martedì 15 settembre 2015

Mr. Robot. Ora che lo hai visto...


Il sabato pomeriggio è quel momento della settimana nel quale ti chiedi cosa diavolo stai facendo. Non che tu ti dia all'esistenzialismo e all'epistemologia (parole a casa prese da un vocabolario ma che fanno cultura di quella elevata...), più che altro ti riferisci al fatto che di solito ti trovi incastrato su un divano piccolo e scomdo (per quello comodo dovresti salire qualcosa tipo 11 gradini....finisce che svieni...) dove cerchi di far finta di non avere occhiaie e mal di testa sparandoti delle serie tv.
Ecco, dopo la premessa inutile che fa però volume, passiamo al concetto. Mr. Robot. Ecco. In un periodo pieno di nulla (che l'opulenza fa si che in America non credono che la gente in estate possa anche stare a casa.....ehi, siamo qua! Siamo gli Europei! pensate anche a noi ogni tanto....dai..) ti capita di vedere una serie fatta talmente bene che quasi quasi vuoi rivederla da sobrio per capire se fa lo stesso effetto.



Di che e di che cosa? 
Un hacker, poco nerd, molto sociopatico, molto tossico (la morfina ha sempre il suo fascino, il Suboxone un po' meno..vabbè), in un plot molto fight club, senza cazzotti, con molti più morti, molta più violenza e talmente serio e ben fatto che ti ha preso dentro una voglia di fare l'anarchico anti-sistema come quando ti scannavi le orecchie con i Rage Against the Machine.
Non ci avete capito nulla vero? Ok. Elliot Alderson è un tizio problematico che lavora per la Allsafe, società di sicurezza informatica che cura gli interessi, tra gli altri, della E. Corp, mega conglomerato aziendale che, con le sue attività, rappresenta l'idea del male del protagonista. Da questo e da quanto detto appena prima (hacker e radicale antisistema) parte una trama che, cosa stupenda dal dire, se ne fotte altamente del politicamente corretto e delle buone maniere toccando questioni serie, attuali e intriganti. 

Chi c'è dentro

Ora Elliot, il protagonista, è una persona che di primo impatto da pure l'impressione di essere un vincente, uno che ne sa e che se la gode. Per cinque minuti. Poi ti accorgi che è un rottame o quello che la moderna società dell' #epicfail o di #questicazzodihashtag definirebbe un fallito. Lo è? Beh...no, ma forse si, ma forse ancora no. 
E il resto? A ben vedere non è neppure una brava persona. Voglio dire...la maggior parte di quello fa è inquietante e se lo facesse a voi dubito che vi renderebbe felici. 
E gli altri? Beh tutti gli altri son in fin dei conti simili al protagonista. Fragili,complessi, contraddittori e incapaci di trovare un loro posto nel mondo. In sostanza diremmo "umani".

E finendo
Ovviamente di tanto in tanto si scollina nella mimmata (molto di rado a dire il vero e senza che la cosa faccia mai danno) ma in generale la serie ti tiene inchiodato li, su quel divano scomodo su cui sei disteso.