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martedì 5 marzo 2013

Educazione siberiana. Il film

Visto ieri sera al termine di una giornata nel segno del nulla e film che aspettavo con una certa trepidazione. Che del libro non ho mai parlato e, a naso, non lo farò mai. Ma posso dire che mi era piaciuto tantissimo. Anzi....di più.  E poi il fatto che, tra gli altri, la parte del nonno/mentore spettasse a John Malkovich era motivo di soddisfazione.
E allora? Com'era questo film girato da un regista oggettivamente molto bravo e basato su un romanzo/diario/resoconto oggettivamente straordinario (nel senso di bellissimo)?
Diciamo che è esattamente come immaginavi. Bello, ma non bellissimo. Buono, ma lontano dalla perfezione. Appassionante ma, comprensibilmente, non indimenticabile. E costretto a pagare dazio ai tempi ristretti della pellicola al punto da dover cancellare alcuni personaggi pure fondamentali e riassumerne i caratteri in poche figure di spicco. Perdite anche gravi. Che a dire  il vero non hai capito perché siano stati rimossi il nonno Boris e il padre di Kolima (il secondo in particolare non era un personaggio di scarso rilievo...).


La storia nel suo complesso è la stessa in tutto e per tutto. La crescita di Kolima nella comunità dei Siberiani, la rigida e ferrea disciplina vigente, l'amore impossibile con Xenja,  la rottura con Gagarin e la caccia all'uomo.
Anche il ritmo del film, a voler essere obiettivi, è ottimo. Mai un momento di stanca, mai che ti sia venuta la tentazione di guardare l'orologio e un'impressione generale assolutamente ottima.

Ma allora? Dove sta il problema? Presto detto. Prendi la formazione di Kolima. Il romanzo è, non so quanto volutamente, un classicissimo romanzo di formazione dove il fascino deriva dallo scontro tra concetti apparentemente inconciliabili: la ferrea disciplina morale fondata  sulla dignità e la religione e il rifiuto della ricchezza, dei vizi e delle depravazioni, l'odio per le divise e, al tempo stesso il rispetto sacro dei "diversi" su cui si fonda anche un rapporto molto complesso tra Kolima e Xenja.
Qui, causa tempi ridotti la cosa sembra diversa. Pare la classica formazione di un gangster simil-siciliano e l'amore sembra reso impossibile proprio da quella diversità. Vale lo stesso per la rottura con Gagarin dal momento che allo spettatore sfugge un aspetto di grande impatto narrativo: il ragazzo non è il classico giovane ribelle anti-conformista, ma una pecora nera che tradisce un popolo intero. E non era un fattore secondario...

Quindi....
Diamo a Cesare quel che è di Cesare. E diciamo che è un gran bel film. Di più: se non siete reduci dalle suggestioni del romanzo è molto probabile che lo amiate. La natura stessa del clan, personaggi come Nonno Kuzya e Gagarin rappresentano elementi che colpiscono nel segno.
Quindi se il vostro dubbio è tra l'andare e il non andare a vederlo vi consiglio di scegliere la prima opzione.
Ma se avete letto il romanzo preparativi ad uscire con l'impressione di un buon film che però non ha fatto fino in fondo il suo dovere. Ma pur sempre, sia chiaro, di un buon film si tratta!

martedì 26 febbraio 2013

Revolution. Scusa dicevi?

Non me ne vogliano i fans di questa serie. Ho cominciato a guardarla sabato scorso e mi sono fermato alla puntata numero 6. Non per carenza di interesse, ma in attesa di altre puntante in lingua italiana. E però non capisco come fa ad aver avuto successo.... davvero, non capisco......

Tutto fermo, anche i motori a diesel e pure quelli a vapore! Ma davvero! 
L'idea di per se non sarebbe neanche malvagia. Un grande black-out elettrico che mette il mondo in ginocchio. Fantasia portami via e ispirazione a zero da politico in cerca di slogan elettorali a basso costo. Ci sarebbe da chiedersi quale black-out possa mai fermare un motore e una qualsiasi tecnologia non alimentata a corrente elettrica ma magari a legname e/o diesel. Perchè, sapete, nel 1900 c'erano navi e treni e si stampavano perfino i quotidiani. Da non credere. Ma lasciamo perdere, che sono oggettivamente dettagli da precisino nerd all'ultimo stadio. Serve infatti la sospensione dell'incredulità se no non ha senso andare oltre. Eddai....
A voler essere onesti ci sono degli aspetti molto positivi: ad esempio il fatto che il mondo non sia tornato al medioevo, ma al 1800 e la mancanza di atmosfere apocalittiche. Coerente perchè chiaramente non ci sarebbero le armi per un tale scenario e, in ogni caso, le conoscenze acquisite dall'umanità negli ultimi 6000 anni non andrebbero certo perse in soli 15 anni.

Trame avvincenti. Ma anche no. Ma anche forse
E gira tutto attorno alla ricerca di un modo per riattaccare la corrente che se no al prossimo natale niente lucine per strada e tocca accontentarsi del caminetto. E poi c'è quella roba fastidiosa di dover accendere le lanterne per strada ogni sera e che a noi sta aria pulita senza smog non ci piace per niente.
E il fratello pirla da salvare. E la mamma morta che non è morta. Che detta così è anche interessante. Non fosse per quelle secchiate d'acqua che allungano il brodo. Tipo la scena del maniaco sudista con la bandiera della confederazione che assedia con 3 cani tutta la ciurma di boy scout. E poi la tiritera sulla non relazione tra la protagonista e il soldato innamorato e il passato oscuro dello zio serial-killer. Ecco: la cosa ti ha già rotto le palle.

Infine e però
Però alla fine tutto sommato hai visto di peggio. Anche di meglio a dire il vero. Ma su una scala da 0 a The Shield (la tua serie preferita di sempre immagini...) le dai tipo un 6 e mezzo. Che significa che la guardi a babbo morto...
Il però è la protagonista....
che diremo che è anche una discreta topa....

mercoledì 20 febbraio 2013

Murakami Haruki. 1Q84. Libro 3, Ottobre - Dicembre.

Incipit
Della prima splendida parte avevamo parlato qui a suo tempo. Andate a darvi una rinfrescata.

Secondo incipit
Poi ci soffermiamo un momento su una serie di elementi legati all'edizione italiana. Due elementi. Il primo riguarda le dinamiche della pubblicazione. Capisco che in Giappone il libro sia stato pubblicato in più parti. Non capisco invece perchè la nostra editoria sia sempre così mediocre. Quando in Italia uscirono le prime due parti in Giappone l'opera era già conclusa. Costava tanto ridurre i tempi? Era necessario far aspettare mesi il lettore?? Secondo e quasi imbarazzante punto: lo spoiler in quarta di copertina? Ma stiamo scherzando? Ok, andiamo oltre.

Il libro
Vendendo al libro vero e proprio cosa possiamo dire? Che è un bel libro e conclude degnamente una storia a tratti meravigliosa, carica di segreti, misteri irrisolti e irrisolvibili e con una tensione latente sempre pronta ad esplodere. Ma devo anche dire che questa parte conclusiva mi è parsa al di sotto di ciò che l'ha preceduta. E , quasi infamante per un autore come Murakami, mi è sembrata quasi un'opera scritta "di maniera". Ed è la prima volta che mi viene alla mente una simile definizione per un suo libro. Chiaramente lungi dall'essere un'operazione commerciale e lontanissima dall'essere frutto di scarsa fantasia e pur sempre opera di enorme qualità. Ma pur sempre una minestra un po' allungata. Prendi Ushikawa. Il personaggio è chiaramente molto interessante con tutti i suoi difetti fisici e la sua personalità molto razionale. Si capisce anche che la sua funzione è quella di rendere vago il sottile confine tra bene e male. Ma il suo contributo si riduce spesso ad un riassunto di quanto già letto nelle prime due parti e solo la fine della sua avventura riesce a dargli una qualche rilevanza.
Stesso discorso per Aomame. Costretta ad una situazione di clandestinità finisce per essere, alla lunga, monotona e lontana anni luce da quella donna affascinante e straordinaria di cui ti eri affezionato.
A conti fatti mancano anche due elementi che di solito caratterizzano le opere di Murakami, ossia l'affascinante affresco di riflessioni profonde e di citazioni di opere e musiche. Forse l'atmosfera cupa del finale non lo permette. Ma sono ancora reduce, emotivamente, dalla lettura di Kafka sulla spiaggia.....

Certo: il finale è straordinario e ricco di suggestioni e di nuovi dubbi che non saranno mai risolti e l'opera nel complesso è di qualità superiore. Resta però il fatto che forse mi aspettavo qualcosa di più. Ma magari sono solo incontentabile. Un opzione da non scartare.


martedì 5 febbraio 2013

Black ops 2 - Revolution

Saranno le carenze affettive del momento. O sarà il fatto che sei spesso a casa e hai un sacco di tempo libero (che l'economia, ti ha detto, nel 2013 andrà alla grande, vivremo un ritorno ai saturnali e ci torneranno i soldi di Imu, Irpef, Irap e pure quelli spesi per scaricare WhatsApp). In sostanza tutto per dire che stai giocando tantissimo (vedi anche qui e qui). E così in una notte buia (niente stelle) hai provato un nuovo DLC per Black Ops 2 (non lo hai mai scritto, ma il titolo di base ti era piaciuto abbastanza). Non che sia il trionfo dell'economia (alla fine son circa 14 euri..), ma alla fine sei anche contento. 

Che cosa ci si porta a casa? 
Sostanzialmente 4 mappe nuove, un nuovo quadro per Zombie e una nuova arma. Uno dice "tutto qua?". E mo' aspetta che mi spiego un attimo.
Andando in ordine rigorosamente sparso:

1° mappa: Mirage
Qui siamo in Cina, nel mezzo del deserto del Gobi e all'interno di un'intricata struttura alberghiera in stato di abbandono (che se le cose le fai dove non devi...) Forse è quella che ti diverte meno. Hai la classica struttura molto articolata con un edificio centrale e varie dependance che sicuramente rende molto in modalità Dominio. Per il deathmatch invece devi dire che ti sei annoiato un po' vista la scarsa varietà degli scontri che il luogo ti fa vivere...

2° mappa: Hydro
Qui invece siamo in Pakistan e all'interno di uno scenario molto simile a quanto già visto nel pacchetto base sia per il multi che per la campagna principale. Per la nota si tratta di una diga.
A prima vista (e alla prima volta che ci giochi) sembra una mappa abbastanza banale e tendenzialmente noiosa. Poi, partita dopo partita, ti rendi conto che è una mappa di una difficoltà mica da ridere e piena zeppa di cunicoli, paesaggi rialzati e punti ciechi. Alla fine in sostanza è una mappa perfetta dove fare della vera strategia e dare vita a battaglie di un certo livello. In più un elemento di disturbo che se all'inizio ti aveva fatto sollevare un sopracciglio poi alla fine ti ha convinto. In sostanza ad intervalli regolari la porzione centrale della mappa viene inondata costringendo i giocatori a cambiare posizione (anche per non morire...) e strategia. Non sarà immediata, ma alla fine funziona alla grande

3° mappa: Downhill
Simpatica località sciistica sulle Alpi francesi pensata, credo, soprattutto per i tiratori (che invece nelle due mappe precedenti trovano poca soddisfazione). Superficie molto ampia e spazi aperti garantiscono molte linee di tiro pulite ai cecchini che si sentiranno per altro al sicuro in un paio di posizioni davvero difficili da espugnare. In ogni caso dovrebbe piacere anche agli altri giocatori che si troveranno di fronte ad un ricco level design e a un sacco di chicche per gli amanti della guerriglia. Una location molto divertente insomma.

4° mappa: Grind
Mappa tenuta per ultima dal momento che è chiaramente la più divertente. Uno Skate Park di dimensioni ridotte, quasi del tutto all'aperto e con pochissimi nascondigli. Il paradiso degli amanti del deathmatch insomma, laddove incontrare un nemico e sfuggirgli è quasi del tutto impossibile e il ritmo di gioco diventa frenetico. Inoltre va detto che il livello di dettaglio dell'ambientazione è notevole... il top!

Zombie! 
Chiaramente gli Zombie non potevano mancare.
La dinamica di gioco è semplice: inizi come uno zombie che deve trovare l'unica cura disponibile ed una volta trovata e tornato umano devi sopravvivere. Mano a mano che si uccidono gli zombie si guadagnano punti e miglioramenti nelle armi mentre gli altri giocatori presenti dovranno cercare di toccare il compagno "umano" per prenderne il posto, ma ripartendo da zero quanto ad armamenti. In realtà è un meccanismo semplice, sono io che l'ho spiegato male.
Il pregio della modalità Zombie sta nel ritmo. Siccome i Non-morti sono molto veloci e le vostre armi diventando più potenti diventano anche più lente nel caricamento ne consegue che il ritmo è frenetico e senza una sola pausa.

In conclusione
Il costo è notevole, lo ammetti. Però il lavoro è buono e dovrebbe fare felici gli appassionati di COD. Insomma pensateci bene, ma sappiate che se decidete di acquistare il pacchetto alla fine avrete di che essere soddisfatti.
Quanto al voto diciamo....7/8

venerdì 1 febbraio 2013

Borderlands 2 - Sir Hammerlock's Big Game Hunt. Un DLC che mica puoi far passare inosservato!

Di Borderlands 2 avevi parlato molto bene qualche tempo fa . Non hai invece mai più parlato del DLC già pubblicato, ossia Mr. Torgue Campaing of Massacre, che pure era notevolissimo.
Si torna nelle meravigliose lande di Pandora (ove per meravigliose intendi vagamente inospitali quanto una stazione della metro dopo mezzanotte) per una folle battuta di caccia in compagnia di Sir Hammerlock. In soldoni (in tutti i sensi) diciamo subito che il prezzo di 9,90€ è del tutto coerente a fronte delle 10 ore minime di gameplay garantite. Altra notazione: si tratta di una serie di missioni estremamente complicate e quindi pensate per la modalità co-op. Quindi se cominciate a stramazzare al suolo ogni 7 secondi sappiate che non vi hanno fregato i soldi, ma siete voi che state sbagliando qualcosa.

La grande caccia
Lo psicotico ed eccentrico Giannino di cui sopra, non avendo nulla da fare come tutti gli psicotici ed eccentrici, vi invita ad una caccia in una bella zona inesplorata del pianeta. Zona che trabocca di bestie non molto raccomandabili tra l'altro.
Le ambientazioni differiscono in modo evidente da quelle di Borderlands 2. Niente distese ghiacciate, ma anzi un sacco di paludi e di caverne e la perenne presenza di un fiume limaccioso (se ci volete vedere un qualche citazione di Cuore di Tenebra fate pure...). In ogni caso il design funziona alla grande e trasmette senza dubbio l'idea di una landa desolata e per nulla ospitale.

Nemici sempre molto LOL
Si diceva che una delle cose che ti faceva impazzire (nel senso buono) del titolo originale erano i personaggi che incontravi lungo la strada. Ossia una manica di dementi che ti facevano ridere un sacco. Ecco, qui è la stessa cosa. Prendi Nakayama un folle professore con idee strampalate che ti si para contro in questa espansione e che gode di una caratterizzazione mica da ridere.
A questo si aggiungono una serie notevolissima di nuove sfide e di nuovi mostri e perfino una nuova popolazione umana non molto aperta all'immigrazione. I Selvaggi in particolare, oltre ad essere dei nemici non proprio gradevoli e che vi costringeranno a svuotare parecchi caricatori solo per darvi alla fuga, presentano anche quella cosina mica da ridere che sono gli Sciamani, capaci di curare se stessi e i propri compagni, di lanciarvi contro un sacco di magie diverse e di far salire i vostri nemici di livello.


E qui serve il co-op
Come si diceva prima per l'appunto. La difficoltà del gioco è notevolissima. Specie per le missioni secondarie, che di regola consistono in battute di caccia. Ecco: raramente ricordi di aver fatto tanta fatica per portare a termine una fottuta missione.....e ogni volta finivi senza più un proiettile. Quindi giocare con qualche alleato con cui organizzare le missioni non è una cattiva idea.

Le side quest 
Queste faranno arrabbiare gli amanti della solitudine e faranno la gioia di tutti gli altri. Non solo perché le vostre prede sono di fatto dei potentissimi Boss vecchio stampo, ma anche per il fatto che molti di questi NON POSSONO in alcun modo essere battuti giocando da soli e rappresentano delle sfide di enorme difficoltà anche per le squadre rodate da mille battaglie...

In soldoni
Un DLC davvero notevole, che aggiunge un sacco di carne al fuoco e vi lascia un'enorme libertà di movimento, pur all'interno di una quest principale molto ben strutturata. Unica cosa che va fatta notare è che l'acquisto si addice a chi ama giocare di squadra. Per gli altri forse è meglio lasciar perdere.
Quanto al voto diciamo... 8....e via che siamo generosi!



giovedì 31 gennaio 2013

Painkiller: Hell & Damnation

Dopo esserti perso per strada le recensioni mai scritte di Black Ops 2, Warfighter e Far Cry, hai deciso di metterti di buzzo buono e recuperare un po' di tempo perduto..
Perchè la verità è che i giochi in cui spacchi tutto e che ti danno quel rigonfiante senso di autostima ti piacciono parecchio..

Nello specifico
Quando eri pulzello ti divertivano un mondo quei giochi in cui: a) non esisteva il tatticismo, b) il realismo era pari a zero, c)sparavi una quantità di proiettili mostruosa, d)farsi vedere dal nemico e farlo a pezzi era un imperativo morale. Roba tipo Quake, Doom e via dicendo... roba che ha fatto il suo tempo, ma che ti lascia sempre dentro un ricordo piacevole.
8 anni fa poi ti eri sollazzato non poco con il primo Painkiller. Un gioco che sembrava un inno ai cari vecchi tempi e stracarico di atmosfere Horror e Gothic (e prese da un cd dei Cradle of Filth, ma senza voce dimmerda).
E ora ti esce un capitolo che è quasi uguale e che, sebbene non originalissimo,  ha combinato assieme tutte queste belle cose
tatticismi? Ma anche no! 

Burn in Hell (qui)
La trama ha un ruolo abbastanza poco rilevante (nel senso che basta che funzioni il giusto e noi ci si diverte lo stesso...). Il tuo personaggio è un tizio che ha una sfiga pazzesca. Per portare la sua ragazza a cena la sera del compleanno di lei finisce per fare un incidente stradale e lasciarci le penne. Peccato che lei finisca in Paradiso (la raccomandata) e lui in Purgatorio. La soluzione è dietro l'angolo. Unirsi alla guerra contro l'Inferno che sta per attaccare il Paradiso e ottenere il premio tanto ambito. Va dimmerda e dopo uno scontro con LUCIFERO (!!!!) scopri che era solo una supercazzola e te ne devi stare al Purgatorio. Fortuna che arriva la Morte che in cambio del modico numero di 7000 anime 7000 è disposta a venirti incontro. E quindi da qui si inizia a falciare qualsiasi cosa ti capiti a tiro... 
letteralmente
Il remake-sequel 
Tolto per appunto qualche elemento di contorno (una nuova arma e un Boss Fight inedito) il gioco è praticamente un copia-incolla del capitolo precedente e con uno sviluppo che più classico non si può. Ossia: stazione in cui fermarsi, orda di mostri, stazione, orda di mostri. E alla fine il classico Boss di fine livello a cui fare il mazzo che sennò te lo fa lui. 
Va da se, ma è deduttivo, che l'IA è quasi del tutto assente. Unico scopo dei nemici è quello di farvi fuori senza alcuna sottigliezza. Cosa che, viste le dimensioni delle varie orde, ha anche i crismi dell'ovvietà.
Quanto alle armi avete a disposizione di tutto: lanciarazzi, shotgun e via dicendo fino alla nuova Soul Catcher che ha la capacità di trasformare i vostri nemici in alleati. Da ciò si ricava che il gameplay si sostanzia nella classica dinamica schiva-scansa-spara-uccidi. 

Non a tutti può piacere
Perchè è chiaro che un gioco del genere non si addice a chi cerca del sano realismo. E non solo per il fatto di sparare ai demoni, ma anche per il fatto che la dinamica dei combattimenti è quella dei film d'azione degli anni '80 e non quella dei Call of Duty e dei Medal of Honor. 
Stesso discorso per il level design. Ripetitivo e poco ispirato. Ma non per carenza di idee, ma per il semplice fatto che sono necessari spazi sempre molto ampi e quindi la varietà ne risente... 
Però c'è sempre quel calderone di atmosfere gotiche e splatter che hanno il loro perchè... 

Comparto grafico e audio
 Lungi dall'essere il gioco del decennio quanto a grafica si fa comunque apprezzare se lo piazzi al massimo dei dettagli e ne apprezzi la quantità di elementi piazzati sullo schermo e la piacevolissima fluidità. Davvero ben realizzati i mostri e i boss (dove gli effetti particellari sono davvero ottimi).
Per il resto è un classicissimo FPS di vecchia concezione con scenari, come già detto, che si ripetono sempre uguali. Nulla da dire per gli effetti audio e la colonna sonora. Si tratta della stessa del primo Painkiller, ossia una sfilza di pezzi metal/gore....quanto al doppiaggio fa abbastanza schifo, questo tocca dirlo. Meglio giocarci in lingua originale.

In soldoni
Non è un capolavoro ma si lascia apprezzare, specie da chi cerca un titolo dove possa sparare senza troppi pensieri. Una specie di anti-stress a base splatter insomma. Quanto alla longevità....credo 8-9 ore per la modalità singolo, ma alla fine si allunga molto con il coop... .
Piacevole insomma.
Voto? Facciamo 7.5

martedì 22 gennaio 2013

Cloud Atlas. Un film che fatichi a valutare.


Con un ritardo colossale (a cui sta seguendo medesimo ritardo per Django...) ti sei piazzato in un cinema a vederti tre ore di film che a dire il vero non ti era ben chiaro cosa fosse in concreto.
E alla fine non sai neppure dire se sia un bellissimo film o una delusione (1). E adesso vi spiego perché.


Prima opinione: quella dell'entusiasta
Il soggetto in questione dice che è un bellissimo film. Le sei storie prese singolarmente funzionano e affascinano. Rimembranze di Moby Dick (1849); sapiente e perfetto uso del mezzo del romanzo epistolare in un racconto in cui dominano le emozioni dell'amore e dell'odio (1936); una piacevole storia di giornalismo investigativo e di spionaggio industriale (1973); comicità pura e molto ben riuscita (2012); fascinazioni futuristiche e l'incubo di una utopia nazista ed eugenista (2144); e la più classica delle storie post-apocalittiche con elementi da Terra Morente (106 anni dopo la caduta).
Tanta roba, tutta ben realizzata e tutta molto interessante. Talmente interessante che le 3 ore alla fine scorrono via veloci e nel completo coinvolgimento dello spettatore. E poi certe soluzione visive sono clamorose e le prestazioni di alcuni attori sono da ricordare (Hugo Weawing ad esempio...).

Seconda opinione: quella molto meno entusiasta
Si un bel film con sei belle storie. Ma in che modo, di grazia, si intrecciano? Alcuni legami sono evidenti ma superflui (1849 e 1936), altri sono pure evidenti, ma non lasciano il segno (1936 e 1973) o ancora sono semplicemente pretestuosi (2012 e 2144) e alla fine solo uno (2144 e 106 anni dopo la Caduta) è davvero logico e funzionale alla trama. Per il resto si tratta di meri pretesti, quando non di pura presunzione, per narrare storie tra loro molto differenti. Storie che di fatto non riescono a non dare l'impressione di essere lontanissime tra loro. 
Non è chiarissimo neppure il messaggio di fondo. Si vuole dimostrare la connessione tra vite passate, presenti e future. E come detto non ci si riesce appieno. Velatamente c'è anche il concetto della memorie che  resta immutata di vita in vita a livello inconscio. E questa parte riesce appena abbozzata. Ma in generale hai trovato pesante il continuo tentativo, a suon di monologhi, di convincerti che ogni vita è relazionata alle altre. Si, ok, bravi, ma non siete riusciti a dimostrarlo.... 

Una via di mezzo: la tua opinione
In medio stat virtus. Quindi cerchiamo di essere razionali.
In se e per se è anche un bel film. Non riesce ad intrecciare davvero sei belle storie e alla fine, pur coinvolgendo lo spettatore da l'idea di essere paradossalmente troppo breve per poter arrivare la dove si voleva all'inizio. Forse se fosse stata una miniserie televisiva staremo parlando di una perla. Perchè alla fine il problema è solo questo: che nel tentativo (riuscito) di raccontare tante belle vicende ci si è dimenticati di raccontarne una sola che le raccogliesse tutte. 
Quindi: non puoi dire che non sia un bel film. Ci sono troppe buone idee, troppo impegno e troppe trovate di alto livello per negarne i meriti. Ma non puoi neanche dire che sia un film bellissimo. Ci sono troppe cose lasciate li a metà e troppa confusione di fondo per passarci sopra. 




(1) i botteghini invece ci dicono che è un flop pazzesco. A fronte di 100 milioni circa spesi per la produzione ne sono entrati solo 71 (in Italia al 20 gennaio eravamo fermi a 2,8 milioni....). Per darvi un'idea Django solo in Italia ha incassato 3.5 milioni in due giorni e Jack Reacher, uscito circa gli stessi giorni è a 3.2 milioni...

mercoledì 19 dicembre 2012

Nathan Never #259. Gli innocenti.No, oh, ma davvero davvero?

magari la prossima volta una spruzzata di fucsia... 
Le storie non strettamente legate alla continuity sono di due tipi: quelle pensate per dare qualcosa al lettore (come la bellissima Haiku del mese scorso) e quelle pensate per tappare un buco tra un mese e l'altro. "Gli innocenti" fa parte della seconda categoria. E si vede. Ammazza se si vede.... 

Partiamo dal soggetto. 
L'oggetto misterioso caduto nel nulla; persone che sono sottoposte all'esposizione della misteriosa sorgente di energia; gli eredi "magici" di quelle persone; le multinazionali alla ricerca di profitto. Alla fine Bepi Vigna finisce sempre per girare attorno a questi argomenti (e alla navi misteriose e ai mostri...). E oramai sempre più di maniera e sempre più come fosse un compitino da fare la sera.

La storia 
Lenta,scialba e con parecchi buchi logici. E con un finale talmente mediocre da lasciare senza fiato. Prendi due stabilimenti misteriosi di una misteriosa multinazionale e prova a crearci attorno un'aurea di mistero (un mistero più misteriosamente misterioso insomma..) . Però fallo senza avere idea di come andare avanti. Che infatti i due stabilimenti servono a fare...boh! E Nathan scopre tutto grazie all'incontro con un ciccione logorroico che per puro caso incontra all'aerostazione (AEROSTAZIONE???) siberiana. Un ciccione che gli parla di cose che per puro caso hanno a che fare con la sua indagine. Fortunato davvero....

E mettici alla fine una sequenza d'azione in cui l'eroe della serie fa la figura del tordo e viene salvato da dei bambini che alla fine sono talmente potenti che vine da chiedersi perché non se ne fossero andati da soli.

Fastidio di fondo
Il "Territorio del sud della Confederazione Terrestre" o il "Nuovo Portogallo" e via dicendo. Capisco che la fedeltà alla continuity sia una cosa da americani che a noi piaccia poco. Ma cambiare la struttura politica del mondo di Nathan Never ogni mese è talmente fastidioso da farti rimpiangere le punture di zanzare sulle nocche delle dita. DECIDETEVI! Quali sono gli stati? Come è strutturata la governance globale? Quali sono i poteri del Consiglio di sicurezza?
In mancanza di tali elementi tutto diventa confuso, casuale e provvidenziale. Faccio un esempio. Il Consiglio di Sicurezza non può accedere ai segreti relativi alle ricerche militari. Quindi: l'ente che coordina tutte le forze militari terrestri non può conoscere le faccende militari....

Disegni. 
Nel mezzo ci si è perso anche Bonazzi che di solito rappresenta una certezza. Non c'è nulla di convincente nelle sue tavole che spesso sembrano gettate nella mischia senza troppa convinzione. Prendi (per il poco che appaiono) l'irriconoscibile Elania o la pessima Legs. Prendi anche il cratere, "scavato da dieci Bulldozer", largo e profondo quanto una piscina comunale. E prendi paesaggi privi di profondità e realismo. Per una volta tanto (capita!) un lavoro abbastanza scialbo.

Insomma. L'albo peggiore di Nathan Never per questo 2012. Almeno per la serie regolare...

Valutazione
Soggetto: 4
Sceneggiatura: 4
Disegni: 5


venerdì 9 novembre 2012

007 - Skyfall. Sulla tomba dell'agente Bond. O di quello che ne rimane.

E leggi in giro recensioni straordinarie. Recensioni che ti dicono che è un gran film, con un grande attore che umanizza per la prima volta l'agente James Bond, con una grande fotografia, con soluzioni visive mica da ridere. E tu dici: ma porca puttana! Stiamo scherzando???
Perchè diciamocelo: a chi interessa il lato umano dell'agente Bond? Quanti tra i grandi fans non hanno bestemmiato vedendo il loro eroe PIANGERE per le conseguenze di una misisone? Cose che non si dovrebbero mai vedere in un  film in cui c'è tutto tranne, appunto, l'agente Bond.

Al posto di 007 abbiamo:
la vita incasinata dell'agente Bourne
 
+
la facilità al pianto di Ethan Hunt
 
+
 
un 'atteggiamento da duro alla John Casey (che su Chuck era perfetto...qui meno..)
 
 
La somma dice: personaggio che può anche funzionare ma non per il ruolo di 007.
 
Ma il film? 
Il film si tiene in piedi su un soggetto che sarebbe anche interessante, ma che alla lunga stanca. Che l'MI6 possa avere scheletri nell'armadio va benissimo, che qualche ex agente abbia dei conti in sospeso con i servizi segreti va ancora meglio. Che però non si sappia bene cosa fare di tutto questo non va affatto bene. Che poi si sprechi così male Javier Bardem è cosa pessima.

Perchè, esattamente, non è chiaro cosa dovesse essere Raoul Silva (il cattivo del film). Agente che ha messo in piedi una rete di intelligence parallela e antagonista all'MI6? E per quale ragione specifica? O un uomo tormentato in cerca di vendetta? E in questo caso perchè tanta fatica per creare una rete così complessa se poi di fatto non la usa?  Che poi Bardem faccia bene la sua parte attenua in parte la delusione, ma non basta.

Un Bond che non fa la spia.
L'idea che Bond possa fare la spia sembra non essere di alcun interesse per chi ha realizzato il film. Questa parte della trama è ridotta al minimo, con idee e soluzioni vecchie e stantie e con un paio di vuoti di sceneggiatura che fanno scuotere il capo con grande scoramento. Che poi le uniche scene d'azione piacevoli (specie il combattimento nell'edificio vuoto di Shanghai con un'eccellente effetto d' ombra) si vedano in queste parti fa ancora più male. Per il resto si torna a Jason Bourne. Una fuga verso il nulla per un confronto finale privo di sottigliezze e carico di effetti speciali. E si torna al punto di prima: se non fosse un film di 007 la cosa sarebbe anche piacevole.

Emotivo. Come un bidone.
E si è voluto umanizzare il personaggio. Ti fa venire mal di stomaco, ma fai finta di nulla. Che poi alla fine tutto quello che fa è piangere. Invece il fatto che sia stato quasi condannato a morte da M e abbandonato come un cane vecchio a bordo strada lo lascia del tutto insensibile. Si fa giusto una bevuta. Vedi la profondità e umanità del personaggio?

E alla fine
Alla fine niente. Sarebbe un discreto film. Specie, e qui siamo tutti d'accordo, per la fotografia da urlo e per alcune soluzioni che sono un piacere per gli occhi.
Ma è James Bond. L'agente speciale a cui tutti devono baciare l'anello e lustrare le scarpe. Non un cazzone a caso con una pistola e un gessato.

martedì 6 novembre 2012

Darksiders II, in ritardo, ma si parla del DLC "Abyssal Forge"

Si va di fretta che ho poco tempo (azz...).
Allora: Darksiders II è gioco notevole, che ti ha fatto sentire tutto contento, appagato della spesa e ti fa venire una scimmia mica da ridere.
Sarà che Morte secondo te Morte è più bullo di Guerra (non è una frase a caso...anche se sembra...), forse per via di quel look molto meno alla Conan il Barbaro con il Governatore della California (si, si ex  vabbè, ma ricordate che un T-800 è per sempre...e a pensarci potrebbero anche andare avanti con la serie di Terminator...). Abbastanza bullo da farti dimenticare una trama abbastanza penosa (la ricerca dell'albero della vita...il mondo forgia, il film zozzo di quella tizia li famosa che si è data al porno....e male...).

Che alla fine per farla breve ti è piaciuto perchè ami gli Action Adventure classici e il sistema di combattimento era stato modificato per farlo assomigliare a Devil May Cry (si è mai detto che Dante, non quello letterario, mi stava in culo???).  Aggiungici una sana dose di esplorazione e un buon comparto tecnico e si capisce perchè al gioco davi un bell'8.

Ma il DLC?
Parliamo invece di Abyssal Forge, il DLC (o "la" DLC? il o la? Lo scoprirò..).
Ecco...tenuto conto che mi è costato 9,90 € direi che è stata una grandissima cagata. Nel senso che se fosse costato la metà la sufficienza gliela si dava senza problemi..

Dopo l'apprezzabile effetto da spaesamento post-sbornia che ti trovi sul letto di un anziano e non sai perchè e come...scusate, si diceva che passato l'effetto iniziale si entra nel vivo. Una trama che non coinvolge (sarà che da una DLC ci si aspetta qualcosa di meglio e di alternativo alla trama principale)e una sfilza di combattimenti molto deludenti non fosse altro che per la totale mancanza di originalità degli avversari che uno si trova davanti. E la cosa vale anche e soprattutto per i boss....

Per farla facile: se la pigliate quando siete al massimo a metà del gioco potete anche passarvela e affrontare un minimo di sfida....prenderla alla fine come ho fatto io è un piccolo spreco di tempo e denaro...





P.S: è però meglio di quel DLC di Mass Effect 3....intendo "Dalle Ceneri". Invece "Il Leviatano" è abbastanza gradevole.

lunedì 5 novembre 2012

Dishonored. Dici che è cosa buona e giusta.

A pensarci era opportuno precisare che di solito quando si parla di videogame si intende che la piattaforma di riferimento è il PC...mi sa che era ora di spiegarlo. 

Ora. Di Dishonored si era letto un sacco. Si erano visti millemila filmati che oramai lo conoscevi a memoria senza averci mai giocato. Alla fine ti sei scocciato e lo hai comperato. Oh. Vediamolo...

Iniziando. 
Intanto ho apprezzato il fatto che si tratti di uno stealth game. Che una volta se ne facevano un sacco, ma ora si sono quasi estinti (e no, non vale il 119° capitolo di Splinter Cell...). Come ti è piaciuto anche il fatto che sia un Open World. Quello anche di più a dire il vero. 


La storia 
Il nostro protagonista è Corvo Attano (che si piazza diretto in vetta alla classifica dei nomi della minkia) che per una questione spinosa di lana caprina è accusato di aver assassinato l'Imperatrice. Ovviamente la cosa fa scoppiare un casino della madò. A voi (a Corvo) spetta il compito di scappare dal carcere, fare il culo a tutti e dimostrare che siete innocenti. 
La trama non è già definita. Nel senso che questa cambia a seconda di quale sarà la vostra condotta. Vi sarà dato di decidere se uccidere solo chi vi viene indicato o anche chi non se lo merita (tra l'altro è previsto anche un premio per chi conclude il gioco senza uccidere nessuno). A dire il vero ho trovato terribilmente noioso non uccidere nessuno, specie perchè la cosa implica non usare quasi mai i poteri e le armi del sicario...

L'ambientazione è bellissima. 
La città di Dunwall è un luogo oscuro, malato e crudele. Una distopia ottocentesca dove i ricchi non hanno freni e tengono sotto il tallone il popolino.
e vanno a mignotte 
La natura della società non è parte rilevante ai fini del gioco, ma costituisce, con le sue suggestioni steampunk,  un contorno molto godibile, va detto. 

Il gameplay 
Già si è detto che stiamo parlando di uno stealth game. Ci sono però anche alcuni, pochi, elementi tipici di un first person shooter e si parla dell'uso di un pistolone a pallettoni e di una balestra (tra le cose Corvo Attano oltre al nome bizzarro è pure mancino...). Va però osservato che non c'è possibilità di prendere la mira con l'arma. Per il resto il protagonista è armato di pugnale (arma principale) e vari esplosivi. E di notevoli poteri mistici che consentono di fare cose un attimino particolari. Tipo? Teletrasportarsi, vedere di notte e realizzare tutta una serie di uccisioni spettacolari. E che si intende per "spettacolari"? Tipo che a) ti sparano addosso, 2) tu fermi il tempo, 3) ti impossessi del corpo del tuo nemico e 4)lo piazzi sulla traiettoria di colpi e gli dici pure "pirla!". 


Mai scontato
Ecco, hai presente quei giochi che sarebbero belli se non fosse che l'IA fa sempre le solite due cose? E sempre gli stessi errori? Ecco. NON è il nostro caso. Ci tengo a dirlo. Che quando ti accorgi che le guardie non si comportano come ti aspettavi di solito ti parte il bestemmione. Però sotto sotto sei contento. 
Unico difetto: una quantità di passaggi segreti, cunicoli e  pertugi che rendono un po' troppo semplice il lavoro del vostro assassino. E anche il fatto che a volte dovete fare i bravi e nascondervi in una stanza, mentre in quella successiva le guardie si fanno la pennica e via. 


Grafica e audio
Diciamo che il vostro PC viene messo a dura prova. Il vostro. Il mio va alla grande e se ne fa un baffo. Ma andiamo avanti. La cura degli ambienti, dei personaggi e dei dettagli è clamorosa. Al punto che fatico a rammentare un altro titolo con personaggi tanto espressivi. Mica poco...
Per quanto riguarda l'audio vale il solito discorso: di regola gioco solo in lingua originale e consiglio a tutti di fare lo stesso. Solo che stavolta mi viene detto che il doppiaggio è stato fatto con attenzione. Ma non posso dare conferme. 

Chiudendo
Siamo nel magico mondo del "se hai dei soldi da spendere vai di corsa a prenderlo". Un po' perchè appartiene ad un genere che vanta oramai pochi titoli, un po' perchè ti porta via 10-15 ore senza mai stancare e un po' perchè offre un'esperienza visiva mica da ridere. 

Insomma...che voto diamo? Ma, si dai. Facciamo 9

lunedì 15 ottobre 2012

Borderlands 2. La dove ti porta il LOL!


Preso (per davvero stavolta) per pura curiosità e senza chissà quali aspettative (che al primo non ci avevo giocato) lo ascrivo alla lista "spese necessarie". Se siete bimbiminkia dite alla mamma che vi serve per, uh. studiare; se siete adulti maturi, laureati e senza, ovviamente, lavoro, andate a fare l'elemosina/taccheggiatelo.

riscrivendo il concetto di situazione dimmerda.... 
Storia. 
Dunque...la storia....si, un attimo....boh. Che alla fine della storia ci interessa, in questo caso, veramente poco. In breve: siete un pianeta sperduto della Galassia dove sono stati trovati (nel primo capitolo) dei manufatti alieni. Ne è conseguita una profonda trasformazione del pianeta (è lunga..) che ora è stracolmo di Iridium. Ne conseguono criminali che fanno di tutto per accaparrarsele e che a furia di trivellare hanno compromesso la vita nel pianeta e bla bla bla. Una storia buttata li a caso, ma di cui alla fine ve ne fregherà meno che delle tattiche di Zeman.
un classico momento tranquillo del gioco... 
Il ritmo. Oh, quello si!
Rimanendo alla narrazione la parte che piace, ma tanto tanto tanto, è rappresentata dal ritmo sempre folle e dai dialoghi che stanno tra il grottesco/geniale/allucinante/ultraLOL. Una combinazione che permette di alternare sparatorie follemente meravigliose a momenti in cui si ride di gusto grazie a personaggi piuttosto bizzarri (solo per citare le prime fasi di gioco penso allo scontro con i fratelli Boom e Bewm e all'assurdo Capitano Flynn).
Nota importante: ci ho giocato in lingua originale.....non so se in italiano la traduzione è all'altezza. 

al grido di "SUKA!"
Il gioco. Specificamente. 
Uno sparatatutto in prima persona. A cosa si spara? A tutto. Compresi i sassi? Si pure a quelli. Servono tatticismi, bisogna nascondersi, evitare la mischia? No... il contrario. Sarete impegnati in una continua battaglia campale e avrete a disposizione armi di ogni genere (compresi mitra da 60 kg che sparano granate e granate che sparano mitra da 60 kg). 
Inoltre ha la struttura di un classico Open World. Andate dove volete e quando volete e avete una marea di missioni primarie e secondarie che servono a raccogliere punti d'esperienza per sviluppare il vostro personaggio. 
una serie di skill e un personaggio tra i quattro che potete scegliere

I personaggi 
Quattro classi: Commando, Gunzerker, Assassino e mignotta Sirena
Sirene...o la sagra delle pornozingare tossiche... 
La scelta del personaggio cambia completamente il vostro approccio al gioco. Per essere precisi: se usate l'Assassino (il top a mio modesto avviso) avrete qualche difficoltà a prendere d'assalto alcune postazioni nemiche. Viceversa se usate il Gunzerker tanto vale abbandonare la finezza. 
Nessuna preoccupazione però: alla fine la scelta del personaggio non è così drammatica visto che probabilmente ripeterete l'esperienza di gioco con un personaggio diverso... 

Il Co-op
Già che il gioco è divertente in modalità single player perché non fare di meglio? Ecco: la modalità on-line rulla. Metti l'atmosfera da festa della birra che il gioco trasmette, la possibilità di menarsi a sangue con i compagni di squadra nei tempi morti e la facilità con cui si combinano poteri e abilità sono una delle ragioni per cui il gioco crea dipendenza.
Campeggio estivo su Pandora

Il GDR
Si perchè c'è anche la componente GDR che è una perla. Ogni colpo mandato a segno è intrecciato con un sistema danni a dir poco dettagliato che incide sui punti esperienza raccolti. Neppure lo sviluppo del personaggio va inteso come qualcosa di secondario. Prendetelo con leggerezza e prenderete molte scariche di legnate sul grugno.
Le armi poi da sole valgono il prezzo del biglietto. Una marea di armi da fuoco tutte corredate di dati tecnici e con differente efficacia a seconda del nemico e del personaggio da voi scelto.
Insomma. Anche qui ci siamo e non la facciamo troppo lunga.
Una psicopatica a caso
Tecnicamente
La grafica in Toon Shading è una di quelle cose che mi sono sempre piaciute. Magari non è utilizzabile sempre per ogni titolo esistente, ma quelle volte che ti capita è sempre un piacere. Per di più che qui la quantità dei dettagli è assolutamente impressionante.
Ecco: la grafica, le ambientazioni e i colori si addicono meravigliosamente alla violenza e alla goliardia del gioco. Non saprei che altro dire per far capire che il comparto grafico è esaltante. 

Concludendo. 
Una botta di adrenalina tra tanti titoli anonimi e troppo spesso prodotti in serie. Un gioco esagerato nel senso più positivo del termine. E un sacco di ore da passare in puro ludibrio.

OK. Gli diamo un voto? Da 1 a 10? Si, dai. Volevi dargli 9. Però è poco. 10 non glielo dai perché è riservato ad un pugno di capolavori immortali. Allora è facile: 9.5