mercoledì 24 dicembre 2014

Nathan Never Speciale #25 - Alla deriva



Soggetto: Giovanni Eccher
Sceneggiatura: Giovanni Eccher
Disegni: Matteo Resinanti e Antonella Vicari

Premessa
Una storia classica e al tempo stesso abbastanza strana e che per forza di cose dovrà inserirsi in qualche modo nella continuity della serie regolare. A meno che far passare al protagonista un anno desolante su un sasso a fare il contadino non sia da considerarsi un espediente come tanti per scrivere una storia. 
Va da se che nel primo caso (ossia che la cosa abbia delle conseguenze effettive) ci troviamo di fronte ad una gran bella storia, nel secondo (tutto finisce con l'ultima pagina dell'albo) parleremmo invece di una buona storia e ci fermeremmo li. 
Sta di fatto, se non lo avete notato subito, che in ogni caso si tratta di una buona storia e che questa è la sola cosa che al momento ti interessa. 


Romanzo di formazione 
Di per se la storia non è altro (si fa per dire) che l'equivalente fumettistico di un romanzo di formazione, dove a crescere sono entrambi i protagonisti compreso anche il musone che pure di esperienze formative ne ha avute parecchie. 
E infatti mentre il percorso seguito da Florence ti ha sicuramente colpito e coinvolto, lo stesso non si può dire per quanto concerne le vicende di Nathan. Un problema? Mah...anche no, visto che lo stesso Eccher ha messo tali parti (quelle relative a Nathan) in secondo piano, quasi fossero un contorno alla portata principale. In sostanza la storia funziona e anche piuttosto bene. Non è mai trascendentale o memorabile ma è sicuramente una storia che riesce a generare interesse nel lettore e che propone un paio di momenti emotivamente importanti e che fanno breccia anche nel lettore abituale oramai abbastanza smaliziato e poco incline a compromessi. 
Poi volendo fare i precisini (cosa assolutamente NON richiesta) potremmo dire che è il contorno a funzionare meno. Un attentato terroristico usato come espediente che ti lascia abbastanza indifferente (e va bene così), ma soprattutto un finale che lascia poco spazio a quelle che sarebbero delle reazioni che uno si aspetta. Perchè se ti hanno dato per morto e lasciato a marcire nello spazio per quasi un anno il tuo rapporto non può rimanere immutato (si suppone che si rafforzi con chi non ha mai smesso di cercarti e si creino delle crepe con chi invece dopo pochi giorni si è tirato indietro). Ma anche questo è un discorso fine a se stesso e torna valido quanto detto nella premessa...se la storia avrà un seguito effettivo allora ne riparleremo...anzi, speriamo sinceramente di riparlarne!

Disegni
Una trama può generare parecchi problemi ai disegnatori. Specie se la stessa è ambientata su un sasso spoglio disperso nello spazio e negli ambienti asettici e sintetici di una nave da crociera. Il tutto per dire che l'ambientazione non concede a Matteo Resinanti e Antonella Vicari grande libertà di interpretazione (almeno credo...io di lavoro faccio il consulente...). Poi nella sostanza i disegni sono più che buoni e per quanto modesto sia il tuo parere dici anche che li hai sinceramente apprezzati, ma ovviamente vanno valutati in ragione della storia che viene raccontata. Ecco, era tutto qui.

Voto 
Soggetto: 6/7
Sceneggiatura: 7
Disegni:


Poi lo dirò fino alla morte: i miei voti esprimono sempre e solo pareri personali e non hanno nulla di accademico e dogmatico. Ne hanno valore maggiore di quelli che potreste attribuire voi. Mai prendersi troppo sul serio.