mercoledì 24 luglio 2013

Nathan Never - La confraternita. Almanacco 2013

Lo scorso anno eri stato sopreso dal trovare una storia oggettivamente gradevole (per quanto non trascendentale) dentro al tipico albo che acquisti solo se hai del denaro in eccesso che proprio puoi spendere. Quest'anno....beh.....
Di primo acchito volevi commentare così: [..................................... ] e poi metterti a parlare del rischio dell'estinzione del rinoceronte nero, ma sarebbe stato ingiusto perchè di interessante c'è qualcosa: le anticapazioni dedicate a "Gli orfani", la miniserie che aspetti con il gorilla che ti salta sulla spalla. E a tal propoisto fatevi un giro qui.
E ora le dolenti note. 

La storia
Spiace parlarne male. Spiace perchè Rigamonti è un autore dalle doti indiscutibili che ti ha già regalato un paio di perle (tipo il Gigante dello scorso anno e "L'ultimo regalo"), ma qui decisamente non riesci a trovare nulla di buono da dire. E non è un problema legato alla trama in se (abbastanza incosistente e tratti incomprensibile), ai personaggi (per una volta banali se non addirittura illogici) o alla sceneggiatura (affidata a troppe didascalie per non dover entrare nel dettaglio degli eventi).Non solo almeno. Il vero problema è che questa NON è una storia di genere fantascientifico. Peggio: i pochi elementi davvero futuristici sono introdotti come una sorta di deus ex machina/contentino per i lettori. 
Una storia brutta. E pure fuori genere.

Disegni. 
Non me ne voglia Giez, ma i suoi disegni danno l'impressione di essere stati realizzati durante un terromoto. Che voglio dire....prova te a disegnare diritto su un tavolo che balla e sbatte a destra e sinistra. 
Ovviamente qua e la c'è anche qualcosa di sufficiente (non osi definirlo buono...), ma nel complesso non c'è un solo volto (o anche solo una singola espressione) o un singolo paesaggio che ti sia andato a genio. Perchè a volte sembra che ci sia stato il terremoto e a volte che dei disegni diversi venissero incollati assieme per farne una sola vignetta. E il tutto con un'uso del bianco e del nero che ti ha fatto venire il mal di testa visto che non esiste alcuna sfumatura. O è tutto bianchissimo o è nero assoluto. Tertium non datur. 
Male. Molto male.

Insomma... 
Era dai tempi de "I Contaminati" che una storia di Nathan Never non veniva bocciata senza appello alcuno. L'autore è diverso (ieri era Vietti, oggi Rigamonti) e  tutti DEVONO anche sbagliare prima o poi, ma il disegnatore era lo stesso....e questo invece è grave. 

Valutazione
Soggetto: 4
Sceneggiatura: 4.5
Disegni: 3