domenica 27 aprile 2014

Nathan Never Maxi #10. La brutta, la bella e quella interessante...

(Ogni volta che vedo una copertina di De Angelis provo una fitta di nostalgia...) 

Tre storie tra loro diversissime e tre declinazioni diverse del personaggio e del mondo nel quale si muove. E tre esiti che più diversi non potrebbero essere. 


1- La brutta 
"Il Mutaforma" è una storia piuttosto brutta (secondo te!). Una storia che vorrebbe essere orrorifica ripescando da uno dei classici della fantascienza, ossia dal tema dell'alieno subdolo e distruttivo. Il fatto che il plot sia trito e ritrito non ti causa alcun problema, ma quello che non funziona è tutto il resto, a partire da un ritmo che spesso e volentieri è decisamente soporifero e dal fatto che la minaccia non sia mai davvero convincente. Senza entrare troppo nel merito (se non ti esce un post infinito) alla fine speri che la storia non abbia seguiti di alcun tipo e che il tutto si perda nei ghiacci perenni... 

Voto: 4

2- La bella 
"Gioco e doppiogioco", scritta da Perniola e disegnata da Casini è l'episodio bello. 
Funziona quasi tutto, in questa storia che sembra ripescata dalle origini della seria e riadattata con successo in chiave moderna, a partire dalla scelta di dare a Nathan uno spazio in fin dei conti secondario eppure decisivo quasi fosse un osservatore disincantato alla ricerca di una morale che non esiste. 
Funziona anche la scelta di mettere al centro della scena un uomo disperato che dovrebbe essere vittima, che suscita simpatia nel lettore, ma che alla fine è un criminale puro e semplice pronto a tutto. E colpisce il fatto che il solo personaggio davvero puro, ossia la splendida figura della moglie malata, sia anche la sola vera vittima di tutta la storia. 
In verità la bravura di Perniola salta fuori in alcune scelte narrative di assoluto livello. E non mi riferisco tanto alla creazione assolutamente perfetta e coerente del Flower Village (una delle cose migliori viste nella serie da un paio di anni a questa parte), quanto ad alcune sequenze tra le quali spiccano:
1- il dialogo tra Carl e Julie che va da pagina 154 a pagina 157; 
2- la spettacolare sequenza d'azione di pagg 172-184;
3- la penultima vignetta di pagina 195, quando quella semplice immagine di un ombrello appoggiato ad un muro riesce ad esprimere una potenza emotiva incredibile. 
Piccole cose che fanno grande una bella storia e che ti hanno ricordato molto lo stile di Michele Medda.
Il fatto che poi ai pennelli ci sia Casini non fa che aumentare di molto il livello di gradimento generale. 

Voto: 8.5

3- Quella interessante 
Chiude "Rotta di Collisione". Che se uno si limita a fare il riassunto di quello che succede sembra una presa in giro, visto che in pratica è la storia di uno spettro guardone uscito da un buco nero per fare gli scherzoni all'equipaggio di un satellite privato, mandando in rotto di collisione appunto lo stesso con la terra. Per non parlare del fatto che non è assolutamente chiaro perchè quella gente sia andata sul satellite al solo fine di creare un bambola parlante....e si, detta così sempra una gigantesca coglionata. Però! 
Che si ovviamente c'è il però, che sta tutto nel fatto che in fin dei conti di quello che ho appena detto magari non è successo davvero nulla ed è stato solo il parto dell'immaginazione di un Nathan sotto stress e magari in fin dei conti gli eventi contavano fin la..... magari... 

Voto: 6 (sulla fiducia).