venerdì 8 novembre 2013

Saguaro #18 - La tribù del cielo

Questo mese credo che TUTTE le recensioni di albi a fumetti arriveranno in ritardo (eccezion fatta per Nathan Never, Le Storie e Orfani)....vi chiedo scusa in anticipo ma sono giusto un pelo incasinato con gli impegni...

Tra l'altro, giusto per essere perfidi, l'albo n° 18 non doveva essere l'ultimo della serie? Non c'erano in giro degli espertoni che profetizzavano la chiusura solo perchè a loro non piaceva la serie in questione? Andate a vedere il pesce, che quello magari lo sapete fare!

Mignacco a casa sua 
Chissà perchè ma l'idea di leggere una storia di Luigi Mignacco, ambientata nella New York degli anni '70 e che ha per protagonista un personaggio duro come l'acciaio ti gasava parecchio....chissà perchè...
In pratica questa è una di quelle storie che non possono che funzionare alla perfezione grazie ad un mix composto da un'ambientazione perfettamente utilizzata, una storia solida, ordinata e ricca di citazioni cinematografiche (dal nativo che scappa da un boss della malavita, alle bare dei caduti in Vietnam usate per importare droga, al finale da puro gangster movie) mescolato ad una buona dose di talento narrativo. Un Mignacco in forma, che appare totalmente a suo agio e che a tratti sembra anche essersi divertito. E che trova anche il tempo per arricchire la continuity con l'introduzione di una nuova sotto-trama. Tanta roba, che dimostra come la serie abbia enormi potenzialità. 

Disegni
Non me ne vogliano gli altri disegnatori della serie, ma al momento Marco Foderà è l'artista che mi sembra rendere meglio le storie di Saguaro. Un po' per il tratto molto preciso, un po' per l'abilità di dare corpo alle situazioni narrate e di trasmettere emozioni. E magari un po' anche per gusto personale.

Quindi
Bell'episodio, solido, coinvolgente e con quel tanto di novità che fa sempre piacere vedere anche all'interno di una serie che pure ha un a struttura estremamente classica. 

Voto
Soggetto: 7
Sceneggiatura: 7.5
Disegni: 7.5