martedì 18 febbraio 2014

Smetto quando voglio. La recensione (per modo di dire)

E si, capita anche che, in banale lunedì sera tu prenda armi e bagagli e te ne vada al cinema per vedere un film che per varie ragioni rappresenta un'eccezione clamorosa alle tue regole. Perchè tu di solito non guardi film italiani (che di regola hanno sempre gli stessi 3 attori del cazzo) e specie se sono commedie (visto che quelle fatte in italia di solito sono delle stronzate). Però....però questo aveva qualcosa che ti attirava. E cazzo, hai fatto bene a fare l'eccezione, perchè il film ti è piaciuto tanto e ti sei divertito parecchio. 


Ti è piaciuto per tante ragioni. Perchè per essere una commedia è davvero ben pensata, fa ridere senza ricorrere alle solite quattro scenette viste e riviste e, soprattutto ti ci sei pure un po' riconosciuto. 
Un chimico che lavora per 500 euro al mese, un'altro che fa lo sguattero in un ristorante cinese, un archeologo che deve elemosinare il pranzo, due latinisti che fanno i benzinai, l'economista che scrocca soldi alla ragazza Sinti  e l'antropologo che cerca lavori improbabili. Ci potresti mettere dentro qualunque altra categoria di laureati senza lavoro che affolla l'Italia, gente che si è fatta il mazzo sui banchi di scuola e che arriva a fine mese per miracolo. E allora tutto il resto viene di conseguenza. Perchè quel tipo di persone lo conosci e perchè in fin dei conti anche tu hai passato le stesse tristi giornate e  quindi finisci per fare spudoratamente il tifo per loro. 

Mettici che i mezzi a disposizione del regista erano tanti, che gli attori fanno egregiamente il loro lavoro e che si percepisce la voglia di fare bene. E ricordate che, come detto all'inizio, si ride parecchio senza mai una battuta stupida e o forzata e che la storia scorre liscia senza intoppi. Che ne esce? Che è un bel film, di ottimo livello e che andresti anche a rivederlo volentieri. 

Quindi si, al cinema andateci pure, che alla fine ne sarete anche contenti.