martedì 22 settembre 2015

I Rage Against The Machine visti 15 anni dopo.

Tuffo nel passato, ma devi subito ammettere che tu appartieni ad una generazione che li ha vissuti più che altro di conseguenza all'onda lunga scaturita dal loro scioglinmento avvenuto nell'infausto anno 2000, ossia quello della vittoria elettorale (credici...) di George SonoSoloArabi Bush, l'uomo che ha deciso di prendere la tanto ammirata immagine dell'America nel mondo e di cagarci sopra un mare di cazzate neocon, teologico-razziali e liberticide (tipo quella cosa nota come Patriot Act o la totale perdita di controllo sul sistema di intelligence nazionale afflitto da elefantiasi o l'idea stessa che i cadaveri iracheni contassero meno di quelli americani...ah già...è ancora così...). Tipo che hanno dovuto eleggere Obama, ritirarsi da due paesi, fare la pace con Cuba e l'Iran e parlare di riscaldamento globale per ridarsi una mezza spolverata. Mezza....ci sono migliaia di cadaveri che aspettano il resto.


Si ok, questa in senso lato è politica, che poco ha a che fare col blog.
Però parlare dei RATM senza parlare di politica diventa un esercizio di stile e ti limita alla musica, laddove la musica era un aspetto tra i tanti di un gruppo mediamente talentuoso (anche se non ci hai mai trovato nessun riff particolarmente indimenticabile, semmai quello che era soprendente ed eccitante era il mix che ne usciva), impegnato e sostanzialmente paraculo. Perchè se lotti contro il sistema e cavalchi ante-litteram i temi di Occupy Wall Street ma poi pubblichi per qualche mega casa discografica allora non ti puoi sorprendere se per ogni fan c'è almeno una persona che non ti tollera. Neppure puoi pensare che ti prenda troppo sul serio quando sei famoso oltre ogni limite e vieni arrestato per qualche protesta. Voglio dire...se arrestano me che sono un cazzo di nessuno magari è anche coraggio (dipende dalla protesta...), ma se arrestano il vip osannato è solo pubblicità.
Ma per carità.... tutto questo conta meno (sempre meno) dell'attacco di basso di Calm Like a Bomb....



Però. Però chi altro possiamo prendere sul serio? Ad eccezion fatta per i The Clash (altri tempi, altra maturità e pure altro talento) non ne trovi uno che risulta credibile. Certo non Bruce Springsteen (più menestrello che ideologo) ne tantomeno il duo di radical-chic composto da U2 e REM (i primi ti fanno anche abbastanza cacare, dei secondi hai rispetto perchè sanno suonare per davvero).
Non lo trovi se guardi agli anni '90 (il grunge non vale, non aveva idee chiare, solo disagio da manifestare) e ancora meno se guardi ai lobotomizzatissimi giorni nostri. E allora ti restano loro, che almeno ci hanno provato. Nel senso che hanno provato ad essere vagamente coerenti.


Di che parlavano poi esattamente? Beh a dire il vero potreste leggere i loro testi in slang e capire in autonomia, ma per farla breve diremo che parlavano grosso modo delle solite cose.
Follie del sistema economico capitalista (oggi la cosa sembra meno marxista di allora), slogan contro la guerra (evergreen) e in generale ogni argomento politicamente scorretto e sempre da posizioni antisistema. Nulla di nuovo. Solo che lo facevano meglio degli altri, con una rabbia diversa e mandando a fanculo tutto quello che uno a vent'anni vorrebbe poter davvero mandare a fanculo. Una sorta di colossale (per dimensioni di business e seguito) cassa di risonanza per la rabbia e la frustrazione di una intera generazione. La cosa bella è che 15 anni dopo quegli stessi pensieri sembrano decisamente semplicistici e fin troppo edulcorati. La sola emozione che non conosce limiti è la frustrazione......


Tutto sommato ti sarebbe piaciuto vederli in piena attività negli ultimi anni, perchè ti rimane dentro un dubbio non da poco. In un mondo come l'America degli anni '90 non costa nulla andare controcorrente. Anche se sbagli nessuno se ne accorge perchè le cose vanno troppo bene. Ma se dici le stesse cose oggi, nel mezzo di una società moralmente al collasso e socialmente sfibrata allora corri anche il rischio che qualcuno ti prenda sul serio. E li la cosa diventa pericolosa.

A quindici anni dal loro primo sciogliemento (ma di fatto anche quello definitivo visto che si sono limitati ai concerti...) oggi ti restano delle sfuriate musicali da paura, dei pezzi fotonici che danno sfogo a molta della tua ira repressa e al tuo senso di frustrazione, ma di fatto ti rendi conto che le tematiche sociali vanno trattate in modo meno pubblicitario e più serio. Eppure pagheresti anche oggi per sentire qualche gruppo che dice quello che pensa senza tanti giri di parole.


P.S: i video durano quel che durano, non svangate la beneamata minchia...cmq nel caso i pezzi sono: Bulls on Parade, Testify e Sleep now in the Fire.