lunedì 10 marzo 2014

Snowpiercer. La recensione di un film che oggettivamente spacca....

Ok, Snowpiercer non è il nuovo Blade Runner. E non ci prova neanche visto che le due pellicole non hanno nulla in comune. Se è per quello non è neppure il nuovo Matrix. Nel senso che, parer tuo, questo film è fottutamente geniale, cosa che non si può dire per la banda di nerd volanti con il trench anche in estate 
Terzo, e non ultimo, Snowpiercer è di fatto una pellicola orientale, nel senso che si vede pesantemente la mano del regista coreano. E la cosa non è solo buona, ma fa la differenza.



La storia è semplice: nel tentativo di combattere il surriscaldamento globale l'uomo ha infine distrutto il mondo catapultandolo nella desolazione di una glaciazione che ha sterminato ogni forma di vita sul pianeta. Esiste solo un treno. I ricchi davanti, i miserabili in fondo. Una vita senza speranza, nel buio di una carrozza senza neppure un finestrino e alla mercé del sadico controllo di un signore senza volto alla testa del treno.
Come lo rendi un film del genere? Difficile, perchè se sbagli qualcosa ne esce una fesseria. E qua si vede la provenienza del regista che ha fatto un lavoro pazzesco.
Il film ha tanti pregi, ma tra i vari ci piazzi questi.

1- Totalmente imprevedibile 

La variazione di temi e toni narrativi è meravigliosamente spiazzante. A volte sei di fronte ad un film drammatico, poi di colpo di trovi nel grottesco (in senso buono), poi di colpo diventa violento oltre ogni limite e infine riesce a piazzare pure due spunti genuinamente orrorifici. Ogni volta che pensi di sapere cosa succederà resti spiazzato ed ogni scena finisce per andare in maniera completamente diversa da come ti aspetti. Prendete la scena qua sopra. Al di la del tocco di classe di mettere in scena un massacro senza un solo suono il suo sviluppo finale è talmente surreale da averti fatto fare i salti di gioia. 

2- Potenza visiva

Sarà anche secondario, ma certe immagini secondo te valgono da sole il prezzo del biglietto. L'acquario ti lascia a bocca aperta, la scena del pasto a base di sushi con il mondo proiettato fuori dal finestrino quasi fosse un quadro di un mondo in rovina è semplicemente eccezionale. Non è l'elemento dominante, ma sono piccole chicche... 

3- I personaggi e l'atmosfera 

Perchè un film dentro ad un treno ha dei limiti a quanto può essere serio. E allora interviene la pazzia di fondo che sembra dominare tutti gli attori in scena a partire dal protagonista che segue un suo personale cammino verso l'inferno. Il Sacro Treno ed il suo Divino Conducente trasudano malattia da ogni poro così come tutti coloro che entrano in scena, siano i buoni o siano il figli di puttana. Alla fine ti resta questa idea: il mondo è andato in rovina, i superstiti sono impazziti e non se ne rendono conto. 

4- Il ritmo 
Sparato a mille come il treno sulle rotaie ti prende per mano e ti tiene incollato alla poltrona fino alla fine. In realtà si prende pure la libertà di tirare il freno a mano qualche volta. Solo che quando lo fa è per stravolgerti e lasciarti meravigliosamente disorientato. 

Ok. Ho detto abbastanza. Snowpiercer è un film bellissimo, una delle migliori pellicole di fantascienza degli ultimi anni e talmente pieno di simbologie e  significati nascosti (a partire dal finale molto ambiguo) da meritarsi un blog a parte. Grazie a chi lo ha realizzato e chi ha lasciato piena libertà d'azione al suo regista. 

Da vedere. Ma di corsa anche!