mercoledì 18 dicembre 2013

Dampyr #165 - La fine della caccia


La storia media e la media della serie 
Una buona storia che senza dubbio è anche una storia nella media (comunque una media che ci ha abituati bene) a cui però manca il guizzo narrativo che serve a trasformare un compito fatto bene in un racconto di alto livello. Senza nulla togliere a Claudio Falco che ha cercato di regalarci una storia importante.

Il freno a mano tirato che non ti aspetti
Partendo dal ritmo narrativo diremo che la sensazione è quella dell'incostanza, di una serie ininterrotta di sgasate alternate a brusche frenate che finiscono per rendere poco agevole la lettura. 
Un esempio sono alcune scene oggettivamente  superflue (Astrid ad esempio non aggiunge davvero nulla alla narrazione), che se pure non gravissime finiscono per appesantire la narrazione in modo percepibile. 
Al ritmo aggiungeremo che neppure la trama in se è per se aiuta ad andare oltre la sufficienza. Siamo di fronte ad un plot molto lineare in cui si va da un punto A (la caccia al maestro) ad un punto B (lo scontro finale) senza che nel mezza succeda nulla di particolare. Perchè questo è un problema? Per il semplice fatto che si arriva alla fine con poco brio, con la sola attesa di un confronto dall'esito scontato. Certo, l'eroe deve vincere (e in una serie regolare è scontato), ma qui il tutto alla fine è un po' troppo piatto. 

Però, sia chiaro... 
In sostanza è comunque una storia (più che) sufficiente. Non solo non è scritta male (come è lecito attendersi), ma anzi  si percepisce che c'era in fondo la voglia di scriverla e di farlo anche bene, solo che alla fine si è osato un po' troppo poco. Peccato, sarà per la prossima volta-

Voto
Soggetto: 6.5
Sceneggiautra: 6.5
Disegni: 6/7