venerdì 15 luglio 2016

Almeno abbiate rispetto


La tua banale e normalissima storia personale ti rende difficile essere razzista.
E non lo diventerai neppure ora, davanti a certi fatti.
Mi rifiuto di diventare come questo branco di coglioni privi di identità, pensiero, valori e anima. Davvero, non posso.
Non posso pensare che sia colpa del fatto che sono musulmani perchè mi sentirei stupido come spero di non essere mai stato in vita mia.
E non mi sento ancora abbastanza ignorante da dire che "i francesi se la sono andata cercare" andando a pescare eventi dalla storia e traendo conclusioni forzate al solo scopo di darmi ragione da solo.

Voglio però fare due ragionamenti. Quelli che seguono.

Dovete avere rispetto per la storia. 
Dovete smetterla di chiamarli Kamikaze. 
Lo dovete ai tanti che un'idea in testa ce l'avevano. Lo dovete a chi la sua vita l'ha immolata per davvero, consapevole di quello che stava facendo.


Anno 1941. Il Giappone dichiara guerra agli Stati Uniti.
Ovviamente in questo caso la religione non centra. È solo questione di sopravvivenza. O si batte l'Aquila o ci si rassegna a non contare nulla. Per farla breve: o si vince o niente petrolio e niente Pacifico. Semplifico. In modo imbarazzante e trascurando mille aspetti. Ma è tanto per dare un'idea.

All'inzio per il Giappone va bene. Poi però le cose iniziano ad andare molto male. Midway, Guadalcanal, la morte dell'ammiraglio Yamamoto e tante altre operazioni militari (unite al vantaggio economico, demografico e di posizione degli Stati Uniti) cambiano la situazione sul campo in modo radicale.

Il Giappone, alla fine, è alle corde. Pochi aerei, niente piloti addestrati, pochissime navi (tutto dovuto alla carenza di materie prime) e la difficoltà nel reperire petrolio segnano il destino della guerra. 
A questo punto, essendo il conflitto segnato, i giapponesi cominciano a temere un'invasione di terra (che gli americani valutano davvero almeno dal punto di vista teorico). Non è che sia una cosa secondaria, perchè la patria per i giapponesi è qualcosa di sacro. Il suolo patrio è sacro. Si muore per quel pezzo di terra. Si DEVE morire. Per l'Imperatore-Dio, per la Patria, per tutto ciò che c'è di sacro. 
È a questo punto che entrano in scena i Kamikaze. 
I Kamikaze, che prendono il nome dalla tempesta che affondò le navi mongole (attorno al 1280...l'anno giusto non lo ricordo...), erano volontari giapponesi disposti a immolarsi per la patria (occhio, che su sta cosa ci torno) e mandati a morire da un paese oramai disperato e senza vie di fuga. 
I Kamikaze erano esseri umani veri che salivano quindi su un aereo imbottito di esplosivo e si lanciavano contro la flotta americana.
Fate attenzione, perchè le parole contano. 
Soldati.
Guerra.
Obiettivi militari.
Soldati che uccidono soldati.
Durante una guerra.
Per difendere la propria casa e la propria famiglia. 

Eroi? Non lo so. Di certo avevano qualcosa nel cervello. Condivisibile o meno.
La patria è un motivo valido per morire e uccidere? Non più della religione. Sono entrambe ragioni stupide.
Eppure.
Eppure non è la stessa cosa.
Non può esserlo.
Non è possibile che dei bambocci viziati che si divertono a torturare le loro vittime o un pazzo che si lancia su una folla con un camion siano equiparati a dei ragazzi ricchi di ideali (magari errati, questo non sta a me dirlo...) che combattevano una guerra.
Perchè bisogna avere rispetto. Perchè la Storia merita rispetto.

Come dite? Non ho fatto le condoglianze?
Vero. Non voglio essere patetico.
Ma a tutti quelli che pensano di agire nel nome di dio, un dio bastardo e insignificante, un dio che esiste solo per giustificare la vostra idiozia, un dio che sembra godere solo del sangue versato in suo nome, quello che siede su un trono di sangue che voi avete edificato, posso fare solo questa dedica.