domenica 26 febbraio 2012

Nathan Never # 247-248 - Scontro Finale

Nathan Never, albi 247 e 248
Dopo 3 eccellenti albi arriva il momento di affrontare lo scontro finale destinato a chiudere la saga della Guerra dei Mondi. Il compito non era per nulla facile date le enormi aspettative che gli albi iniziali avevano generato. E va subito detto, a scanso di equivoci, che Vietti è riuscito a superare ogni più rosea aspettativa. 

Trama
Innanzitutto va dato atto a Vietti di essere riuscito a creare una trama coinvolgente, emozionante e sorprendente (quest'ultima qualità in particolare è quella che fa la differenza) senza discostarsi troppo dalla canonica narrativa di guerra e dalla classica dicotomia tra il "bene", rappresentato dagli Agenti Alfa, e dal "male" rappresentato da Aran Darko, che assume qui, finalmente, la veste del nemico diabolico e spietato che ne aumenta la levatura.

Sia chiaro: non si tratta di un classico confronto nel quale i personaggi sono bloccati all'interno dei classici cliché dell'eroe senza macchia e del nemico senza onore. Anzi. La guerra dispiega tutti i suoi effetti devastanti sulla vita  dei protagonisti che ne escono profondamente cambiati. Non vengono meno i principi di fondo che ne governano l'esistenza, ma di fatto si chiudono alcune porte e se ne aprono altre. E qui stanno i meriti più evidenti di Vietti.  Nulla di quello che succede è casuale, ma semmai è sempre la logica conseguena di quanto già accennato e sviluppato negli albi precedenti. Una cura del dettaglio e, specialmente, della psicologia umana che merita un plauso. Per certi versi la storia più "Meddiana" (nel senso di Michele Medda) mai scritta da Vietti. Senza dimenticarsi però gli elementi Viettiani che raggiungono l'apice nella missione d'attacco all'Uni-Mente.

Ma, appunto, la perla sta nell'analisi introspettiva dei personaggi. Che emerge qui con naturalezza per mezzo dei dialoghi senza alcuna forzatura. Per fare qualche esempio: lo scambio tra Branko e Mendoza (NN 247) con Betty che ascolta nell'ombra,  il dialogo (esaltato dagli splendidi disegni di De Angelis) tra Kay e Resya (sempre NN 247), il drammatico confronto tra Legs e Janet (dove il dolore e la delusione di quest'ultima colpiscono per la naturalezza e la genuinità), il terribile, a modo suo, dialogo tra Betty e Sigmund, dove ciò che risalta è l'incomunicabilità tra due mondi diversi e due differenti visioni della vita (e dite quello che vi pare, ma Betty in questa saga, specie in questi due albi, ha acquistato finalmente una personalità che la rende una piacevole novità). Il massimo Vietti lo raggiunge nel secondo albo (NN 248). Qui assistiamo a un'inatteso sprazzo di debolezza di Darver, ai cedimenti di Elania che ne esaltano l'umanità che troppo spesso era stata solo abbozzata, un confronto duro e sincero come non si vedeva da tempo tra Legs e Nathan, l'unico sprazzo di "normalità" di Kos Aradan Primo, un scambio tra Tecnopati che ci ricorda come non siano degli eroi ma ragazzi vittime di due guerre (la prima che li ha trasformati e questa) che nella loro fragilità e debolezza cercano di dare un senso alle loro vite. E infine quel dialogo, nella notte e tra le macerie, tra Legs e Nathan. Lo abbiamo atteso per anni. E c'è più Nathan Never in quelle 3 pagine che in 20 albi precedenti.  
E a volte non seve neanche parlare. La sequenza che va da pagina 50 a pagine 53, all'insegna dei "contatti pericolosi", è semplicemente da incorniciare e consegnari agli annali. Lo dico ancora: complimenti a Vietti.

Ma c'è dell'altro. Ed è l'azione alla stato puro. Sequenze spettacolari, attentamente preparate e spiegate al lettore senza tediarlo mai con eccessi di alcun tipo. Tutto si sviluppa con chiarezza. Ma il finale è sorprendente. Nulla di scontato accade nel confronto tra Darko e l'Agenzia e la soluzione definitiva è a sua volta drammatica e dolorosa. Come detto all'inizio. Due albi spettacolari e da ricordare. 
Ci sarebbe altro da dire, riguardo a molti personaggi secondari e non (tra i vari Gloria Anderson, Betty e l'ammiraglio Tolwyn, ma lo faremo un'altra volta).

Disegni
Eccezionale come sempre il lavoro di De Angelis che disegna tutto il primo albo ("L'Uni-Mente") e le prime 73 pagine del secondo ("Scontro Finale"). Eccellente nel raffigurare gli interni di Sub City e dell'Uni-Mente, mentre della sua immensa bravura nel disegnare i personaggi, specie quelli femminili, non c'è nulla da aggiungere (Elania Elmore non è mai stata disegnata tanto bene, idem per Betty, mentre da sempre penso che il suo Sigmund sia il migliore). Mi permetto di far notare che da pagina 57 del secondo albo si nota un leggero calo, benchè il livello resti altissimo.
Le ultime 25 tavole sono toccate alla coppia composta da Barbati (matite) e Casalanguida (chine). Un lavoro breve ma che ha delle indubbie qualità, specie perchè non si discosta da quello di De Angelis dando un senso di continuità per nulla semplice da realizzare. In particolare bella la sequenza che va da pagina 86 a pagina 90, nonchè l'ultima vignetta che chiude l'albo.

Valutazione.
Soggetto: 8.5
Sceneggiatura: 9.5
Disegni: 9

Altre recensioni della Guerra dei Mondi:
L'inizio (albi 239-243)
Il giorno più lungo (albi 244-245)
I difensori (albo 246)

Osceno!

Premessa: sono un tifoso sfegatato della Juve. Da sempre.
Premessa 2: Ieri sera il risultato è stato l'emblema della falsità.
E che vuoi dire di questa porcheria??? 

Innanzitutto è scandaloso che il gol di Muntari non sia stato visto. Era entrato di circa 1 metro e, a parte la terna arbitrale, se ne sono accorti tutti. E qui si torna al solito discorso. Errare è umano, ma non cercare mai alcuna soluzione, nonostante la tecnologia odierna, è una fesseria. Per non dire altro.

Il gol annullato a Matri è un altro errore. Ma non facciamo la cazzata di parlare di "compensazione". A casa mia 1 errore + 1 errore da per risultato 2 errori. Non una cosa corretta.

Sta di fatto che anche il valore dei due errori è diverso. Sul 2-0 quel Milan (davvero impressionante ieri sera) chiudeva la partita. Non è una certezza, nel calcio non si sa mai, ma è comunque la sensazione che abbiamo avuto tutti. Ossia che la Juve, per la prima volta in stagione, fosse arrivata ad un passo dallo sfaldarsi. E, appunto l'ha salvata l'errore arbitrale.

Infine il fallo di Mexes. Era impossibile vederlo. Per questo c'è la prova tv. Evitiamo polemiche anche su questo.

Non mi è per nulla piaciuta la partita di ieri sera. Anche se la Juve ha portato a casa un punto che vale oro. Perchè alla fine è un risultato falso.

sabato 25 febbraio 2012

Rinvio

Vi rimando a questo post su Comicsblog. Buona lettura.

P.S:  annotazioni fondata sul gusto personale. Lanterna Verde è solo Hal Jordan, gli altri sono degli usurpatori. Sentry, invece, è semplicemente inarrivabile. Chiedere a Thor e agli altri Asgardiani per avere maggiori informazioni (ossia leggere Assedio.....crossover Marvel..)

venerdì 24 febbraio 2012

Nathan Never #246 - I Difensori

Dopo lo spettacolare e devastante attacco dell'Impero Marziano alla Città della Costa Est (qui) arriva il momento con questo "I Difensori" (NN246) di scoprire cosa sta succedendo nel resto del Mondo e come le forze superstiti e gli agenti Alfa stiano reagendo al tentativo di invasione delle orde di cloni mutanti.

Diciamolo subito: si tratta di una buona storia dall'inizio alla fine. Minata però da alcune semplificazioni che riducono drasticamente la verosimiglianza degli eventi narrati.
Andiamo con ordine.

La trama
Di base le idee impiegate da Vietti sono molto buone. Non sono originali, ma va detto che sarebbe stato davvero molto difficili esserlo data l'immensa mole di racconti di guerra esistenti.
Veniamo immediatamente calati nella realtà di Sub-City, nuovo centro di comando delle forze della resistenza terrestre e subito dopo, tramite un apprezzabile espediente narrativo (il racconto fatto da Jason Hyde a un gruppo di bambini desideroso di distrazioni) veniamo a conoscenza della situazione nel resto del Mondo. Niente inutili riassunti di quanto già visto, nessun eccesso di spiegazionisimo (cosa che rimane costante in tutto l'albo) e nessuna immagine non necessiaria allo sviluppo della trama. A ciò va aggiunto anche l'ottima qualità dei dialoghi che, fatto salvo un paio di casi isolati (e quindi trascurabilissimi), non cadono mai nella classica e banale retorica tipica della guerra. Sorpresa: mancano quasi del tutto (e la cosa vale per l'intera saga) i riferimenti all'eroismo dei protagonisti.
Ovviamente il ritmo è decisamente più lento rispetto a quello dei due precedenti albi, dove la tensione era sempre tenuta alle stelle, ma questo non è certo da considerarsi un difetto, bensì una ovvia conseguenza degli eventi che vengono narrati. Qui infatti non si parla di un attacco a sorpresa o di una battaglia senza tregua, ma della vita dei superstiti nel mezzo delle macerie della città caduta.

Iniziano inoltre i drammi personali dei singoli protagonisti che prenderanno poi il largo nei due albi a seguire. Nel mezzo della guerra i rapporti personali vengono ridisegnati e i ruoli riassegnati. Così capita che vecchie storie mostrino pericolose crepe (Legs e Janet), che persone solitamente granitiche diano segni di cedimento emotivo (Janet nel dialogo con Kay) o si trovino a ripensare al proprio ruolo (Janine) o mettono in dubbio tutto ciò in cui credono (Branko, preannunciando verosimilmente il ritorno della saga dei Mutati alla fine della Guerra dei Mondi....). Rapporti umani che cambiano e vecchi personaggi che tornano dopo tanto tempo in quelle che sono le pagine più tipicamente Neveriane (nel senso del Nathan Never delle origini) che Vietti abbia mai scritto.

E fin qui tutto bene.
Ma poi ci sono le note dolenti. Che sono rappresentate da una serie francamente poco credibile di semplificazioni, che sebbene molto funzionali al prossimi futuro della continuity, sono decisamente dannose all'interno della storia in questione. Intanto prosegue la lunga serie di miracolosi salvataggi di cui gli agenti Alfa continuano a beneficiare. Nell'ordine: 1) prima Nathan viene salvato da Morrigan (che guarda caso gli era anche stato chiesto di cercare a tempo perso) durante una missione nella quale il nostro eroe fa una figura pessima (l'intera squadra annientata da una sola sentinella...), poi 2) Legs e Nathan scappano dai droidi subacquei perchè, caso fortunatissimo, si trovano proprio nei pressi del vecchio covo delle telepati oscure (NN 240-241) e dopo aver recuperato Link 3) vengono salvati dall'intervento di un plotone inviato da Olsen. Senza che si capisca con quale autorità l'assistente di Elania Elmore abbia potuto dare ordini alle truppe del generale Moses.....
A questa serie di colpi di fortuna, che sarebbero comunque passabili, si aggiungono due eventi decisamente eccessivi per essere davvero credibili. Il primo è la morte di tutti i tecnopati della Città tranne QUEI TRE. Infine l'individuazione dell'Uni-Mente da parte di Jerry Lone. L'Uni-Mente (di cui Lone sa il nome esatto sebbene nessuno nell'albo l'avesse mai chiamata così e questo dovrebbe essere un elemento noto solo a Darko, Kane e l'Imperatore) si trova in un luogo assolutamente idoneo a differenza di quanto si può pensare. Semmai il problema è che non ci sono difese che impediscano ai velivoli nemici di avvicinarsi....

Disegni.
Era difficile fare bene dopo la sontuosa prova di Olivares nei due albi precedenti. E invece Sergio Giardo ci riesce benissimo. I disegni, che si caratterizzano per un tratto decisamente classico e che ricorda molto il Nathan dei primi anni, sono in generale ottimi. In particolare ricordo le sequenze alle pagine da 10 a 13, quelle da pagina 24 a 31, poi 53-55 e 69-77. Ottima la resa dei singoli agenti Alfa.

Insomma. Un buon albo di transizione tra l'inizio della guerra e lo scontro finale. Anche se, senza alcune semplificazioni, avrebbe potuto essere ancora meglio. Nota di merito a Giardo, che si trovava schiacciato tra due mostri sacri come Olivares (per i primi due albi) e De Angelis (per i due successivi) e riesce a fare un figurone.

Valutazione.
Soggetto: 7 
Sceneggiatura: 7
Disegni: 8

Altre recensioni alla Guerra dei Mondi:
La guerra dei Mondi, NN 239-243
Il giorno più lungo, NN 244-245

martedì 21 febbraio 2012

After Dark. Murakami Haruki.

After Dark è un libro decisamente diverso dalla media alla quale Murakami ha abituato i lettori. Nessuna suggestione surrealistica, nessun elemento "fantastico" e  nessuna allucinazione onirica. Non assomiglia quindi a "1Q84", a "Dance Dance Dance" o a "Kafka sulla spiaggia" (di cui mi riprometto di parlare nei prossimi giorni).
Ma a ben vedere non ci sono neppure i drammi personali e le disanime intimistiche che caratterizzano romanzi come "Norwegian Wood" o "La ragazza dello Sputnik".

E allora che cos'è questo "After Dark"?
Una cosa semplice. La storia di una notte. O meglio (perchè sempre di Murakami si parla) la storia di 6 personaggi che si incontrano, per caso, in una notte come tante altre, nel cuore pulsante della "bestia". Dove la bestia è l'immensa città di Tokyo.

Si comincia da Mari, studentessa di 19 anni, che passa la notte in un bar leggendo un libro. Personaggio affascinante. Come può esserlo una ragazza sola nella notte, tendenzialmente asociale e malinconica. Attorno a lei ruoteranno le altre storie. Nel bar infatti entra Takahashi, studente (si fa per dire...) che suona il trombone in un gruppo Jazz. Il ragazzo conosce Mari. Ma soprattutto la sorella di lei, la bellissima Eri. Che dorme a casa sua. Ma è un sonno strano, troppo profondo che scopriremmo, per bocca di Mari, non essere del tutto normale. Dorme in una stanza quasi spoglia dove c'è una tv che si accende e qualcuno osserva. Ma la notte è lunga e Mari, a suo modo, si trova ad avere a che fare con una prostituta cinese che è stata picchiata in un Love Hotel da un mite impiegato con qualche demone dentro. La direttrice del Love Hotel, ex lottatrice, le chiederà una mano. E la storia procederà. Via via sempre più intensa e profonda fino a farci conoscere nell'intimo Mari e tutti i personaggi che in una notte si possono incontrare. Ma è una conoscenza, quella che abbiamo dei personaggi, limitata. Perchè? Perchè in una notte non ci è dato di sapere più di quanto le persone sono disposte a dirci. E allora ci limitiamo ad afferrare brandelli di confessioni. 

Una storia fatta di lacerazioni e tagli. Di separazioni. Ma, e qui sta il bello, priva di pessimismo e fatalismo. Soprattutto una storia normale, dove dall'enorme mosaico composto da personaggi diversi e, per certi versi, inavvicinabili, traspare un forte senso di solidarietà. Ogni personaggio finirà per incidere sulle scelte del'altro e per stopparne una routine fine a se stessa e mai fine alla felicità.
Due sono i personaggi che più si imprimono nella memoria: le due sorelle, Mari ed Eri. La prima è l'anima del racconto, la seconda è la vittima (se così si può dire) consapevole di se stessa. Due anime diverse e divergenti. Ma anche due cuori che battono all'unisono in una ricerca spasmodica e inconsapevole della metà mancante.

Oscilliamo tra realtà e sogno. Che rimangono però distinti. Anche se alla fine rimane il dubbio che, nel cuore della notte, esista davvero una differenza tra ciò che è reale e ciò che immaginiamo.
E alla fine vorremmo sapere dove ha portato la notte. Ma al sorgere del sole tutto finisce. E una notte può cambiare molte cose, ma solo il tempo ne porta i frutti. Vi chiederete cosa voglia dire. Leggete il libro e lo saprete :-).

P.S: anche lo stile narrativo è molto diverso dagli altri lavori di Murakami. Vediamo tutto attraverso una telecamera immaginaria, come spettatori davanti ad uno spettacolo televisivo in cui tutto è accompagnato da una voce narrante fuori campo. Un esperimento post-modernista. Ma decisamente riuscito.

Altri libri dello stesso autore. 
1- Dance Dance Dance
2- Norwegian Wood 
3- 1Q84

lunedì 20 febbraio 2012

RAQIYA. Ovvero qualcosa che vale la pena di leggere.

Di per se Raqiya non è esattamente così originale come si dice qua e la (e come hanno ben capito i lettori). Alla fine di base siamo sempre su uno dei temi più usurati dell'universo Manga: l'Apocalisse in salsa mistica cristiana. Che però, per quanto sia un tema ricorrente, è sempre molto evocativo, specie quando l'autore anzichè lasciarsi andare ai soliti 4 luoghi comuni decide di approfondire l'argomento e di trattarlo da un'ottica diversa.
E qui l'ottica è quella dello scontro, iniziato tra II e III secolo (D.C....) tra la chiesa cattolica e la dottrina gnostica.  Lo scontro si concluse con la vittoria indiscutibile della prima corrente (che al tempo prendeva il nome di "ortodossia") che divenne il culto ufficiale  e l'annientamento della corrente avversa che venne bollata quale eresia. Bene. Presupposto di questa serie breve (si tratta di 5 albi editi da Panini) è che lo scontro non sia affatto finito e che gli gnostici siano ancora tra noi e attendano, nell'ombra, l'ora della vendetta.

Al centro di tutto c'è Luna. Splendida ragazza che studia e vive (all'inizio della storia....) negli Usa. Luna ha vissuto un dramma quando era bambina. Ma quel dramma è stato cancellato almeno per un po', in attesa di tempi migliori a seguito di un patto concluso con una figura di discreto peso nell'esistenza dell'universo....(leggete e saprete cosa diavolo sto dicendo....).  Da qui il tema dominante della serie: chi è esattamente Luna? Umana, dea madre di dio o demone distruttore dell'umanità? Destinata a spezzare gli uomini o a restituirli a Dio? Ecco, non lo so ancora (al momento ho letto i primi 3 numeri :-)), ma di certo non ve lo vengo a dire così a gratis.
In ogni caso oltre ad una buona idea, Masao Yajima mette in piede un'ottima sceneggiatura che alterna momenti mistici a ottime accelerazioni all'insegna della pura azione, senza trascurare qualche gag comica incastrata sempre a pennello.
Nota a parte per i disegni di Boichi. Nulla di nuovo rispetto a quanto ci aveva abituato: tanta cura nei dettagli e personaggi decisamente convincenti. Potrei dire altro, ma tanto una volta detto che i disegni sono ottimi non resta molto altro...
Acquisto consigliato. Ma per davvero stavolta! 

domenica 19 febbraio 2012

Nathan Never #244-245. Il giorno più lungo di Nathan Never.

E cominciamo a parlare di questa seconda parte (albi 244-249) della "Guerra dei Mondi". Tanto per ricapitolare ricordo che della prima abbiamo (albi 239-243) già parlato qui . Invero è assai difficile parlare di questa seconda parte dedicata agli eventi bellici senza dividerli in più sottogruppi (e solo alla fine, nei prossimi giorni farò una valutazione complessiva della saga).

Cominciamo allora a parlare del primo giorno. Ossia di "Distruzione" (NN 244) e "Il giorno più lungo" (NN 245).


La trama
La storia inizia decisamente bene. La città è sotto attacco da parte degli immensi tripodi di Marte. Il panico dilaga e i civili vengono massacrati. E qui il primo complimento a Vietti: se l'idea era quella di rendere l'immagine di una città nel caos e divorata dal demone della paura va detto che il risultato è senza dubbio stato raggiunto. Quel tocco di orrorifico nella rappresentazione dei soldati mutanti marziani e le carcasse di ossa umane che appaiono qua e la fanno il resto. Certo: l'idea del tripode non è originalissima, ma visto il titolo della saga ci sta tutto. Per di più che Olivares li rende a meraviglia (e sull'eccellente lavoro di Olivares torneremo più sotto).
La trama infatti procede spedita che è un piacere e subito possiamo apprezzare due caratteristiche che si manterranno immutate anche negli albi a seguire: 1) gli eventi che Vietti decide di narrare sono relativamente pochi e quindi molto dettagliati (e questo è un bene visto che la saga della guerra tra Terra e Stazioni era invece troppo caotica); 2) la scansione temporale degli avvenimenti è molto ben curata e tutto arriva a compimento senza che si percepiscano forzature di sorta. Due scelte narrative che ho apprezzato molto e che rendono la storia molto più godibile, complice anche un ritmo serrato e incalzante che non presenta alcun momento di stanca. Difficile non apprezzare la battaglia per la Galahad Shield o la debordante potenza della Ares, nave madre della flotta di invasione marziana.
Mano a mano che scorriamo le pagine aumenta il volume dello scontro. La battaglia si intensifica gradualmente, i colpi di scena si moltiplicano (senza che Vietti si lascia mai andare a pacchianate di alcun genere) e il senso di dramma cresce inesorabilmente.


I protagonisti
Al tempo stesso vengono gettate, molto bene, le basi dei successivi sviluppi. I primi due confronti (verbali) tra il redivivo Aran Darko, vera anima nera della serie (e peraltro la sua parte è una delle cose più riuscite della saga) e Atticus Kane fanno già presagire eventi futuri.
Idem i primi cedimenti emotivi di Elania Elmore, tanto nel confronto con Nyda Maverick e la ricerca ossessiva e disperata del figlio(1) dal quale emergono tutte le sue difficoltà nel confrontarsi con un ruolo che troppo spesso esonda le sue forze (e tema costante di molte storie passate). Peso che dimostra di subire quando deve appartarsi in bagno per poter sfogare la frustrazione e la tensione con un pianto liberatorio.
Ho apprezzato molto anche la caratterizzazione di Gloria Anderson. Dura, determinata e priva di esitazioni. E decisamente al posto giusto nel momento (storico) giusto.

Comincia a muoversi qualcosa anche nei rapporti interni all'Agenzia. Nel senso dei rapporti personali assistiamo a un acceso dibattito tra Betty e Nathan (che peraltro la ragazzina qualche ragione ce l'ha a dire il vero) o al duro confronto tra quest'ultimo e Sigmund. Confronto nel quale Nathan ricorre a una pesante dose di cinismo nel canzonare l'eroismo interessato del polacco. Mica male.

Ma il top è senza dubbio il ritorno di Legs (e Janet). Anzi: lo scambio, veloce ma ricercato, di sguardi tra Legs e May. Una cosuccia che aspettavamo solo da 7 anni e che prima o poi andrà approfondito (e si comincia già in " Scontro Finale", ossia nel numero 248). La gioia coperta dallo stupore di May  da una parte e la strizzata d'occhio di Legs per ora valgono il prezzo del biglietto. Come lo vale lo scontro Marvel-Style(2) tra Link e l'Hyperion ad alto tasso di spettacolarità (senza che però ci si dimentichi dei retroscena psicologici che stanno dietro al confronto diretto tra Darko e l'Agenzia Alfa).
Comincia ad inserirsi poi nella continuity anche Kay. Ed era pure ora...

Tutto bene quindi. Anche se qualcosina da ridire c'è. Specie l'inizio della sequela di salvataggi all'ultimo secondo di cui tutta la saga sarà infarcita. Nathan che viene salvato da Sigmund (NN 245, nei sotterranei del laboratorio), l'hovercraft dell'Alfa salvato da Kay prima e da Legs poi e infine ancora Nathan e soci salvati da Emma (che non vedevamo dai tempi della saga spazio-temporale). E ne "I Difensori" (NN 246) sarà una sagra di salvataggi miracolosi (ma ne riparleremo).
Qualche dubbio anche sul piano militare terreste. Dato che tutte le forze marziane sono impegnate sulla Terra non è chiaro perchè non si pensi di usare la flotta del comandante Wells per attaccare Marte alle spalle quando è privo di difese. Ma almeno qui si capisce che è per chiare esigenze narrative, quindi non ha senso fare troppo i puntigliosi (anche perchè non ci è dato sapere quali siano effettivamente le risorse belliche che i marziani hanno tenuto di riserva). Difetto che però è ampiamente compensato dalla marcia distruttiva con cui i tripodi annientano una per una tutte le strutture di comando terrestre. E dopo le pacchianate a cui avevamo assistito nella guerra tra la Terra e le Stazioni è sicuramente un passo avanti non da poco.

I disegni.
Chapeau a Olivares! L'ideazione grafica della serie è tutta sua e  non posso fare altro che lodarne il lavoro.  Non tanto per i tripodi, che sebbene ben realizzati non sono certo il massimo dell'originalità, quanto per "cosucce" come la Ares, i corazzati marziani e i soldati mutanti.
Per il resto un lavoro eccellente. Tra le varie:  l'assalto dei tripodi, le battaglie orbitali, lo scontro tra Link e l'Hyperion, la caduta del palazzo proconsolare e la città ridotta in macerie. Facendo così torto a tante altre tavole assolutamente straordinarie.
E qui la brutta notizia che tutti conosciamo da un pezzo. Finito questo lavoro Olivares passa anima e corpo a disegnare Dragonero(3). Ovviamente gli facciamo i migliori auguri (e certamente seguirò questa nuova saga in uscita nel 2013), ma di certo ne sentiamo già la mancanza :-(

Concludendo. 
Due albi (ma una sola storia) splendidi che ripagano della lunga attesa i tanti lettori. Le aspettative erano enormi (anche perchè la saga era in ritardo di due anni rispetto agli annunci) ma alla fine possiamo dirci soddisfatti. E il bello è che ancora non sapevamo che era solo l'inizio.... :-) E bravo Vietti! 

Valutazione
Soggetto: 7/8
Sceneggiatura: 9
Disegni:


(1) peraltro fare da baby-sitter al piccolo Matty  porta una sfiga pazzesca. Siamo alla seconda che muore...  meglio cercare lavoro altrove....
(2) i colpi sparati dal palmo della mano da Link fanno molto Iron Man con i suoi repulsori...e  a me Iron Man piace un sacco.
(3) tuttavia il buon Giancarlo, tramite forum ufficiale di Nathan Never, ha già avuto modo di chiarire come, se possibile, intenda in futuro regalare ancora qualcosa ai fan dell'Agente Alfa. Forse è difficile, ma perchè non sperare?