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lunedì 10 febbraio 2014

Saguaro #21 - Il tesoro di Blake. La recensione


Saguaro è una serie in piena salute. Mese dopo mese diventa sempre più ambiziosa, sempre più ricca e dettagliata e l'universo narrativo di riferimento si espande sempre saltando nel tempo a seconda delle esigenze, ma rappresentando sempre una lettura gradevole. Tanta bella roba che altro non sono che il frutto del lavoro attento di Bruno Enna a cui vanno tutti i tuoi complimenti.
Detto questo passiamo alla storia questione.

domenica 1 dicembre 2013

Saguaro #19 - FBI Academy


Ottimo momento per Saguaro che dopo l'ottimo episodio del mese scorso (questo) piazza un altro capitolo di alto livello. Non che la serie avesse problemi qualitativi (anzi), ma diciamo che cominciano a vedersi i primi frutti di tanto lavoro di costruzione fatto fin dal primo numero. 

venerdì 8 novembre 2013

Saguaro #18 - La tribù del cielo

Questo mese credo che TUTTE le recensioni di albi a fumetti arriveranno in ritardo (eccezion fatta per Nathan Never, Le Storie e Orfani)....vi chiedo scusa in anticipo ma sono giusto un pelo incasinato con gli impegni...

Tra l'altro, giusto per essere perfidi, l'albo n° 18 non doveva essere l'ultimo della serie? Non c'erano in giro degli espertoni che profetizzavano la chiusura solo perchè a loro non piaceva la serie in questione? Andate a vedere il pesce, che quello magari lo sapete fare!

mercoledì 2 ottobre 2013

Saguaro #17 - Anime perdute. Recensione.

Un'ottimo episodio che, senza tralasciare la gradevolissima trama investigativa, traghetta il nostro protagonista fuori dal precedente arco narrativo e ne arricchisce il background contribuendo quindi a rafforzare la struttura della serie. Ok, credo che sia meglio entrare nel merito prima di sembrare che si stia parlando di carpenteria. 

Non più in fuga, non più a caccia
Per una volta, la prima dopo parecchi mesi, al centro della scena c'è solo Thorn. Niente comprimari, niente nemici di vecchia data, niente complotti. E allora spazio all'approfondimento di un protagonista che rimane ancora in buona parte da approfondire e da conoscere  Per farlo Enna mette in scena una vicenda che regala il secondo accenno al passato dell'eroe e alla sua partecipazione alla guerra nel Vietnam (per chi non lo ricorda l'unico precedente è rappresentato dalle prime pagine de "Il morso del Cobra") arricchito da uno dei temi più spinosi della storia recente degli Stati Uniti, ossia il disprezzo sociale nei confronti degli incolpevoli reduci di quella vergognosa guerra.

Non temete però: Enna, come sempre attentissimo e bravissimo a bilanciare ogni sequenza, si guarda bene dal farne un albo carico di retorica trita e ritrita e usa il tutto solo come elemento di partenza preferendo dedicare ampio spazio al tema dell'ipocrisia sociale e del vuoto perbenismo all'interno dei quali cala un efferato omicidio. 
Il talento dell'autore consiste nella capacità di mescolare coerentemente tra loro tutti questi elementi imbastendo una trama articolata, sorprendente e profondamente triste in cui ogni frase, ogni sequenza, ogni dialogo influenza gli eventi ed è perfettamente funzionale alla narrazione del dramma. Da notare, in ultimo, che l'autore fugge anche alla tentazione di mettere in scena una sfilza di personaggi stereotipati ed anzi dedicando ampio spazio agli stessi al solo apprezzatissimo scopo di conferire loro profondità.  

Disegni 
Stavolta la prova della coppia Busticchi e Paesani ti è piaciuta. Lungi dall'essere nelle tue preferenze (si torna sempre al discorso che le mie sono opinioni del tutto personali), però stavolta riconosci più che volentieri che i personaggi sono raffigurati sempre coerentemente e che anche la loro espressività è credibile e non più eccessiva. C'è poi il discorso che Saguaro come serie non offre ai disegnatori grandi possibilità di virtuosismo (nessuno scenario particolarmente profondo date le ambientazioni sempre molto ristrette e ovviamente un taglio fortemente realista) e di questo bisogna sempre tenere conto.

Insomma 
Ottimo albo "di mezzo" in attesa del prossimo arco narrativo. E intanto il mese prossimo farà il suo esordio su questa serie Luigi Mignacco con una storia ambientata a New York.....e io sono uno dei 5-6 lettori a cui era piaciuto il ciclo di Mister No ambientato nella Grande Mela....  


Voto
Soggetto: 7.5
Sceneggiatore: 7.5
Disegni: 6.5





venerdì 30 agosto 2013

Saguaro #16 - Il nido dell'aquila


A volte può capitare che anche un meccanismo perfettamente oliato non funzioni come si è soliti pensare e che una formula efficace e che ha dato ottimi risultati non si misceli alla solita maniera. Imprevisti del mestiere e rischi più che normali e comprensibili per un prodotto seriale. 

Ma! 
Ma essendo Enna un narratore attento e scrupoloso non stiamo certo parlando di un episodio di bassa qualità. Semmai di un episodio in qualche misura inferiore a quella a cui ci siamo abituati fin dalla prima uscita.
Un'albo che sta a metà tra la fine di un filone e la riapertura di un altro già accennato in passato, in cui Enna sente la necessità di chiudere con gli ultimi strascichi della lotta tra Saguaro e Noah Folsom e far tornare prepotentemente in scena un amico-nemico e la tematica dei nativi americani (che rappresenta uno dei temi di maggiore interesse della serie). 
Alla fine Enna riesce a combinare le sue esigenze tirando fuori una storia anche gradevole, ma senza andare davvero oltre la sufficienza. Necessità della continuity. Comprendiamo senza problemi e senza farne all'autore.


Perchè infatti... 
Il problema infatti sta tutto nella trama principale. L'indagine degli Affari Interni, i poliziotti corrotti e pronti a tutto per salvarsi dalla galera e tutto quello che di regola rappresenta la classica trama di un racconto poliziesco. Solo che è tutto un po' abbozzato, tutto un po' troppo facile e gli antagonisti sono degli sconosciuti mai visti prima (e a tratti pure sprovveduti, come dimostra il mancato omicidio dell'agente degli affari interni e la sparatoria durante il funerale....davvero, non ne azzeccano una!) e la cosa ovviamente toglie pepe alla trama e di fatto anestetizza da ogni sorpresa, oltre a dare anche un leggero senso di deja vu con alcune soluzioni riproposte troppo presto (leggi "tentativo di screditare Saguaro come agente"). 

Disegni 

Quarta prova di Siniscalchi su queste pagine e prima che non ti abbia convinto del tutto. Ovviamente non mi è facile valutare il suo lavoro, non essendo un artista che fa del realismo assoluto la sua bandiera, ma ciò non di meno ho trovato il lavoro meno accurato/convincente (forse vale solo il termine "convincente") che nelle occasioni precedenti, specie nelle prime pagine. Magari la storia di transizione non ha ispirato troppo neppure lui. Ma il discorso sul prodotto seriale vale anche per chi disegna, non solo per chi scrive. 

Insomma 
Discreto ma non buono e la valutazione risente di certo anche dell'effetto prodotto dai notevoli albi che lo hanno preceduto. 

Valutazione 
Soggetto: 6
Sceneggiatura: 6.5
Disegni: 6-

mercoledì 31 luglio 2013

Saguaro #15 - Tra due fuochi



La fine della fuga e l'inizio di una nuova vita. Più o meno è questo il riassunto dell'albo in questione che conclude quanto iniziato il mese scorso. Ma in più c'è una cosa che vale davvero la pena di mettere in luce....vedi la voce comprimari 

La storia
Di per se sulla storia è difficile non ripetere quanto già detto in passato: trama solida, essenziale e senza fronzoli e dove tutto appare perfettamente al suo posto. 
Per dire qualcosa di diverso diremo che sono molto apprezzabili alcune scene stilistiche ripescate a piene mani dai classici del cinema poliziesco (ad esempio il confronto fra Thorn e Sheffler nella pagine 46-49) e del cinema d'azione (il confronto finale tra lo stesso Thor e Cobra Ray). 
Ovviamente viene portata avanti anche la continuity con la solita cura e senza mai dare l'impressione che ci sia qualcosa di affrettato. Insomma la solita buona qualità che oramai è ampiamente garantita. 

Tutti al loro posto
Ecco, questa è la cosa che valeva la pena di osservare.
Finora Saguaro era stato (tranne per qualche eccezione) un one-man show dove di fatto tutto ruotava attorno al protagonista (cosa che succede anche qui) e dove tutti gli altri personaggi apparivano come elementi scenografici privi di reale importanza. 
Stavolta invece pare che Enna abbia deciso di far fare il salto di qualità anche ai comprimari portando a maturazione una serie di elementi seminati fin dall'inizio della serie. 
Ecco quindi che in poche pagine Kay si dimostra più abile di quanto non si fosse ancora visto e si dimostra qualcosa più di una semplice spalla, Clive Waters si trasforma e perde i connotati del "poliziotto buono" per diventare invece un direttore abile ed intransigente, mentre tra gli sceriffi federali emerge un personaggio molto interessante (Tasunke) che immagini possa avere un futuro. 
Va da se che già questo basterebbe a rendere piacevole la lettura. 

Disegni
Foderà fa un buon lavoro a metà. Bene per circa metà della storia tende poi a perdersi nella seconda parte, quando il tratto si fa più impreciso e meno definito. In particolare è evidente il contrasto fra gli ottimi primi piani e le scene d'azione decisamente troppo statiche. 

Valutazione
Soggetto: 7
Sceneggiatura: 7.5
Disegni: 6.5






sabato 29 giugno 2013

Saguaro #14 - Fuga sulla sierra

Partiamo dalla nota di servizio: è online il nuovo sito della Sergio Bonelli Editore. Ed è pure fatto molto bene tra le cose. E ora passiamo a Saguaro.


Un albo transitorio, senza particolari acuti, ma comunque gradevole grazie al solito eccellente lavoro di Bruno Enna e agli ottimi disegni di Italo Mattone.

La serie
Uno degli elementi che finora ha fatto funzionare la serie è la mancanza di fretta. Che non significa mancanza di azione (anzi), ma indica una certa apprezzabile meticolosità nel tracciare la strada che la saga dovrà poi percorrere. Questo finora ha prodotto un effetto molto particolare: l'assenza di un albo davvero memorabile ma, cosa NETTAMENTE più importante, una continuity solida e molto soddisfacente. 
Dico questa cosa perchè il discorso vale anche per questo albo. Finita la prima "stagione", siamo adesso di fronte ad una seconda fase e quindi ogni storia andrà poi rivalutata alla luce di quanto vedremo in futuro.

La storia
La storia di per se ha qualche pecca. A fronte di una trama interessante e al solito sviluppo coerente della stessa (marchi di fabbrica) va anche fatto notare che il coinvolgimento di Thorn nella faccenda appare abbastanza pretestuoso. Diciamo, per farla semplice, che l'impressione è che Enna volesse raccontare questa storia e alla fine abbia trovato il modo di farlo. 
Ovviamente la solita cura dei dettagli e dei personaggi sono un punto a favore dell'albo, ma nel complesso rimane la sensazione di fondo che si sia effettuata una forzatura. Nulla di grave, ma l'impressione rimane. 

Disegni 
Ottimi. Italo Mattone appare sempre a suo agio e regala una prova senza sbavature, resa ancora migliore a fronte della presenza di un numero notevole di personaggi e di situazioni diverse. Peraltro un passo avanti nelle scene in notturna. 

Insomma
Numero "di mezzo", senza acuti, ma gradevole. 

Valutazione
Soggetto: 6.5
Sceneggiatura: 6.5/7
Disegni: 7.5



venerdì 24 maggio 2013

Saguaro #13 - Sentenza di morte. La recensione

Il mese scorso osservavo come dopo tanti albi (beh, non tanti...diciamo il numero giusto) di presentazione la serie stesse dando il tanto atteso segnale di essere sul punto di esplodere in tutto il suo potenziale e la serialità, dichiaratamente strutturata sul modello delle moderne serie tv, stesse per diventare uno dei punti di forza. Ovviamente ci vorrà qualche mese per dire se questo è vero o meno, ma per il secondo mese consecutivo la mia impressione rimane confermata. 

Il processo e le vendette
Partiamo dalle cose immediate: parlare del singolo albo ha senso fino ad un certo punto dal momento che, così come valeva per "Uccidete il testimone", anche qui siamo di fronte ad una storia che ha le sue fondamenta in mesi di attenta programmazione. Ma poi ci torniamo.
Intanto limitiamoci a questo albo e diciamo che sembra preso dalle migliori serie poliziesche attualmente in circolazione. Una miscela ben calcolata tra il processo a Noah Folsom e la vendetta di Cobra Ray in un lento crescendo dove nulla è lasciato al caso e dove Enna trova anche il modo di gettare le fasi per la prossima trama tenendo il lettore con il fiato sospeso.

La continuity
Stringente come sempre e oggettivamente anche molto sorprendente nei suoi sviluppi. Cobra Ray sfugge parzialmente allo stereotipo del criminale assetato di vendetta e Noah Folsom incontra un destino diverso da quello che mi sarei aspettato dal nemico numero uno della serie.
A conti fatti questo albo segna una parziale chiusura di un'immaginaria prima stagione e getta le basi per la seconda fase. Il che è assai interessante.

Disegni
Passiamo alla prova di Elisabetta Barletta. Più che la tecnica (per la quale non ho competenze per esprimere un vero giudizio) a piacermi è la, pardon, funzionalità dei disegni alla vicenda. Che peggio non potevo dirlo. Ci riprovo. Forse non sono i disegni più belli o più dettagliati, ma di certo riescono a suggerire le sensazioni che la narrazione vuole trasmettere. E Cobra Ray comunque è particolarmente ben rappresentato.

Valutazione
Soggetto: 7
Sceneggiatura: 7.5
Disegni: 7-



lunedì 29 aprile 2013

Saguaro #12. Uccidete il testimone

Di solito le recensioni di Saguaro, finora (se non ricordo male...) tutte positive, avevano sempre un sottinteso.  Ossia: belle storie, scritte davvero bene, ma che ti davano sempre l'impressione di poter dare di più. C'è sempre da ricordare che è una serie arrivata al suo primo anno di vita e che prima di far scoppiare i fuochi d'artificio c'era da preparare il terreno. Ecco...il terreno ora, pare di capire, è pronto. Altroché se è pronto!

Kiss Kiss Bang Bang (ma non ha nulla a che vedere con il film)
Magari i puristi della trama e dell'avventura avranno da ridire (non fatelo...) sul fatto che fondamentalmente si tratti di una semplice fuga a bordo di un treno con una singola sparatoria e  fondamentalmente non troppa azione (semmai poche sequenze molto dettagliate). Ok. Ora invece provate a pensare al fatto che tutto quello che avete letto è perfettamente funzionale, totalmente coerente e anche molto credibile. Non è forse credibile la ragione per cui il trasporto del testimone fallisce e tocca improvvisare un piano d'emergenza? Non è forse credibile che il protagonista costretto ad improvvisare in una situazione di emergenza possa sbagliare? Ecco, per me è tutto perfetto. Poi ognuno pensa come meglio crede, ci mancherebbe.

Quelle simpatiche canaglie 
Ci sono storie che funzionano grazie anche ai personaggi occasionali. E questa è (tra le cose) una di quelle. Due personaggi creati all'uopo (o anche no....) che alla fine, pur senza strafare, lasciano il segno nella trama e nella memoria del lettore. Senza fare nulla di originale o di incredibile e senza godere di uno spazio particolare. È che quando uno sa scrivere di regola non ha bisogno di strafare per convincerti.

La saga
E alla fine, passo passo con la dovuta (e saggia) calma, senza svelare mai più del necessario, la trama generale della serie avanza. Tassello dopo tassello pare di intravedere la "conclusione" della prima stagione. E dico stagione perché il ritmo è davvero quello di una serie tv moderna. Oh, che altro? Niente...mi limito a fare i miei sinceri complimenti a Bruno Enna! 

Valutazione
Soggetto: 7.5
Sceneggiatura: 8.5
Disegni: 7

P.S: non concorrono alla valutazione, ma le copertine di Furnò sono sempre un piacere :-)



sabato 30 marzo 2013

Saguaro #11. Cacciatori e prede

"Cacciatori e prede" è un episodio non esaltante, ma tuttavia necessario all'interno di una serie regolare.

Storia e continuity
Se da un lato, infatti, la trama è abbastanza semplice e lineare senza particolari alzate di ingegno (per dirla in modo gergale...) e  senza eccessivo pathos, dall'altro getta le fondamenta per interessanti sviluppi futuri legati al passato ancora ignoto.
Un albo, insomma, che non sorprende mai il lettore e dove tutto va più o meno come ci aspetta. Non che manchino gli spunti piacevoli, come ad esempio la lunga e pregevolissima sequenza della prima sparatoria tra Cobra Ray e i due fratelli o come il finale che segue uno sviluppo logico ma non scontato, ma resta il fatto che nel complesso la trama non spicca mai il volo. Tuttavia, come si accennava, questo è anche un albo che mette sotto nuova luce Cobra Ray, un po' meno "cattivo di carta" e un po' più uomo pieno di contraddizioni e che di fatto ci fa fare un primo passo verso una conoscenza più profonda di Thorn, del quale in effetti non sappiamo ancora nulla e, tanto per non farci mancare nulla, preannuncia anche un maggior coinvolgimento per Kay. Tanta roba che speriamo di gustare in un prossimo futuro.....

Disegni
Conosco il lavoro di Busticchi e Paesani grazie ad alcuni episodi da loro disegnati per Nathan Never. Devo anche dire che non mi avevano mai incantato, ma che in effetti il loro tratto è decisamente più adeguato per una serie di questo tipo. In ogni caso pur essendo a tratti un discreto lavoro che dimostra anche un certo miglioramento devo dire che non mi ha comunque convinto del tutto, specie nel finale dove il tratto tende a diventare abbastanza impreciso e leggermente incoerente. Quindi: meglio di quello che ricordavo, ma manca ancora qualcosa.

Valutazione
Soggetto: 6
Sceneggiatura: 6.5
Disegni:

Non è una valutazione davvero negativa, vorrei che questo si capisse. Semplicemente un albo di questo tipo ogni tanto capita e rientra nella logica di una serie, specie se agli inizi come questa.

mercoledì 27 febbraio 2013

Saguaro #10. Spiriti liberi

Sia quel che sia, ma è un dato di fatto che le storie ambientate in carcere tendono ad essere sempre molto interessanti. E infatti "Spiriti liberi" è senza dubbio un buon racconto, anche se....

Tanta carne al fuoco, ma la griglia è troppo piccola
In effetti quest'albo soffre di un difetto insito nelle serie regolari, ossia che una storia sia molto buona, ma che necessiti di un numero di pagine maggiori di quello disponibile, ma che, al tempo stesso, tale numero ideale sia inferiore a quello di due albi. Ne esce di regola,  quindi, una storia troppo corta o troppo lunga. Qui siamo nel primo caso.

Enna, con la solita pregevolissima calma e precisione introduce tanti temi. Dalla situazione dei nativi in carcere, al rapporto tra gruppi di carcerati per finire con la terribile sezione riservata ai detenuti speciali. Il tutto infarcito dai più classici personaggi che caratterizzano questo tipo di storie: il vecchio disilluso/saggio, lo sbruffone dal cuore d'oro, il furbo che fa il finto fesso, la guardia carceraria infame e il direttore (nel caso il vice) corrotto. In se e per se quindi ci sarebbe veramente tutto quello che serve per tirarne fuori una buona storia, ma alla fine Enna è costretto a correre via su molti aspetti, concentrandosi semmai su pochi momenti salienti. Tutti ben realizzati sia chiaro, ma pur sempre dando l'idea di avere per le mani qualcosa in meno di quello che ci si poteva aspettare.
Una bella storia, ma anche un grosso peccato.

Disegni
Discreta la prestazione di Foderà sebbene non sempre impeccabile. In particolare mi hanno lasciato abbastanza indifferente le varie ambientazioni....

Valutazione
Soggetto: 7
Sceneggiatura: 6.5
Disegni: 6

lunedì 28 gennaio 2013

Saguaro #9. Odio cieco

Una storia discreta che si lascia leggere volentieri, anche se a conti fatti, alla luce del finale, poteva essere migliore.

Trama
Enna ha molte buone doti, questo lo sai. Una è la pazienza e la cura con cui sviluppala storia piazzando al momento giusto ogni elemento per arrivare alla fine a completare il mosaico. Qui fa anche qualcosina di più ed infatti partendo da una strada che sembra a senso unico riesce a divincolarsi in molte stradine. Una porta alla Rockwell, un'altra ad una clinica poco consigliabile o ancora ad un cadavere scomparso o, per finire, alla folle vendetta di un uomo. Tutto piacevolissimo e tutto incastrato nei tempi e nei modi giusto.
Però. Però c'è che alla fine Enna ha, forse, esagerato inserendo troppe trame e sotto-trame. Alla fine infatti resta l'impressione che si sia andati troppo di fretta su molte cose e che altre siano state lasciate a metà. Certo è vero che alcune di queste sotto-trame possono essere riprese in futuro (tipo le attività della Rockwell o i dubbi sulla condotta medica a danno delle popolazioni native), ma altre lasciano un po' l'amaro in bocca. Una su tutte la scoperta dell'enigma da cui parte tutta la vicenda che viene risolto in poche scene e in buona parte "fuori dallo schermo". Peccato...

Disegni
Buono ma non eccelso il lavoro di Valdambrini che a dire il vero non ti ha fatto impazzire, sebbene i suoi personaggi certo non manchino di vita. In generale però la cosa è dovuta al fatto che preferisci tratti più realistici...

Insomma
Bene ma non eccezionale. Tanta roba, ma anche troppa. E in generale una serie che si conferma di buon livello ma ancora lontana dal dare il massimo (ma questo era più che prevedibile).

Valutazione
Soggetto: 6
Sceneggiatura: 6.5
Disegni: 6.5

domenica 30 dicembre 2012

Saguaro #8. Bordertown

Si torna a parlare della serie di Bruno Enna dopo qualche tempo. Non che nel mezzo mi sia perso le uscite, ovvio...semmai c'è sempre quel fatto per cui ti dimentichi di scrivere un sacco di cose...

La storia
Si riprende da dove ci si era lasciati il mese scorso: dalla cattura del piccolo Miguel. La trama imbastita da Enna è abbastanza semplice e lineare: tanta azione, tanta tensione e parecchi scontri armati. Il tutto ovviamente tende a rendere la lettura molto piacevole e veloce. E infatti, tolte forse alcune pagine iniziali, la storia si lascia leggere senza momenti di stanchezza.
Altro ottimo elemento è il lavoro fatto su Thorn che smette i panni dell'infallibile agente federale e tira fuori, per davvero, le spine perdendo anche clamorosamente il controllo.
Ci sono però alcune cose che non ti sono piaciute così tanto. Ad esempio il ritorno di Cobra Ray. Personaggio senza dubbio intrigante e antagonista dell'ottimo "Il morso del cobra" (Saguaro #3) che qui viene gettato nella mischia abbastanza gratuitamente e senza lasciare il segno. Allo stesso tempo non ti è piaciuto moltissimo l'uso che si è fatto della faida tra i due Cartelli messicani. Non che ci siano errori o che la cosa sia fondamentale ai fini della trama, ma si poteva comunque andare oltre al classico a-b-c del malavitoso latino-americano.
Ciò detto resta ugualmente una bella storia che alla fine hai letto volentieri. 

Disegni
Molto bene Paolo Armitano. La migliore versione di Kai vista finora e, in generale, dei personaggi molto convincenti (in particolare vedi la voce: espressività). Mettici poi le ottime scene d'azione e ci siamo. Ti convince un po' meno la paesaggistica ma, oh, non stiamo a spaccare il capello...

Valutazione
Soggetto: 6.5 (buono ma, come detto, non originalissimo)
Sceneggiatura: 7
Disegni: 7.5

Insomma: si conferma una buona serie (e dopo 8 albi comincia ad essere una statistica importante) scritta da un ottimo autore.


P.S: secondo un personalissimo parere Furnò è il miglior copertinista di casa Bonelli assieme a Mastantuono..... 

mercoledì 29 agosto 2012

Fratelli di sangue. Saguaro #4


Quarto episodio decisamente convincente sebbene, forse, leggermente inferiore all'episodio precedente.
Mi sono piaciuti molto alcuni aspetti della trama legati a Thorn, in particolare la sua evidente ambiguità e incongruenza che altro non è che l'esplosione delle contraddizioni che si porta dentro. Era chiaro che uno dei tempi portanti della serie sarebbe stato il rapporto di amore/rifiuto di Thorn per la sua identità di nativo e qui il tutto si manifesta in una serie di condotte irreprensibili e chiare ma che messe tutte assieme danno l'idea dell'indecisione nella quale il protagonista di dibatte non del tutto consapevolmente. In quest'ottica appare molto ben riuscito il confronto con il "fratello" Nastas. 
I comprimari appaiono necessariamente poco, ma comunque fungono allo scopo di far avanzare la trama generale. Continuo a trovare molto riuscita anche la figura di Alan Walken che inizialmente appariva come molto più stereotipato e ora invece sembra molto più riuscito e ambiguo (passando da azioni scellerate a momenti di assoluto sangue freddo, nonchè, nel rapporto con Saguaro, da momenti di odio cieco a momenti di razionale praticità).  
Il tutto è infarcito dall'interessantissima trama di fondo, incentrata sulla rivolta dei Nativi e su alcuni aspetti della loro discriminazione nonchè da una sana dose di azione che alleggerisce la trama e lo rende molto piacevole da leggere. 

Ai disegni c'è Alessandro Pastrovicchio.Che non vedevo dai tempi di PK (nostalgia...molta nostalgia). Una prova abbastanza buona, sebbene, specie nel finale, ci si imbatta in qualche sbavatura e in una qualche perdita dei dettagli. Sopratutto non ho apprezzato l'interpretazione data al personaggio di Kai Walken. Ma è un'osservazione personale. 

Valutazione
Soggetto (Bruno Enna): 7
Sceneggiatura (Bruno Enna): 7.5
Disegni (Alessandro Pastrovicchio): 7

P.S: a tutti gli effetti sarà poi bene riparlarne quando Enna avrà concluso il primo ciclo narrativo.... 




giovedì 2 agosto 2012

Il Morso del cobra. Saguaro #3


E così dopo due numeri discreti ma afflitti da alcun difetti abbastanza evidenti (uno su tutti la logorrea del protagonista...) arriva, al terzo tentativo, un bell'albo senza riserve.

Tra i motivi di merito annoto: una sceneggiatura dal ritmo molto più sostenuto che non nei primi due capitoli; i dialoghi assolutamente ottimi e mai eccessivi; i primi riferimenti al passato di Thorn e alla sua vita da soldato; l'inizio della vita del protagonista come agente federale.
A questo aggiungo anche l'ottimo uso dei coprimari. In particolare continuo a pensare che Kay sia un personaggio eccellente in quanto figura femminile assolutamente credibile. Bene anche il nuovo nemico, Cobra Rey, che rientra solo parzialmente nel filone "demoni del passato" (perchè, si, sogna la vendetta, ma sa anche darle il giusto posto tra le sue priorità e difatti non è per nulla uno sprovveduto). 
Ringraziamo poi l'autore per aver avviato immediatamente la relazione tra Thorn e Kay. Che era, forse, scontata, ma spesso e volentieri gli autori preferiscono comunque (fastidiosamente) tirarla per le lunghe. Qui si va diretti al punto e la cosa mi pare assolutamente apprezzabile.


Quanto ai disegni direi che il lavoro di Marco Foderà è assolutamente apprezzabile e ci troviamo di fronte alla migliore prova vista finora sulle pagine della serie.

Insomma: funziona tutto e tutto è molto piacevole da leggere. Bene così.

P.S.: per la nota ritengo che le copertine di Furnò siano davvero notevoli, 

Valutazione
Soggetto (Bruno Enna): 8
Sceneggiatura (Bruno Enna): 8
Disegni (Marco Foderà): 8

Altre recensioni:



martedì 29 maggio 2012

Saguaro #1: Ritorno a Window Rock

Parliamo di una cosuccia nuova uscita da poco in edicola. Ovvero: parliamo del primo numero di Saguaro. Per gli interessati metto anche il link dell'intervista rilasciato da Bruno Enna a Comicus.

E ora passiamo alla storia. Com'è? Merita? Si o no?
Beh, si. Anche se è ancora prematuro dare un giudizio sulla serie nel suo complesso (per un primo commento del genere ci si sente tra un annetto...) possiamo dire che questo primo albo crea una certa attesa nel lettore.

La storia
Capiamoci: in se e per se la storia che ci viene raccontata non ha nulla di epico. Cosa naturale trattandosi solamente di un primo numero avente come obiettivo quello di introdurre personaggi, situazioni e luoghi che dovranno diventare familiari. Al momento quindi tutto risponde in buona parte ad una serie di stereotipi, ma ci sarà poi tempo per una maggiore evoluzione di tutti gli elementi indicati.
Molte però le cose che mi sono piaciute. A partire da Thorn Kitcheyan, alias Saguaro. Enna introduce il protagonista senza particolari premesse, senza perdersi in lunghe spiegazioni sulle caratteristiche del personaggio e lasciando che le stesse risultino naturalmente dallo sviluppo della trama.
Alla fine abbiamo capito che si tratta di un duro che sta a metà strada tra le tradizioni del popolo Navajo e la modernità rappresentata dai bianchi. Immaginabile (ci viene detto anche nella rubrica iniziale e ricordato nell'ultima pagina) che questo "stare a metà" di due mondi sarà uno dei temi principali (richiamando in parte alcune storie passate di Zagor, forse).
Viene introdotto anche il tema della scontro tra Thorn e l'ottuso capitano Walken. La cosa interessante è che l'odio dello sceriffo nei confronti del protagonista non è dovuto a motivazioni razziali, ma ad una questione molto più personale. Inutile dire che l'aver evitato la tematica razziale è, secondo me, cosa buona e giusta. Ci sarà occasione per storie di questo tipo, ma farne una delle colonne portanti avrebbe forse reso il tutto troppo scontato.

Infine è ancora presto per dare una valutazione su altri personaggi, anche se già ora Kai Walken e Art Parker appaiono molto interessanti. Ma già il mese prossimo dovremmo saperne di più.
Per concludere con la trama diciamo solo che la storia fila bene, rifacendosi per altro al film "Non è un paese per vecchi". Forse, per essere un primo numero, succede fin troppo, ma non è ragione per lamentarsi. Nulla di epico si diceva sopra. Ma comunque gradevole quanto basta.

Disegni. 

Discreta la prova di Fabio Valdambrini. Uno stile che, complici anche gli scenari e le ambientazioni, richiama molto Tex e, seppur meno, Magico Vento. Anche qui nulla di eccezionale (ha fatto di meglio in passato) ma comunque nessuna ragione per formulare lamentele di sorta. Insomma: bene dai.

Concludendo 
Un buon inizio senza dubbio, anche se manca ancora molto (ovviamente!) per considerare conclusa la fase "introduttiva". Però il mese prossimo acquisterò volentieri il secondo albo. Se non altro sono curioso.

Valutazione
Soggetto (di Bruno Enna): 7
Sceneggiatura (di Bruno Enna): 7
Disegni (di Fabio Valdambrini): 7