domenica 22 giugno 2014

Nathan Never #277 - Panem et circenses


Facciamo così: proviamo a parlare di questa storia oggettivamente e lasciamo da parte i discorsi relativi ai gusti personali. Limitiamoci alla sostanza e alla narrazione in pratica.....proviamoci.

La storia 
Da un punto di vista puramente narrativo dobbiamo dire che la storia è scritta abbastanza bene. Perniola sa di avere in mano un riempitivo (leggi albo di passaggio che non ha alcuna ambizione reale di lasciare il segno nella continuity.....anche perchè la continuity oramai è andata a farsi un bel giro in qualche paese sconosciuto) e cerca di tirarne fuori il meglio possibile. 



Certo, il pretesto di base è mediamente idiota e serve solo ad ambientare una storia di Nathan Never nell'antica Roma e attorno a questo viene messa in moto una ridda di supercazzole non indifferente. Però.
Però tutto sommato la storia è divertente e si fa leggere (a differenza della tremenda tripla conclusasi il mese scorso), il ritmo è apprezzabile e l'autore non perde tempo in chiacchiere inutili. Certo c'è quella serie di scambi terribili di battute tra Igor e Adele che sarebbero sembrati terrificanti anche per un sit-com degli anni '80, però facciamo finta di nulla e concentriamoci invece sul gradito ritorno dell'hacker con la barba e la panzetta che era oramai scomparso da qualche anno.

Disegni 
Discreti anche se un po' confusi nelle scene d'azione. Non la migliore prestazione di Jannì, ma ugualmente più che sufficienti.

Il resto
Resta appunto il fatto che anche se la storia è scritta discretamente bene ciò non toglie che l'attuale standard della serie sia davvero di scarsa qualità e di ancor minore intraprendenza. Il ritorno ai primi anni '90 oramai è definitivo. E ovviamente in ritardo di 20 anni sul genere. Per favore, meno robot e più nanotecnologie. E più lobby e meno Omega.
Davvero, se no qua butta malissimo .

Voto
Soggetto: 6
Sceneggiatura: 6
Disegni: 6

Ovviamente c'è molto di "politico" nei 6 di qua sopra.....