo importante che ha ricoperto in anni passati. 
E sarà che Nathan non è il noiosissimo e zelante moralista con il pippone esistenziale pronto, ma un agente che usa la pistola i pugni e, se serve, anche i denti. E che arriva ad odiare profondamente il suo nemico. 
Poi c'è il resto: comprimari che si muovono come dovrebbero, giochi politici, sotterfugi, ambienti oscuri e la FOTTUTISSIMA CONTINUITY!


Ritorni eccellenti 
Ok, confessiamo. Non sei mai stato un fan duro e puro di Dante Bastianoni (tra i disegnatori storici hai altre preferenze, leggi De Angelis e Calcaterra), ma devi anche ammettere che questo tuffo nel passato ti ha fatto davvero piacere. Rivedere quel Nathan con in mano quelle armi ti ha riportato indietro di 10 anni (quando, accidenti al tempo, avevi 17 anni....). Un effetto che supera qualunque valutazione oggettiva sulla qualità dei disegni. 

In dissolvenza
Un autore approdato ad altri lidi e un disegnatore di ritorno. A volte servono elementi particolari per ridare lustro ad una serie.... 

Voto
Soggetto: 7
Sceneggiatura: 7
Disegni: 7
Effetto nostalgia: 9




(1) ma NON è così, visto che le sole storie veramente di altissima qualità sono state "Il faro di Alessandria" (NN #251), "Nel Cuore della Macchina" (NN #252), la meravigliosa "Haiku" (NN #258), la brutalmente matura "L'ultimo regalo" (NN #262) e l'interessante "Oscuri segreti" (NN #264): Per il resto alcune buone storie, qualche occasione perduta (la recente tripla) ed alcune storie davvero di basso livello (come "Il morbo della città perduta"). Ed in generale si è percepito un forte senso di disordine da cui sono scaturite scelte difficilmente comprensibili: albi con due storie brevi, storie potenzialmente ottime condannate a poche pagine su qualche desolante numero di Agenzia Alfa e scelte narrative che hanno di fatto demolito la continuity. 
Diciamolo: ci hanno salvato i due Giganti, lo Speciale di Eccher e gli ottimi albi di Universo Alfa.