Dopo due numeri (#1 e #2) spettacolari e ad alto contenuto adrenalinico arriva il momento di tirare il fiato e fare mente locale su cosa è successo nel mondo degli Ultimates. Questa terza uscita (contenente i primi due capitoli di "The World") si presenta, infatti, in modo del tutto differente. Niente scazzottate, niente guerre e, a ben vedere, neppure una sola lite.
Che poi il tutto riesca ugualmente ad essere interessante e piacevole da leggere è sintomo delle indubbie capacità di Jonathan Hickman (alla faccia di quel pippone senza speranza di Fraction..). Un inframezzo fra quanto già successo e quanto accadrà assolutamente necessario e di cui l'autore approfitta per dare maggiore profondità ai suoi personaggi (Thor, Cap, Samuel Jackson , Nick Fury, Occhio di Falco e Reed Richards) e per ricollegare questa serie alle altre
a proposito di collegamenti alle altre serie..
Per farla breve? Non è una lettura epica come le precedenti, ma riesce a trasmettere il senso di smarrimento di un mondo distrutto da una guerra persa (con la Città) e dall'ascesa di nuove potenze (sempre la Città e, ovviamente, Tiam) e traspare la debolezza dei suoi eroi più potenti. Particolarmente riuscita la nuova immagine di Reed Richards che smette i pani dello scienziato pazzo e veste quelli del grande e lucido visionario. Infine, cosa non da poco, la saga riesce ancora a sorpendere il lettore pagina dopo pagina. E scusate se è poco...
I disegni sono sempre di alto livello. Purtroppo Ribic non riesce a disegnare l'intero albo, ma in ogni caso anche la prova di Peterson appare buona.
Insomma. Tre su tre e mi sto pure divertendo. Perfetto!
Non avendo nulla di utile da fare per la comunità mi sono preso qualche giorno (non tanta roba a dire il vero..) per sciropparmi la quinta stagione di Californication.
Premetto che sono un grande fan della serie.
Premetto anche che questa nuova serie è una puttanata siderale. Grossa quanto i polpacci carichi di EPO di Armstrong o quanto il pomo d'Adamo di Serena Williams. Giù di li.
Che alla fine il punto di partenza sta tutto qui: la quarta serie chiudeva tutta la vicenda. La quinta non serve a nulla se non a permettere alla tv di racimolare e straccionare qualche altro soldo nella speranza di avere un giorno qualche idea nuova. Che non arriverà. Mai. Squallidi autori moderni...
Al netto degli insulti mi aspettavo che si raccontasse qualcosa di nuovo. Non dovrebbe essere difficile...
si, credici....pirla...
Sarà così. Manco per la biga di quel tuo amico ipodotato, poveraccio lui con tutti i suoi traumi infantili.
Alla fine si riduce tutto a una scopiazzatura di quanto già visto. Tipo la solita minestra? Tipo. Tipo una minestra dentro cui ha sputato il cuoco? Tipo. Tipo che ci ha messo i calzini sporchi il cameriere?
emmè basta però!
Che poi le parti comiche funzionano ancora. E Runkle ha ancora le sue grottesche scenette di sesso e via dicendo.
Però al passivo metti quel finale. Quel finale...come dire....spetta....ah, si: quel finale dimmerda che vuoi che dio faccia venire la diarrea a vita a chi l'ha pensato. Una roba talmente pataccata, inutile, gratuita e priva di senso che ho avuto bisogno di una vodka doppia per farmi passare un attimo la rabbia...
Oh, peccato. Californication ha avuto una prima stagione eccellente seguita da tre ottime serie. Poi è andato tutto in trip da acido ed è venuto fuori sto abominio.
Che (anche se non si dovrebbe mai iniziare con il che, come ti insegnava la maestra fastidiosa con gli occhiali fatti con il fondo della bottiglia del Cinzano) i remake siano di per se dimostrazione di scarso genio è ovvio. Alcuni però vengono bene (Il Grinta), altri se la cavano degnamente (Le quattro piume) altri...beh....inzomma...mica tanto....
Se, pistola alla tempia, albo dello Spider-man di Todd McFarlane alla mano e Batman di Joel Schumacher alla Tv fossi costretto a decidere il peggiore anche solo per scegliere quale supplizio evitare (Batman di Schumacher senza dubbio...) avrei pochi dubbi: Rollerball.
Parliamone.
L'originale del 1975 in se e per se non era un capolavoro. Era un discreto film che si lasciava guardare.
l'originale.....meglio anche nella locandina...
Ma che risultava interessante per molte delle tematiche trattate e per il taglio maturo dato alla sceneggiatura che strizzava l'occhio a un certo tipo di narrativa distopica che tanto andava tra i '70 e gli '80 (gli anni dell'immenso THX 1138, Il gregge alza la testa, i drammatici La lunga marcia e l'Uomo in fuga di King, Mad Max, Blade Runner e via dicendo).
La trama era semplice: un mondo perfetto in cui era stato risolto il problema fondamentale dell'umanità, ossia la scarsità delle risorse naturali. Ne derivava un mondo in pace, senza guerre, fame, malattie e criminalità. Una pace controllata nell'ombra dal Consiglio che regolamentava le esigenze dell'umanità. In realtà una distopia truccata da Utopia. La natura violenta dell'uomo necessita di uno sfogo e per questo viene creato il Rollerball. Uno sport violento e spesso anche mortale. Uno sport dove l'umanità veda sfogata la propria rabbia repressa come viene confessato anche dai leader della Consiglio.
Nel mezzo la figura di Jonathan E. ovvero del più grande campione della storia di questo sport. Che essendo diventato una leggenda deve essere messo da parte. Troppo scomoda la sua figura per il Consiglio. E così gli viene detto di ritirarsi. E qui comincia il film.
La parte spetta ottimamente a James Caan
Per tutto il film cercherà suo malgrado imporre il proprio arbitrio e affermare la propria libertà contro le decisioni del Consiglio che si fa sempre più ostile. Il messaggio in fondo è chiaro e semplice: neppure la pace e il benessere valgono la perdita della libertà individuale.
Un buon film che si chiude con una scena che invece è assolutamente epica: l'ultima partita.
Una partita senza regole, senza soccorsi per i feriti. Una pista coperta di cadaveri e sporca di sangue. E il protagonista in piedi, la folla che osanna il suo nome in coro, simbolo della vittoria dell'individuo sul sistema. Una scena da brivido in un film per il resto buono.
Qui il finale..ma senza il resto del film è sprecato...
Il Remake. Quella grandissima stronzata del remake
Prendete quanto detto sopra e buttatelo nel cesso. Perchè il Remake del 2002 era una vergognosa stronzata.
Niente futuro, niente significati nascosti. Uno squallido film d'azione dove al centro non c'è la tematica sociale, ma il gioco stesso. E al posto del Consiglio c'è un mafioso...
ma come cazzo ti sei ridotto???
...interessato ai soldi derivanti dallo sport. Un film senza mordente, che si trascina, e male anche, per tutta la sua durata. Una volgare parodia dell'originale in cui si cercava di dare risalto all'onnipotenza della tv e del denaro. Nel 2002. In ritardo di circa 35-40 anni sulle pellicole del genere. Una spruzzata di patata qua e la per tirare su la media. Patetico.
E poi quel finale dimmerda. Buttato li tanto per metterci qualcosa. Che tanto valeva inserirci anche uno spezzone dei Simpson e faceva bello uguale.....
Si....il peggior remake che ricordo, su due piedi, è questa porcata allucinante. Consigliato per chi vuole provare l'emozione del conato facile.
Lo sa tutto il Mondo e lo sai anche tu che quando uno si mette a fare le classifiche di solito è perchè non ha voglia di scrivere una bega. E infatti io non faccio eccezione. Oggi ho voglia? Non so...volevo leggere l'ultimo numero di Wolverine e gli X-Men e le prime due uscite de "Lo Sparviero", che non so perchè mi pareva interessante e in futuro se ne parlerà. Forse...
Di fare altro non ho gran voglia...eh, l'accidia che ogni tanto torna. Classifica? Classifica dai...
10- Pyramid Head
Non che avesse carisma. Non parlava e non faceva altro che pedinarti come un maniaco e lasciarti messaggini amorosi in segreteria. Però sai.... avevo 13 anni quando è uscito Silent Hill. E si, ti faceva abbastanza cagare addosso.... a pensarci oggi sarebbe un eccellente costume di Halloween a basso costo. Basta solo trovare qualche litro di sangue e una lama da 450 kg.
9 - Nemesis
Un, uh, coso (?) che da solo costava in armamenti quanto l'esercito americano in Afghanistan. Un maledetto stracciacazzi che come quello sopra ti seguiva dappertutto che, oh coso, mollami dai!
Alla fine bastava sparargli contro la Spada di Paracelso (una minchiata astrale che spara corrente presa a sbafo), un colpo di cannone dritto in faccia e sei colpi di Magnum nel cranio. Ovvio.
8 - Il perfido dottor Neo Cortex
Tutto qui? Scarsi che siete....
Sarà anche un cazzone ma sto tizio è solo uno che voleva conquistare, ah beh, tutto il creato.... certo, poi le piglia da un marsupiale con i jeans fuori moda. Però resta un cattivo che buttalo...
7- Nightmare
Carisma zero. Però è grosso. Molto, molto grosso. Ed è sempre incazzato... tanto incazzato.
6- Saren
Il fatto che poi non sia lui quello bastardo, ma bensì che sia la Sovereign a controllarlo fa poca differenza. Per tutto il primo capitolo di Mass Effect questo tizio fa dei danni incalcolabili. Tipo ammazzare altri Spettri, annientare una colonia terrestre, aprire la strada per il ritorno dei Razziatori e alla fine attaccare la cittadella e raderla al suolo. Poi quando muore torna pure in vita e vi rompe ancora le balle.
5- Psycho Mantis
Più che altro questo tizio mi dava sui nervi. Ed era paurosamente disturbante.
Alla fine è il solito tizio venuto su male da qualche parte dell'URSS con problemi clinici. Però il duello con lui resta una delle cose più memorabili ed uniche della storia dei videogames....e voi poveri Bimbiminkia non sapete cosa vi siete persi. Cazzi vostri.
4- Ocelot
Metal Gear rullava. All'incirca sto tizio è un amico di Licio Gelli. Che non sai mai per chi lavori, a chi sia fedele e a chi dia gli ordini. Sai però che è un tizio che conta. E ti sta sulle palle per tutta la saga.
3- Bowser
Perchè fino a che la nostra generazione vivrà questo simpatico drago/dinosauro/tartaruga chiodata/cazzonesò sarà sempre "il primo cattivo che mi ricordo". E poi prova tu a comandare un'armata di funghi allucinogeni....
2- Sephiroth
Figlio di Lucrecia e di quel demente di Hojo (anche se tutti continuiamo a preferirlo figlio di Vincent Valentine) e ricombinato con il DNA alieno del mostro Jenova. Ha un sogno: distruggere il mondo con un meteorite (è un po' lunga...) e assorbirne l'energia vitale per diventare un dio (è ancora più lunga). Per la nota è un bastardo sadico lucidamente folle e totalmente inarrestabile. Il nemico più epico della saga di Final Fantasy e forse degli RPG in generale...
1- Albert Wesker
Il male incarnato e il più grande traditore della storia. Sacrifica tutti, si muta in un essere sovrumano e arriva a un passo dall'estinzione della razza umana... muore in maniera comoda: dentro un vulcano...
Prima era Diego. Poi venne il vuoto da cui seguì il verbo.
tanto per mettere i punti sulle i
Nel mezzo una vagonata di giocatori la cui carriera è andata a rotoli nel momento preciso in cui sono stati paragonati al Pibe. Vediamo qualcuno di questi poveri sfigati.
Ariel Ortega
Arrivato in Italia al prezzo di uno spropositone di soldi (23 miliardi mica castagne) e per la precisione alla Sampdoria, dimostra subito di essere un cazzone epocale. Con la bellezza di 8 gol in 27 partite, una voglia di fare da operaio dell'Enel in ferie contribuisce alla conquista di una gloriosa retrocessione. Scappando dai coltelli e dai proiettili sparati dai tifosi doriani capita, loro malgrado, a Parma. Ortega si fa amare anche li con la bellezza 18 presenze di troppo e ben 3 gol. Nel mezzo si infortunava di continuo, che a confronto Pato è sanissimo. Ancora una volta deve approfittare della notte per espatriare.
Nel mezzo comunque (1998) regala una prova sopraffina ai mondiali. Si fa espellere nel bel mezzo dei quarti di finale e mezzo secondo dopo l'Argentina perde. Ragion per cui in Argentina lo conoscono come "il coglione" e si toccano ancora le balle quando lo sentono nominare.
Ultima perla da Pibe dei poveri la regala in Turchia. Dove rifiuta di andare per giocare con il Fenerbache che lo ha ingaggiato. La squadra lo prende bene e lo denuncia. L' Uefa la prende ancora meglio e lo multa per 10 milioni.... Sfigato e povero in canna.
Oggi ha cambiato vita e fa quello che avrebbe sempre dovuto fare. Si è dato all'alcolismo.
Javier Saviola
Saviola era anche bravo a dire il vero. Non fosse stato argentino avremmo parlato di un ottimo calciatore. Solo che c'è quella nomea del nuovo Maradona che porta sfiga come le canzoni di Masini. E quindi niente.
Grandioso con il River Plate. Arriva al Barcellona dove Van Gaal e Rijkaard dimostrano di credere molto in lui spedendolo quasi sempre in tribuna. E alla domanda "ma Saviola?" il presidente del Barca rispondeva tappandosi le orecchie e urlando TRA-LA-LA. Comincia a girare tutte le squadre europee e sembra anche sul punto di arrivare alla Juve che però decide, chissà come, che è meglio comprare un attaccante diverso e più fisico...Ibra. E fanculo a Saviola.
E alla fine è ancora li. Al Malaga....sfigatissimo ...
Juan Roman Riquelme
Ora....Saviola e Ortega sono attaccanti. Questo è un centrocampista. Già la nomea porta sfiga....ma appiopparla al giocatore nel ruolo sbagliato è sadismo allo stato puro.
Ciò detto di lui ricordiamo: una partecipazione priva di gloria al Barcellona, un rigore fallito in semifinale di Champions quando giocava con il Villareal. Poi lo hanno legato, imbavagliato, messo in una cassa di legno e rispedito in Argentina dando la sua foto ai guardacoste spagnoli.
Pablo Aimar
Soprannominato, benevolmente, El Payaso.
Aimar era davvero forte e al Valencia faceva la differenza. Solo che ha sofferto della classica sindrome da calciatore sudamericano (fatta eccezione per Zanetti...) e quindi superati i 26 anni ha smesso di fare la differenza.
Oggi gioca al Benfica. E niente, non è mai diventato quel fenomeno che tutti pensavamo.
Andrès D'Alessandro
Ve lo ricordate? No? Peccato.
Per lui si era scatenata mezza europa. Alla fine va al Wolfsburg per un vagone di soldi. Buttati nel cesso. E infatti lo rimandano a casa dove ha quasi fatto perdere le tracce. Così impari a dire di no alla Juve.... stronzo!
Che poi alla fine è anche andata benissimo. Che forte la Juve vero? Si, dai. A parte il rigore che ci stava tutto e un'espulsione che non ci stava per niente. A parte che l'Udinese era cotto e defunto nello spirito già prima di entrare in campo. A parte il fatto che SkyGo ti si blocca ogni 5 minuti e ti faccia bestemmiare sovente.
La partita.... giusto.
Che si parte al solito modo. Un gran cross di Pirlo, un grande inserimento di Lichtsteiner e la figura dimmerda dello stesso una volta sbagliato il colpo facile. Vabbè...
Poi dopo qualche minuto in cui l'Udinese timbra il cartellino arriva il rigore. Che quelli dell'Udinese hanno paura di un imperioso stacco di testa di Giovinco e lo circondano in 3 manco fosse uno spacciatore di crack che vende ai bambini delle elementari.
Ovviamente succede quanto segue: il fallo lo fa Domizzi. Segue uscita perfetta di Brkic che quindi, come ovvio viene espulso perchè.....boh, perchè all'arbitro gli girano.
Il rigore lo piazza Vidal che senza le minacce di morte di Vucinic ci va sereno e lo segna.
Poi per 20 minuti l'Udinese gioca anche bene e tiene il campo. Poi, ovviamente date le premesse di cui sopra e l'uomo in più, diventa un monologo della Juve. E arriva il piazzato mica da ridere di Vucinic
dalla bocca di Armero esce un sincero "ma vaffanculo!".
2-0. Partita in ghiaccio e basta. Ah, no...c'è il secondo tempo. Dove Giovinco, a babbo morto, ne piazza due. Che ci stanno visto che ha giocato un bella partita. E ti fa pensare che lui sia davvero un colpo di quelli che possono fare la differenza. Davvero...l'anno scorso ha fatto 15 gol e 10 assist...con il tipo di gioco della Juve può fare anche meglio...
Con il portiere dell'Udinese che carica un raggio laser stile Dragon Ball per vendetta....
Oh, insomma. Vado a cenare sul 4-0. Torno e vedo che è 4-1. Poi finisce la partita. Polemiche a manettone per l'espulsione che la partita ce l'hanno regalata e via dicendo. Intanto però son 4 sberle e 3 punti. E va bene così.....
Andiamo diretti al punto. Questo terzo e ultimo capitolo del Batman di Nolan è un gran bel film. Ma bello davvero senza farci sopra tante pippe mentali. Quindi andiamo di pippe mentali.
Nel bene...
Di bello c'è tanto. A partire dalla capacità più che mai assodata di Nolan di tenerti li seduto sulle spine e di farti provare una notevole dose di tensione quando serve. Una cosa non da poco visto che alla fine ti sciroppi un film di quasi tre ore senza mai pensare di buttare l'occhio all'orologio.
Ci metto anche che ho apprezzato la rivisitazione dei vari personaggi.
Assodato che questo Batman è quasi superfluo per lo svolgimento della storia (nel senso che alla fine la trama funzionerebbe anche se lui non ci fosse e il tutto fosse risolto, che so, dalla polizia e basta) trovo che il Bane terrorista/utopista a metà tra l'esecutore e il precursore di una nuova era di feroce e rabbiosa equità sociale sia azzeccatissimo.
Riscrivere l'identità di Catwoman era più facile. Solo che non mi sarei aspettato di trovare piacevole la versione di Anne Hathaway data la totale assenza di bocce e culo....epperò alla fine funziona dato che la tizia in questione ci mette un notevole impegno...
Mettici anche che la storia funziona a meraviglia e ci siamo.
...e i contro
Non è che sia tutto perfetto però. Che tipo alcuni dialoghi non li ho mica capiti e alcune scene parevano inserite un po' a caso. Mettici anche che quella che doveva essere l'epica battaglia finale (quella della polizia, non quella di Batman) mi è parsa abbastanza pezzente e che la sequenza finale (NON IL FINALE...LA SERIE DI SCENE SUCCESSIVE) era francamente mielosa e scontata e, anche qui, il gioco è fatto.
Ma in sostanza.
Ma in sostanza è un grande film. Che sono contento di aver visto, che tornerei a rivedere e che ti fa provare dispiacere al pensiero che non ce ne sarà un quarto....
P.S: evitate il confronto inutile.
La domanda inutile che gira è "meglio The Avengers o Batman?". Sarebbe un po' come paragonare un'auto a una cancello in ferro battuto. Il primo è un'autentica trasposizione di un fumetto in cui abbondano le tonalità ironiche. Il secondo è una rivisitazione in chiave realista e politica di un fumetto completamente diverso e necessariamente noir. Quindi non c'è possibilità di confronto.