sabato 22 marzo 2014

Dampyr #168 - Nella città dei morti

Non è che abbia smesso di leggere in questo periodo, solo che tra una cosa e l'altra ho meno tempo per scrivere (cosa dovuta a questioni temporanee comunque) come dimostra il fatto che non abbia più scritto quasi nulla ne di fumetti di partite...vabbè, passiamo oltre. 




La storia 
Un bell'episodio, che riesce senza alcuno sforzo a tenerti incollato alle pagine senza nessuno sforzo nonostante di fatto sia forse un pelo troppo verboso. Tu guarda, potrei già aver finito la mia recensione, ma facciamo finta di no e andiamo avanti. 
"Nella città dei morti" tocca quasi un record per la scarsa presenza del protagonista della serie (qui in solitaria) che appare come al solito dopo un lungo antefatto e inizia  fare davvero qualcosa solo verso metà. Osservazione che necessità però di due precisazioni: la prima è che quello che fa basta e avanza e che tutto quello che succede prima del suo ingresso in scena rappresenta la parte migliore della storia. 
Questo perchè l'antefatto è decisamente solido e si poggia su interessanti fondamenta (che poi non sono altro che i tanti filoni aperti nella lunga ed intricata continuity) e l'autore sfugge alla tentazione di rivelarci tutto subito lasciandoci nel dubbio fino alla fine. In particolare è azzeccata la scelta di sfumare il confine classico tra buoni e cattivi senza di fatto collocare in nessuna delle due categorie la misteriosa  Zaphira e lasciando che i suoi intenti risultino a lungo oscuri. 
Per il resto al solito buono il ritmo, anche se nel secondo atto (diciamo nella parte centrale, toh) rallenta un po', salvo poi riprendersi egregiamente. 

Chiudiamo con il sunto di tutto questo. Un ottimo episodio. Anzi, il tipico episodio di Dampyr: ottimo, ben sceneggiato e ben disegnato. Una serie di alta qualità come sempre. E dopo tanti anni non è scontato. 

Voto 
Soggetto: 7.5
Sceneggiatura: 7
Disegni: 7.5