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domenica 16 novembre 2014

Nathan Never #282 - La sconfitta.


Soggetto: Mirko Perniola
Sceneggiatura: Mirko Perniola
Disegni: Lucilla Stellato

Premessa 
Al netto della storia in oggetto mi è davvero necessario fare una piccola premessa sulla situazione della serie. Negli ultimi mesi ti sei reso conto di aver fatto dei commenti non necessariamente corretti. Un po' perchè non ha detto che negli ultimi mesi la qualità della serie regolare è aumentata (dal numero 277 ad oggi non hai più bocciato un solo albo...) e un po' perchè, tanto per cambiare, ti sei praticamente trovato a mitizzare il periodo pre-Guerra dei Mondi. Al netto di ogni critica di fatto il solo motivo per cui hai preferito il lungo periodo andato da "Dopo l'Apocalisse" (NN#162) a "Cielo di Fuoco" (NN #249) sta tutto nella parola "Continuity", Ma, appunto, questo non ha nulla a che vedere con il singolo albo. 
E andiamo avanti.

martedì 2 settembre 2014

Nathan Never #279 - La ricordante

Soggetto: Mirko Perniola
Sceneggiatura: Mirko Perniola
Disegni: Michela Da Sacco e Stefano Santoro

È quasi con sorpresa che ti appresti a dire che la storia in oggetto ti è piaciuta. Non ti ha fatto impazzire (ma non è che ogni albo debba sempre essere il migliore), ma lo hai letto anche abbastanza volentieri e soprattutto senza il solito sopracciglio alzato. E sapete perchè? Beh vediamo un attimo di spiegare. 

domenica 22 giugno 2014

Nathan Never #277 - Panem et circenses


Facciamo così: proviamo a parlare di questa storia oggettivamente e lasciamo da parte i discorsi relativi ai gusti personali. Limitiamoci alla sostanza e alla narrazione in pratica.....proviamoci.

La storia 
Da un punto di vista puramente narrativo dobbiamo dire che la storia è scritta abbastanza bene. Perniola sa di avere in mano un riempitivo (leggi albo di passaggio che non ha alcuna ambizione reale di lasciare il segno nella continuity.....anche perchè la continuity oramai è andata a farsi un bel giro in qualche paese sconosciuto) e cerca di tirarne fuori il meglio possibile. 

mercoledì 2 maggio 2012

Maxi Nathan Never #8

Parliamo, con un certo ritardo della storie contenute nel Maxi numero 8 di Nathan Never.

Premetto subito un concetto di rilievo: il Maxi è da sempre un mero riempitivo utile sostanzialmente (e comprensibilmente) a non gettare via storie già scritte che non hanno però trovato spazio sulla serie regolare. Sapendo questo va da se che il giudizio si deve conformare a tali esigenze editoriali tenendo in considerazioni che verosimilmente queste storie vengono pubblicate senza che sia effettuata un'accurata revisione ai testi e ai disegni. Ciò detto ricordo che siamo di fronte ad un prodotto della Bonelli, per cui nulla è mai meno che dignitoso e rispettoso del lettore. 

E ora parliamo delle tre storie.

Si comincia con "I morti non ritornano", con Mirko Perniola ai testi e Di Clemente ai disegni. Una storia che lascia un po' di amaro in bocca. Non per il finale della stessa ma perchè lascia l'impressione che sarebbe bastato davvero poco di più a renderla molto gradevole. La trama non è molto originale (ma personalmente non giudico in base all'originalità): un duplice omicidio e una vendetta portata avanti da parte di chi dovrebbe essere morto. Già visto? Si, ma di base funziona sempre. Manca però qualcosa. Innanzitutto le vittime (una giovane coppia) vengono appena abbozzate, di modo che la loro tragedia non coinvolge più di tanto. Lo stesso dicasi per l'ufficiale di polizia desideroso di vendetta: un personaggio radicalmente opposto a Nathan e che avrebbe forse potuto essere usato meglio. Infine c'è l'assassino. Ho trovato che la scelta di Perniola sulla sua identità fosse ottima. Meno ottimo lo spazio che un personaggio del genere occupa nella complessità dell'albo, al punto da sembrare un semplice deus ex machina utile solo a muovere qualcosa nella trama senza dare nessuna profondità.
I disegni di Di Clemente sono altalenanti. Ad ottime tavole (quando forse c'è stato il tempo di fare un buon lavoro) se ne contrappongono altre decisamente imprecise e grossolane. Un lavoro che, con tutta la buona volontà non può essere considerato sufficiente (da quanto tempo non si diceva una cosa del genere di questo disegnatore??)

Valutazione.
Soggetto: 6
Sceneggiatura: 5.5
Disegni: 5

Segue "Viaggio a Gadalas" del duo Vigna/Toffanetti. Qui ci sarebbe molto da dire. Per esempio che è molto strano che una storia del genere non abbia trovato spazio nella serie regolare data la sua importanza nella vita dell'agente Alfa....
Il problema è che la storia, così carica di suggestioni, alla fine non mi è piaciuta affatto.
I difetti del soggetto sono evidenti. Inizia tutto con un pretesto davvero eccessivo e per nulla credibile. Continua  all'insegna della casualità e lascia perplessi  (a dir poco) scoprire che Nathan non ha indagato sulla morte di un caro amico e che soprattutto non avesse mai sospettato la verità. Passi i sentimenti personali, ma sempre di un agente di notevoli capacità stiamo parlando....
Poi Vigna si rifà con la sceneggiatura. Ossia incentrandosi sui rapporti di Nathan con gli amici di infanzia e il suo luogo natale. Ma non basta a far dimenticare una storia oggettivamente troppo pretestuosa.
Per quanto riguarda  i disegni va detto che non sono mai stato un fan di Toffanetti. Questione di gusti. Ma qui mi sembra che, a parte le ultime tavole, il lavoro sia davvero molto lontano dalla sufficienza... vale sempre il discorso fatto in premessa e quello sui miei gusti personali comunque.


Valutazione.
Soggetto: 4.5
Sceneggiatura: 6.5
Disegni: 4.5

Infine tocca Davide Rigamonti e alla coppia formata da Fabrizio Busticchi e Luana Paesani con "Iron Jake".  Ad essere onesti mi da l'idea di una storia compressa in troppe poche pagine e che probabilmente avrebbe beneficiato del formato dello Speciale (ossia 160 pagine invece che 90). Lo dico perchè nella storia, che alla fine è forse quella meno riuscita, compaiono 3 personaggi potenzialmente affascinanti.
Parliamo di Poison, del padre di Iron Jake e, appunto, di Iron Jake stesso. La "signora del male" è davvero troppo stereotipata, ma le potenzialità, vista la realtà nella quale è calata, era notevoli. Idem per il rapporto tra il mostruoso Iron Jake e il padre. Il conflitto interiore che i due personaggi vivono e la tragedia che li accomuna potrebbe da sola sostenere la storia. Ma alla fine, come detto, non c'è lo spazio materiale per farci stare tutto e quindi nulla viene portato a compimento. Peccato, davvero.

Quanto alla trama poco da dire. Banale fin che si vuole, ma sarebbe stato meno evidente se ci fosse stato lo spazio sufficiente a trasmettere un senso di miseria, oppressione e disperazione. Appunto: servivano più pagine!

I disegni sono una nota davvero dolente. Non mi è piaciuto davvero nulla e non ci sono tavole che si salvino. Ma ovviamente mi riservo di dare una valutazione effettiva dei due disegnatori dopo aver letto il prossimo Universo Alfa in edicola dal 17 di questo mese....


Valutazione.
Soggetto: 5
Sceneggiatura: 5
Disegni: 4




P.S:Non centra nulla con Nathan Never. Ma a breve esce il primo volume di una nuova serie dedicata a Moon Knight. Si, esatto il supereroe psicopatico (che nell'Univero Marvel è un classico visti anche Sentry e il mitico Deadpool...ma pure Frank Castle...) che come identità segreta fa il tassista....identità segreta da tassista...don't ask! Cmq è un personaggio che ho sempre amato...ergo: lo consiglio e spero sia una bella serie...
....graficamente invece è sempre stato perfetto....

domenica 25 marzo 2012

"Il Segreto di Sigmund". Nathan Never #250

Starting Point. 
Chi scrive non può fare altro che parlare dall'ottica di chi ha sulle spalle una lunga militanza come lettore della serie.
Non so dire, con certezza almeno, se questo albo sia in grado di appassionare nuovi lettori.
Tuttavia, causa le atmosfere da fantascienza cyberpunk dei primi anni '90 mi permetto di sollevare qualche dubbio. Non è un caso se negli ultimi 10 anni (specie dopo la saga della guerra tra la Terra e le Stazioni), Vietti e Olivares avevano modificato l'intera impalcatura scenografica. In sostanza avevano tolto le atmosfere alla Blade Runner (belle ma sorpassate) e inserito elementi più "alla Matrix" (esplosivi nella doppia storia "Heliopolis", NN 178-179). Procedimento alla quale aveva contribuito anche Michele Medda (nella splendida tripla "La squadra segreta", NN 162-164 e poi nel seguito ideale "I figli dell'apocalisse", NN 187-188). Lo stesso Serra aveva di fatto abbandonato quell'impostazione, inserendo nella continuity un personaggio assolutamente unico come l'Uomo Quantico (Speciale 14, Gigante 9,  NN 190 e via dicendo).
Assistiamo qui, come preannunciato, ad un ritorno allo stile originale. Che pensare di tale scelta? Semplicemente possiamo fare due constatazioni. La prima è che solo qualora questo ritorno al passato fosse funzionale a narrare in altra luce le origini del personaggio allora potremmo dire che si tratta di un piacevole tuffo nei bei ricordi del passato. Narrare avventure del lontano passato con lo stile e le atmosfere del tempo è una cosa perfettamente comprensibile e molto apprezzabile. 
Se invece si tratta di un ritorno definitivo, destinato a durare oltre il 4° capitolo della serie invece il discorso cambia. E il parere diventa negativo, dal momento che la fantascienza non deve essere immutabile (1) e anzi deve sempre cercare di essere credibile.
Quale che sia la risposta lo sapremo forse in parte già nel prossimo albo. Nel quale compare Hadija. Se infatti gli eventi narrati nell'albo di cui stiamo parlando sono datati nel 2091 (tranne il prologo che viene collocato nel 2088) necessariamente per vedere Hadija è necessario correre fino al 2096 (e uscirà di scena nel 2104). E già qualche differenza c'era (con il subentro di De Angelis). Vedremo.

La storia  in se. 
Senza essere una storia particolarmente originale e senza che riveli nulla sulla saga nel suo complesso (la caccia ad una ladra di tecnologia militare su commissione di Aristotele Skotos) alla fine è difficile non concludere la lettura con una certa soddisfazione. 
Sarà la presenza di Aristotele Skotos (2) e della moglie Sada. Sarà perchè rivediamo Mac e Ubiq (e le due vicine strambe, Katia e Giulia). Sarà per quel tuffo nel passato di cui si parlava sopra. Ma è davvero una lettura piacevole. 
E qui vanno fatti i complimenti a Perniola che riesce a imprimere un ritmo perfetto alla storia. Nessun momento di noia, nessun dialogo inutile e un ottimo recupero del Nathan Never musone degli inizi.
Difficile lamentarsi di qualcosa. Dico davvero.

Disegni. 
Sergio Giardo mi era già piaciuto ne "I difensori" (NN 246). Qui se possibile mi è piaciuto ancora di più.
In particolare splendida la sua Legs (che per la nota è stata fatta vagamente tettona, come era nella serie a lei dedicata....) e ottimo Aristotele Skotos. Ma più in generale un recupero perfetto della atmosfere delle origini.
Poco altro da dire. E questo è un altro modo per fare un complimento.

La saga. 
Troppo presto per fare qualsiasi osservazione sulla "saga nella saga" (cioè questi 4 albi inclusi nella Guerra dei Mondi). L'inizio è ottimo però. Quindi attendiamo fiduciosi.

Valutazione.
Soggetto (di Antonio Serra): 7
Sceneggiatura (di Mirko Perniola): 8.5 
Disegni (si Sergio Giardo): 8.5


(1) a tal proposito ricordo che già una volta Serra ha tentato di dar vita ad una serie regolare con temi grafici e trovate tecnologiche che richiamavano la fantascienza degli anni '70. Si trattava di Gregory Hunter. E durò appena il tempo di 17 albi....
(2) che a mio parere resta il supernemico più riuscito nella storia della collana.