lunedì 21 luglio 2014

Nathan Never #278 - La cosa giusta.


Nella media qualitativamente abbastanza bassa del periodo post Guerra dei Mondi (pur con alcune notevoli eccezioni) basta una buona storia per far felice il lettore esausto e mediamente deluso. Un lenitivo utile però solo a ricordarti che la serie, oramai dimentica di qualsiasi forma di continuity, in deficit di ambizioni narrative a lungo termine e affondata dal suo stesso creatore a soluzioni narrative giurassiche (non fosse bastato il messaggio di Gregory Hunter), avrebbe enormi potenzialità e potrebbe essere ben altro da quello che è diventata.

Rigamonti in tal senso rappresenta un'eccezione nel panorama attuale della serie. Un autore che ricorda che oltre al protagonista ci sono anche dei comprimari di notevole livello (qui non presenti, ma utilizzati a piene mani in altre storie) e che soprattutto cerca di arricchire le sue storie con la presenza di quell'umanità che affolla la grande Città (meglio ancora la città torna quasi ad essere quell'enorme ammasso senza nome che tanto ti aveva affascinato). 

Ne esce quindi una "normale" storia di follia, di odio, dominata da un serial killer senz'anima e da tante storie che di fantascientifico in se non hanno nulla. Ne esce soprattutto una storia dove i personaggi sono qualcosa di più delle solite sagome di cartone, dove vittime e carnefici si confondo e alla fine al lettore resta un certo, genuino, amaro in bocca. 
Certo a ben vedere la storia è ben lungi dall'essere perfetta e volendo si possono trovare vari difetti di struttura a partire da un incrocio non perfettamente riuscito tra le storie parallele che occupano le 94 pagine e dalla caratterizzazione non del tutto completa di alcuni personaggi. 
Ciò non di meno è evidente lo sforzo di dare vita ad una storia che abbia senso e soprattutto di narrarla bene. E già questo basta e avanza.

Non sarà un capolavoro (e non ci prova neppure), ma in questo momento è ugualmente una piacevole variazione rispetto alla qualità declinante che la serie offre mensilmente. 
E si, questa è una critica abbastanza infastidita da parte di chi è consapevole che nel mondo ci sono cose ben più importanti di una serie a fumetti. Ma oh, se pago pretendo pure... 

Voto
Soggetto: 7
Sceneggiatura: 7
Disegni: 6.5