venerdì 3 febbraio 2012

Una canzone per Sara

Può capitare, talvolta, di sentire il bisogno di recuperare qualche storia dal passato. Qualche albo che, ad anni di distanza, ricordate ancora nitidamente come se lo aveste letto solo ieri. Una storia che vi è rimasta nel cuore, scolpita nella vostra memoria al punto che, anche se leggete tante serie diverse e un'infinità di libri, ancora oggi ricordate passo passo in ogni dettaglio.

Nathan Never affronta un ottimo momento. La "Guerra dei Mondi" (che a differenza di quanto pensa chi non legge le avventure dell'agente Alfa non ha nulla a che vedere con gli alieni visto che su Marte ci vivono ex coloni terrestri...) è davvero ben realizzata.

Poi però leggi "Una canzone per Sara" (NN 102).

Ti commuovi, soffri con Nathan, odi Sawyer e resti ammaliato da Sara. E ti chiedi cosa è cambiato. Non è difficile. Sono passati 13 anni da allora (era il novembre del 1999). Medda scriveva molto più di oggi e la serie non era ancora stata sconvolta dalla "Saga Alfa" (NN 104-108) ne dalla guerra con le Stazioni Orbitali (NN 157-161). C'era ancora un Nathan Never che non era solo un eroe di carta lanciato a testa bassa in missioni sempre più complesse e sempre più oscure. C'era un agente che prima ancora era un uomo. Che amava, odiava e piangeva il passato e affrontava con forza il presente. Che un giorno si ritrovò a pensare a Sara e si chiese quello che tutti una volta ci siamo chiesti o ci chiederemo. "E se...?". E allora ci venne regalata questa storia. Una storia che oggi non è più possibile. Perchè ne conosciamo il finale (Sara è tornata eccome subito dopo la guerra con le Stazioni Orbitali) e perchè il Nathan Never musone e dedito a riflessioni intime non esiste più.

Oggi. C'è un eroe che combatte nemici sempre più forti ed enigmatici ( Mister Alfa, Aran Darko, l'Uomo Quantico e magari in futuro ancora Neos e Kal Skotos e Vania Oliphant).
Ieri. Un eroe che in passato, quando nacque la serie, non esisteva. Avevo di meno e avevamo di più: avevamo solo un uomo. Ed è per ricordare quell'uomo che leggiamo ancora oggi dopo 13 anni "Una canzone per Sara". E che anche sapendo come andrà a finire sogniamo che possa finalmente riunirsi a Sara.

Amarcord. Necessario come l'aria che respiriamo.

(Se volete una recensione di questa storia meravigliosa vi rimando qui)