domenica 16 novembre 2014

Nathan Never #282 - La sconfitta.


Soggetto: Mirko Perniola
Sceneggiatura: Mirko Perniola
Disegni: Lucilla Stellato

Premessa 
Al netto della storia in oggetto mi è davvero necessario fare una piccola premessa sulla situazione della serie. Negli ultimi mesi ti sei reso conto di aver fatto dei commenti non necessariamente corretti. Un po' perchè non ha detto che negli ultimi mesi la qualità della serie regolare è aumentata (dal numero 277 ad oggi non hai più bocciato un solo albo...) e un po' perchè, tanto per cambiare, ti sei praticamente trovato a mitizzare il periodo pre-Guerra dei Mondi. Al netto di ogni critica di fatto il solo motivo per cui hai preferito il lungo periodo andato da "Dopo l'Apocalisse" (NN#162) a "Cielo di Fuoco" (NN #249) sta tutto nella parola "Continuity", Ma, appunto, questo non ha nulla a che vedere con il singolo albo. 
E andiamo avanti.


La sconfitta 
"La sconfitta" è una storia venuta bene a metà. E che ti ha convinto a metà. 
Perchè si, il ritorno nello spazio profondo, agli angusti spazi di una stazione spaziale con le sue atmosfere claustrofobiche e quella tensione di fondo ti hanno convinto, così come ti ha convinto l'idea di fondo della trama. Almeno fino alla supercazzola. Che non è tale perchè sia una fesseria l'idea che sta dietro alla vera natura del pericolo, quanto il modo in cui viene sviluppata. 
Fino a che il problema è nell'aria (e quando leggerete capirete cosa intendo...) tutto funziona, Magari non sarà originale visto che di storie simili ne abbiamo letto parecchie su questa serie, ma perlomeno funziona molto bene. Poi paradossalmente il problema arriva nel momento in cui Perniola prova a creare il colpo ad effetto inserendo qualcosa di originale, salvo però perdere la misura (ovviamente secondo il mio puro e semplice parere personale). 
Ma più che l'idea, che a molti può piacere, è il modo. Dove per "modo" leggi anche "spiegone a tradimento". Il ritmo, fino ad allora ottimo, va in pezzi con un brusco colpo di freno a mano e il mistero viene spiegato al lettore per filo e per sogno con un certo dogmatismo che uccide l'attenzione e la partecipazione ma, soprattutto, prende a cazzotti la sospensione dell'incredulità.

Per il resto 
Per il resto è ugualmente una storia discreta che si lascia leggere. Ma sopratutto c'è l'ottimo lavoro di Lucilla Stellato ai pennelli che merita una menzione e un po' di, spero graditi, complimenti. 

Quindi
Un po' nella media recente della serie regolare. Si lascia leggere e ha certamente degli aspetti apprezzabili, ma stavolta non ti ha convinto fino in fondo. 

Voto
Soggetto: 6.5
Sceneggiatura: 6
Disegni: 7/8