sabato 1 febbraio 2014

Le Storie #16 - Friedrichstrasse. La recensione


Questa recensione andava scritta parecchi giorni fa, solo che poi è rimasta la, in sospeso tra le cose da fare e così quando ti sei messo di buzzo buono a scrivere ti sei anche reso conto che le tue impressioni a caldo erano molto diverse rispetto a quello che ti frullavano in testa a mente lucida. Nel bene e nel male. O anche solo nel bene perchè, senza fare tante storie, dirai anche che questa Storia ti è piaciuta molto e che alla fine ti è rimasta impressa dentro. 

Tetro, grigio, nascosto 
C'è uno stile narrativo ricercato ed intelligente alla base del successo di una storia che altrimenti avrebbe potuto essere solo una raccolta di cliché e di cose già viste. Due protagonisti (anzi tre, perchè ci aggiungi anche l'intero sistema paranoico di controllo messo in piedi dalla STASI che di fatto condiziona ininterrottamente le mosse ed il pensiero stesso dei personaggi che si muovono sulla scena) che si muovono su strade parallele. L'anonimo agente, taciturno ed efficiente, e la cantante, sola e depressa figlia di un mondo privo di colore. Due personaggi e due parabole opposte, la redenzione dell'uno che viene accompagnata da una genuina riscoperta del lato umano e la consumazione dell'altra pronta a sacrificare tutto e sopratutto se stessa sull'altare della gloria e della sicurezza. Umanità diverse ed introspezione semplice ed essenziale, ma profonda e straordinaria per il dettaglio. 
E sullo sfondo sempre Berlino. Anonima, grigia, ordinaria fin quasi alla banalità eppure proprio per questo così cupa ed estranea, capace di trasmettere un continuo senso di inquietudine, di maniacale paranoia e il sottile sentore di essere sempre sotto controllo. Con poche parole e con poche spiegazioni visto che la storia parla da sola. 

Disegni
L'ultima vota che hai commentato i disegni di Matteo Mosca era stato ai tempi del primo autentico capolavoro pubblicato in questa collana. Va da se che la Berlino opprimente e grigia in cui la storia si sviluppa concede una libertà limitata, ma non per questo le tavole sono meno apprezzate. Al di la del fattore tecnico vi è la capacità di dare corpo a quello che ci viene narrato, l'abilità nel produrre le atmosfere del tempo e del luogo e di passare da anonime strade a spaccati quasi onirici e di sicuro impatto (tipo a pagina 40) fanno la differenza. Una grande prova e basta. 

Voto 
Soggetto: 8.5
Sceneggiatura: 9
Disegni: 8

Consigliato. Ma per davvero!