Ok, cerchiamo di essere chiari fin da subito: questo film non è malvagio, ha qualche bel momento, si guarda senza troppi intoppi e scorre via abbastanza liscio. MA.
Ecco, il problema non secondario sta proprio in quel "ma", dato che di fatto non c'è un solo momento in cui non ti sia posto delle domande destinate a non avere alcuna buona risposta. E non sono cose da poco.
A questi "ma" ricordate poi anche di aggiungere un fattore che condiziona non poco la valutazione di chi scrive: il film è stato pompato a mille, caricato di una vagonata di aspettative e trasformato (a forza e gratuitamente) nell'evento estivo DC che avrebbe dovuto essere capace di sfidare la Marvel anche nel magico universo dei film di supereroi da ridere. E no, non ci è riuscito. Non del tutto almeno.
Siamo tutti delle belle persone. A parte quelle che vi stanno sul cazzo e che odiate a morte. A parte il tizio che conoscete di vista e ha quella brutta faccia da culo. Insomma, qualcuno è una bella persona. Tu no. Tu ammetti che quando sei al lavoro odi tutti quelli che sono in ferie. Anche se a te mancano pochi giorni. Le odi comunque. Sportivamente.
E si, le odiate anche voi. Ma vediamole queste merde umane.
Quando Warcraft è arrivato al cinema me lo sono perso.
Sarà che non avevo necessariamente tutta questa foga di andare a vederlo e sarà che in tutta la mia vita da nerd non ho mai giocato a Warcraft. Chè sono un nerd fino ad un certo punto e non ho mai perso molto tempo con gli MMORPG (modo educato per dire che dalle mie parti la connessione ha fatto cagare fino a un paio di anni fa....e ora fa ancora cagare...) e che in generale anche nei videogame ti piacciono le trame e le avventure con un inizio e una fine.
Garona, nel mondo degli umani. Alias Paula Patton.
Ora. Quando un videogame, un libro o un fumetto vengono portati al cinema di solito tendo ad essere molto attento all'aderenza del film al materiale originale.
Attenzione: non mi interessa che tutto sia assolutamente identico, quanto che lo spirito e la sostanza ci siano. In pratica: la Torcia Umana (esempio tra i mille) può anche essere di colore, basta che il background, le azioni e l'essenza del personaggio ci siano.
A quanto ho capito qui siamo di fronte ad un caso di aderenza molto stretta.
Forse per una volta, da ignorante, devo dire che è stata anche troppa.
Andare a vedere Star Trek a volte è una pura questione di fede. Poi a volte ci resti male, tipo dopo Into Darkness (quello che è piaciuto a tutti, eccetto a quelli che amavano Star Trek), mentre a volte ci rimani contento. Esattamente come dopo questo terzo episodio del nuovo corso/universo parallelo/nuova linea temporale. Le cose come devono essere
In fondo per funzionare Star Trek deve avere (almeno secondo te) pochi elementi per funzionare. Un po' di mistero, un po' di sano sense of wonder e una sana dose di relazione umane all'interno dell'equipaggio. Più altre due-tremila cose che non sto qui ad elencare. E non sono un fan sfegatato di Star Trek, per cui immaginate le attese dei veri fanatici.
Nel mezzo del dibattito sulla legalizzazione della marijuana trovi utile fare due riflessioni su cosa faccia veramente questa pianta. Ecco a voi 20 cose che la Marijuana può fare o a cui ti fa pensare.
1 - Cura il cancro.
Eh si, se assumete un sacco di gangja vi passa il cancro. Il vostro e quello dei parenti che vi stanno intorno.Anche al cancro passa il cancro.
2- Fa venire il cancro
Specie se il buon Ahmed è in ferie e ti tocca comprare l'erba marcia e piena di diluenti e ammoniaca di Peppo.
3- Cura le paranoie
Due belle canne e le paranoie diventano un ricordo lontano. Ti sale il relax e non ti frega più un cazzo dei problemi della giornata
La tua banale e normalissima storia personale ti rende difficile essere razzista.
E non lo diventerai neppure ora, davanti a certi fatti.
Mi rifiuto di diventare come questo branco di coglioni privi di identità, pensiero, valori e anima. Davvero, non posso.
Non posso pensare che sia colpa del fatto che sono musulmani perchè mi sentirei stupido come spero di non essere mai stato in vita mia.
E non mi sento ancora abbastanza ignorante da dire che "i francesi se la sono andata cercare" andando a pescare eventi dalla storia e traendo conclusioni forzate al solo scopo di darmi ragione da solo.
Voglio però fare due ragionamenti. Quelli che seguono.
Dovete avere rispetto per la storia.
Dovete smetterla di chiamarli Kamikaze.
Lo dovete ai tanti che un'idea in testa ce l'avevano. Lo dovete a chi la sua vita l'ha immolata per davvero, consapevole di quello che stava facendo.
Anno 1941. Il Giappone dichiara guerra agli Stati Uniti.
Ovviamente in questo caso la religione non centra. È solo questione di sopravvivenza. O si batte l'Aquila o ci si rassegna a non contare nulla. Per farla breve: o si vince o niente petrolio e niente Pacifico. Semplifico. In modo imbarazzante e trascurando mille aspetti. Ma è tanto per dare un'idea.
All'inzio per il Giappone va bene. Poi però le cose iniziano ad andare molto male. Midway, Guadalcanal, la morte dell'ammiraglio Yamamoto e tante altre operazioni militari (unite al vantaggio economico, demografico e di posizione degli Stati Uniti) cambiano la situazione sul campo in modo radicale.
Il Giappone, alla fine, è alle corde. Pochi aerei, niente piloti addestrati, pochissime navi (tutto dovuto alla carenza di materie prime) e la difficoltà nel reperire petrolio segnano il destino della guerra.
A questo punto, essendo il conflitto segnato, i giapponesi cominciano a temere un'invasione di terra (che gli americani valutano davvero almeno dal punto di vista teorico). Non è che sia una cosa secondaria, perchè la patria per i giapponesi è qualcosa di sacro. Il suolo patrio è sacro. Si muore per quel pezzo di terra. Si DEVE morire. Per l'Imperatore-Dio, per la Patria, per tutto ciò che c'è di sacro.
È a questo punto che entrano in scena i Kamikaze.
I Kamikaze, che prendono il nome dalla tempesta che affondò le navi mongole (attorno al 1280...l'anno giusto non lo ricordo...), erano volontari giapponesi disposti a immolarsi per la patria (occhio, che su sta cosa ci torno) e mandati a morire da un paese oramai disperato e senza vie di fuga.
I Kamikaze erano esseri umani veri che salivano quindi su un aereo imbottito di esplosivo e si lanciavano contro la flotta americana. Fate attenzione, perchè le parole contano.
Soldati.
Guerra.
Obiettivi militari.
Soldati che uccidono soldati.
Durante una guerra.
Per difendere la propria casa e la propria famiglia.
Eroi? Non lo so. Di certo avevano qualcosa nel cervello. Condivisibile o meno.
La patria è un motivo valido per morire e uccidere? Non più della religione. Sono entrambe ragioni stupide.
Eppure.
Eppure non è la stessa cosa.
Non può esserlo. Non è possibile che dei bambocci viziati che si divertono a torturare le loro vittime o un pazzo che si lancia su una folla con un camion siano equiparati a dei ragazzi ricchi di ideali (magari errati, questo non sta a me dirlo...) che combattevano una guerra. Perchè bisogna avere rispetto. Perchè la Storia merita rispetto.
Come dite? Non ho fatto le condoglianze?
Vero. Non voglio essere patetico.
Ma a tutti quelli che pensano di agire nel nome di dio, un dio bastardo e insignificante, un dio che esiste solo per giustificare la vostra idiozia, un dio che sembra godere solo del sangue versato in suo nome, quello che siede su un trono di sangue che voi avete edificato, posso fare solo questa dedica.