venerdì 7 giugno 2013

Dampyr #159 - La bestia del Gevaudan

Premessa sul metodo
Grosso modo quando scrivi le tue, diciamo, recensioni (manco avessero valore scientifico...) dividi le storie in varie categorie. Ci sono le storie fantastiche, quelle buone perchè scritte bene, quelle che potevano essere buone se solo..., quelle normali che in un prodotto seriale vanno messe in conto, quelle mediocri che si salvano perchè scritte bene e (raramente) quelle pessime. 
Questa storia fa parte di quelle che potevano essere buone se solo.... 

Buona l'idea 
Una storia genuinamente horror è sempre gradita. Specie da quando Dylan Dog ha preso (qualche anno fa a dire il vero) la strada dell'anonimato (*). Ancora meglio se lo spunto è dato da un mistero vero frutto della cronaca nera della seconda metà del '700. Se poi resusciti, per una volta, anche uno dei primi Mastri della notte (Verdier) e richiami un'altro personaggio di indubbio fascino (Araxe) dando il là ad un nuovo filone narrativo hai tutta la mia attenzione. 

Ma poi
C'è però il problema che da tanta carne al fuoco esce più fumo del previsto. Detta in modo pessimo, lo so, ma non fateci caso. 
La storia ha un solo vero difetto: il ritmo. E non è poco. A conti fatti Artusi e Lombardo impiegano moltissimo a gettare le basi che portano al finale e si perdono in una certa verbosità che a tratti rende difficile la lettura. Di più: introducono pure un paio di personaggi che di fatto non servono a nulla. Non che sia un problema (specie se introdotti per un uso futuro), ma di certo non sono un punto di forza di questa specifica storia. 
Infine si arriva, leggermente esausti, al finale. Rapido e veloce come dovrebbe essere. Oddio, forse anche troppo rapido. E qui, a costo di sembrare incoerente, il tutto viene risolto con una serie di dialoghi abbastanza improbabili perchè troppo scarni. Peccato. 

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Disegni
Altro discorso per i disegni. Andrea Del Campo ti ha convinto appieno e ha realizzato davvero un bel lavoro. Specie per le (tante) scene in notturna dove ti è sembrato decisamente a suo agio. Insomma: si spera di rivederlo a breve.
Nota a parte per Andrea Artusi. A volte bastano poche pagine per lasciare un segno. E le sue poche pagine sono fantastiche.

Insomma
Ottimo spunto e ottimo punto di partenza per futuri sviluppi. E sicuramente eccellenti i disegni. Peccato che la storia, di per se stessa, non si sviluppi in tutta la sua potenzialità. 

Valutazione
Soggetto: 7.5 (guardando al lungo termine)
Sceneggiatura:
Disegni: 8




(*) tra l'altro ne approfitto per dire che ho accolto con entusiasmo la notizia che Roberto Recchioni è il nuovo curatore di Dylan Dog. Che si sappia.