lunedì 8 agosto 2016

Star Trek Beyond - la recensione


Andare a vedere Star Trek a volte è una pura questione di fede. Poi a volte ci resti male, tipo dopo Into Darkness (quello che è piaciuto a tutti, eccetto a quelli che amavano Star Trek), mentre a volte ci rimani contento. Esattamente come dopo questo terzo episodio del nuovo corso/universo parallelo/nuova linea temporale.

Le cose come devono essere 
In fondo per funzionare Star Trek deve avere (almeno secondo te) pochi elementi per funzionare. Un po' di mistero, un po' di sano sense of wonder e una sana dose di relazione umane all'interno dell'equipaggio. Più altre due-tremila cose che non sto qui ad elencare. E non sono un fan sfegatato di Star Trek, per cui immaginate le attese dei veri fanatici.



Partiamo dicendo che gli elementi che ti interessano ci sono tutti. Nonostante qualche supercazzola non necessariamente secondaria (ne parliamo a breve).
personaggi che funzionano
Partendo da una trama che più classica non potrebbe essere (una missione di soccorso in una porzione inesplorata del cosmo) i nostri autori che per una volta non hanno gli occhiali di JJ e neppure la sua maniacale passione per farti perdere la vista a colpi di lens flare ad ogni occasione....
no, sul serio...che cazzo dovrebbe essere?? Eh JJ? Spiegamelo! 
.....dicevamo? Si, che al posto di JJ ci sta Justin Lin, ossia quello che ha usato un'auto elaborata come àncora di un carro armato (Fast e qualcosa 6...detta così sembra una stronzata..,..e lo è...però ti aveva gasato lo stesso) e quindi il ritmo di conseguenza è pompato a Red Bull e steroidi per tutto il tempo. Ciò fa si che non ci siano praticamente mai tempi morti, sostituiti da una sana dose di azione che di certo non disturba.
Ma non è questo l'elemento che ti fa dire che Star Trek Beyond sia un buon film. A fartelo dire sono loro:
Capiamoci.
Non è solo il fatto che si sono ricordati che il dottor McCoy è uno dei personaggi principali della saga e non solo un simpatico figurante buono per gli sketch. Neppure il fatto che avresti guardato volentieri un film dedicato solo alle loro avventure e che te lo saresti anche goduto.
Qua ad esserti piaciuto è proprio il ricorso ai migliori elementi di Star Trek e per quanto ti riguarda il rapporto tra questi due personaggi, così come i rapporti all'interno dell'equipaggio erano la cosa migliore.
A maggior ragione ti hanno colpito alcuni sinceri omaggi alla serie classica, due dei quali ti hanno addirittura commosso. Quali? La famiglia di Sulu (un bellissimo omaggio a George Takei), il saluto a Leonard Nimoy  e quella foto. Quella foto. Ok, momento d'obbligo con lacrima in arrivo:
E poi dritto fino al mattino... non ce la faccio...troppi ricordi d'infanzia

Quindi: ritmo travolgente, tanto spazio per le emozioni, dei personaggi di carne ed ossa e non delle macchiette con lo spessore del cartongesso, un ruolo più che dignitoso per tutti i comprimari e tante belle sensazioni. Altro: si un pezzo dei Beastie Boys sparato a manetta e pure con un senso in una scena che ti ha ingrifato come un bambino davanti al suo primo film d'azione.

Ci sarebbe anche il resto
Il resto, a voler essere critici è dato dai seguenti elementi che riporto a ruota libera.
Bellissimi i dubbi amletici di Kirk e Spock, fin li tutto a meraviglia.
Ma la missione di salvataggio? Una cosa più abbozzata e pretestuosa era difficile trovarla. Capisco l'amore per l'avventura, ma magari previa raccolta di informazioni, specie se l'equipaggio appartiene ad una razza sconosciuta di cui nessuno sa nulla e la missione è in un luogo inesplorato.

Mancano alcune fondamenta anche dietro alla storia del villain di turno. Passi che il colpo di scena è giusto un pelo telefonato (se una nave appare dal nulla allora deve apparire anche una storia a riguardo), ma non c'è alcun approfondimento ne sulla natura della tecnologia a sua disposizione e le sue motivazioni appaiono un pelo pretestuose. Allo stesso modo il suo piano è fin troppo cervellotico, così come è abbastanza assurdo il modo con cui Kirk entra in possesso di un certo congegno.
Se però confronti queste incongruenze alle assolute assurdità con cui Lindelof aveva demolito Into Darkness alla fine devi dire che ti viene voglia di tirare un grosso sospiro di sollievo. Qui bene o male la storia regge e resta godibile. Khan invece era morto ancora prima di rivelarsi...

Ma alla fine queste pecche rovinano il film?
Fosse un film d'autore (magari di quella merda nazista di Lars von Trier) assolutamente si.
Solo che questo è un film con ambizioni diverse. Tra qui quelle di offrirti due ore di piacevole intrattenimento all'insegna dell'avventura.
E si, ci riesce benissimo. 


Dovendo dargli un voto saremo attorno al 7 e mezzo. Per quello che vale. Ossia nulla.


P.S: e poi c'è sempre lei...
#rispetto