giovedì 20 giugno 2013

Nathan Never #265- Eroi nella polvere. Che anche volendo....


Di buono ci sono, in un ordine del tutto casuale, la copertina che per una volta non sembra colorata da un artista futurista (non si pensi che ce l'ho per qualche ragione con Gianmauro Cozzi, esprimo solo un parere personale), l'esordio positivo di due nuovi disegnatori e......e......boh, credo sia tutto. 

1) Eroi nella polvere
Vagando per internet mi pare di capire che la cosa che ha lasciato i lettori più perplessi sia quella scena in cui Branko scaglia un'auto a 30 metri di distanza. Si, in effetti è un pelo eccessivo. Ok dai, vi do ragione e dico che è assurdo. Ma se il problema fosse stato solo quello saresti qui a pronunciare un classico "chissene....".
Il problema invece è che se cerchi di comprimere una storia di 94 pagine in metà dello spazio poi alla fine te ne esce una cosa che non è ne carne ne pesce. Colpa dell'autore? Mah, no, non direi. Questione di spazio e basta. La storia infatti segue una linea narrativa chiara e molto classica: i due agenti vengono accolti freddamente dalla comunità e alla fine finiscono per aiutarli e per diventare tutti amici (in soldoni, molto in soldoni). Solo che in così poco spazio finisce per mancare tutta la parte che dovrebbe esserci tra il primo incontro e la battaglia finale. E anche i dialoghi ne escono forzati. 
Un gran peccato visto che alcuni personaggi sembravano potenzialmente interessanti. 

2) Ali d'acciaio 
Discorso strano. Una storia a tutti gli effetti fantascientificamente coerente. Che se parli di nano-macchine e di bio-ingegneria sei a cavallo. Per certi perfino una storia che sfrutta anche qualche comprimario dell'Agenzia Alfa. 
E quindi? Quindi c'è solo quel problema che Yana passa con frequenza disarmante dall'essere un personaggio interessante all'essere semplicemente assurda. Oh, va detto che Barzi voleva dare vita a un personaggio sorprendente e che in parte ci è riuscito. Però quel finale ti ha fatto inarcare un sopracciglio.... 

Disegni
Due nuovi disegnatori. Benissimo Meli e molto bene anche Fiorelli. Peraltro direi entrambi molto a loro agio e perfettamente adeguati al tipo di storie che hanno dovuto disegnare. Novità molto, ma molto, apprezzate. Si spera di rivederli a breve alle prese con qualche tavola in più.

Quindi
Che dire. Che se vi perdete l'albo non vi perdete nulla di fondamentale. E che, senza nulla togliere al lavoro degli autori, francamente ti sembra un numero che può interessare solo ai completisti..... 

Valutazione
Maluccio le storie, senza infamia e senza gloria. 
Benissimo invece i disegni.