lunedì 26 settembre 2016

Letture a fumetti - Nathan Never, Orfani, Dragonero, Morgan Lost

E poi capita che tu possa non avere nulla di cui lamentarti.


Orfani: Nuovo Mondo #12 - Il terrore 
Finale all'altezza di una serie che ho trovato a sua volta all'altezza. 
Non è tanto per il cambio finale di prospettiva, che a ben vedere è un cambio parziale dato che di certo non mi ha fatto provare simpatia per gli oppressori di ieri, quanto perchè questo albo ha portato a maturazione un lungo percorso di "caduta" della sua protagonista.


Un percorso chiaro. evidente, ma non per questo meno di impatto. E non tanto perchè ho ancora qualche difficoltà a pensare che un fumetto Bonelli possa presentare un certo tipo di soluzione (è difficile dismettere un modo di pensare al quale mi sono abituato) e quindi mi provoca sorpresa ogni volta, quanto per il fatto che il tutto è trattato col tono della fredda cronaca, senza elementi ulteriori a dare alcun contentino al lettore. Detta così sembra una brutta cosa. Se però uno tiene in considerazione che odio gli spiegoni fini a se stessi e gli eccessi di retorica narrativa allora quel qualcuno si rende conto che quanto appena detto è da intendersi come un complimento. 
In generale mi è piaciuto soprattutto il forte aggancio tra la finzione narrativa e la cronaca quotidiana che mi investe ogni volta che ascolto un TG. Un riferimento costante e suggestivo e per questo molto più interessante di qualsiasi invenzione.
In sostanza: Nuovo Mondo è una serie che ha colto il mio apprezzamento. Nonostante nelle oltre 1000 pagine di narrazione siano presenti davvero tanti personaggi stronzi. Anzi.... mi è piaciuto proprio per quello..


Nathan Never #304 - Dove muoiono le stelle

Fate finta di essere vecchi lettori di Nathan Never. Se lo siete per davvero tanto meglio.
Avete passato gli ultimi anni in balia di un sosia odioso di Nathan. Poi avete conosciuto il suo nuovo capo. Tale Elania Elmore. Donna intenta a provarci con lui in preda a crisi di ormoni e totalmente disinteressata al suo lavoro (al punto da far quasi fallire l'agenzia). Nel mezzo vi siete trovati la copia microcefalica di Branko, un tipo che di Sigmund aveva solo la balbuzia, la love story tra un segretario di cui non vi fregava nulla e una tizia con delle ali improbabili. Ah si...e Legs! Personaggio il cui approfondimento psicologico è stato riportato all'anno zero per rificcarla dentro ai soliti quattro stereotipi della donna manesca, lesbica e appassionata di bazooka.
Poi siete andati in edicola e avete comprato "Dove muoiono le stelle". Pausa. Respiro profondo.
Ecco quando l'ho aperto mi è venuta voglia di guardare la data di pubblicazione. Quando hai capito che era davvero stata stampata nel 2016 ti è pure venuto un sorrisone sincero.
Ora.... non serve dirvi perchè ho apprezzato così tanto questo numero. Leggetelo. E vedrete che c'è dentro esattamente quello che volevate: una cazzo di storia di Nathan Never, pensata per un lettore normodotato e scritta con la consapevolezza che il lettore medio di fumetti in questo momento storico ha abbondantemente superato i 10 anni.
Perchè non basta saper scrivere bene. Devi anche sapere per chi stai scrivendo. Chiaro? Se no chiedete a Medda. O a Vigna (Annozero ti sta ingrifando in modo considerevole).

Dragonero Magazine 2016

E qui se ne può parlare.
Una storia divisa in tre parti potrebbe non essere un grande biglietto da visita per un volume di per se abbastanza costoso (concetto relativo), eppure...
Perchè è vero che non ci viene presentata una storia epica o fondamentale, ma è anche vero che questi racconti funzionano. E bene. E pure provocandomi delle sincere risate.
E poi che vuole dire che non sono storie fondamentali? A ben pensarci gli autori hanno aggiunto qualcosa al mondo da loro creato. Un piccolo tassello che fa parte del contorno certo, ma pur sempre qualcosa di genuino e scritto nel rispetto del lettore.
Quindi alla fine ho letto volentieri questo albo. Magari non indimenticabile, ma adattissimo a farti passare una buona mezzora di lettura. E tanto basta.

Morgan Lost #12 - Killer Clown

Assurda, surreale e con un finale bastardo. E con delle bellissime tavole.
Dovendo essere sincero dirò anche che non mi sembra un numero perfettamente riuscito, specie alla luce della soluzione finale che mi è sembrata un pelo troppo contorta e troppo vincolata alla classica lunga e interminabile spiegazione finale.
Mi spiego per correttezza: la storia ti convince nel momento in cui il caso è avvolto dal mistero. E Chiaverotti è bravissimo nel lasciare che il lettore brancoli nel buio. È un complimento, sia chiaro.
Solo che la sua narrazione tende a non offrire molti indizi al lettore. E questo porta inevitabilmente ad una situazione che ho trovato spesso sia in Brendon quanto in Morgan Lost: il protagonista ha capito quasi tutto, il lettore no. Ma anche il protagonista ha bisogno, quasi sempre, di farsi dare delle spiegazioni dal villain. Segue classico finale col villain che, appunto, racconta tutto a noi e al protagonista.
Questo è un male? In termini assoluti no. Son gusti personali. Che sono tutta un'altra cosa.
E, appunto, non ti impedisce di leggere ugualmente volentieri l'albo in questione.