sabato 21 dicembre 2013

Orfani #3 - Primo sangue


E insomma, anche questo terzo albo ti lascia dentro la solita ("solita", si fa per dire, visto che siamo solo all'inizio) riflessione, ovvero che la struttura su due diversi piani temporali funzioni alla grande a livello di ritmo e di variazioni nella narrazione, ma soffra di un piccolo problema: che laddove l'addestramento è qualcosa di straordinariamente appassionante lo stesso non si possa dire del resto. Che per "resto" si intende la guerra vera e propria, ossia una parte ugualmente di buona qualità, ma che per ora non ti ha convinto appieno. Ma, appunto, siamo all'inizio e per vedere i frutti di tanto lavoro servirà avere appena un po' di pazienza. 

Giovani ribelli 
La prima parte come si è detto è bellissima. Di più: riesce ad essere spietatamente commovente e sopratutto trasforma quello che pareva il personaggio più stereotipato in quello più convincente e per il quale diventa facile provare simpatia e attaccamento.
Recchioni continua a sviluppare il suo romanzo di formazione andando via via ad infarcirla con molti elementi di contorno (nel caso il profondo e sentitissimo rapporto tra Ringo e Sam, che è per ora la cosa più riuscita della serie) che finiscono per arricchire la pietanza che viene servita al lettore. Mano a mano ogni protagonista inizia a vivere di vita propria e molte scene iniziano ad assumere un peso diverso. Tutto a gonfie vele! 

Perso nella palude 
La seconda parte funziona. E si lascia leggere volentieri. E presenta un duello di notevole pathos. Quindi cosa c'è da dire? C'è da dire solo che non raggiunge il livello delle pagine precedenti perchè fondamentalmente è la sua struttura stessa ad impedirglielo. L'equivalente cartaceo di un action movie con l'eroe che si muove in solitaria. Divertente, piacevole, ma certo (e volutamente) non epico. In secondo luogo c'è il fatto che della natura dei nemici dell'umanità e delle loro intenzioni non è dato sapere nulla. E questo, sebbene comprensibilissimo, limita un po' le possibilità di apprezzare appieno le imprese degli eroi. 

Disegni  
Eccellente il lavoro di Cavenago che riesce a passare con assoluta naturalezza dall'ambiente asfittico di una caserma al buio dei meandri di una foresta pluviale. Il particolare è che il meglio lo da in alcune vignette di per se molto semplici, ma nelle quali riesce a trasmettere tutto il senso della narrazione senza bisogno delle parole (un esempio è quell'ultima vignetta di pagina 35). Un valore aggiunto in perfetta sintonia con i tempi della narrazione.